12 dicembre - Il bilancio delle persone uccise negli attacchi aerei degli Stati Uniti è salito a 42

Dopo due mesi di indagini approfondite seguite all’attacco aereo degli Stati Uniti che ha distrutto il nostro centro traumatologico a Kunduz, in Afghanistan, lo scorso 3 ottobre, annunciamo oggi con grande tristezza che il bilancio delle vittime è salito ad almeno 42 persone.

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09 dicembre - Consegna delle firme alla Casa Bianca

Oggi abbiamo consegnato alla Casa Bianca più di 548.000 firme per chiedere al Presidente Obama una investigazione indipendente sull'attacco al nostro ospedale di #Kunduz.

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25 novembre - Prima reazione MSF all'investigazione militare USA sull'attacco

"È sconcertante che le forze statunitensi possano sferrare un attacco senza vedere direttamente l’obiettivo, senza avere accesso a una lista di siti da non attaccare e con sistemi di comunicazione malfunzionanti".

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25 novembre - In memoria dei nostri 14 colleghi uccisi a Kunduz

Il 3 ottobre 2015 resterà per sempre un giorno di lutto nella storia di MSF. Sotto attacco, i nostri colleghi hanno lottato per le loro vite e per le vite dei loro pazienti con una determinazione e un coraggio straordinari. Quattordici colleghi di MSF hanno perso la vita in quel tragico giorno.

Tutti in MSF partecipano al dolore delle famiglie delle vittime. Ci mancheranno molto e non li dimenticheremo mai.

Le loro storie>>

 

“Il tempo passerà, ma resterà il ricordo, Le ferite guariranno, ma resterà il segno”.#Kunduzhttp://bit.ly/1HmF7YR

Posted by Medici Senza Frontiere on Mercoledì 25 novembre 2015

 

5 novembre - Il rapporto interno MSF sull’attacco all’ospedale di Kunduz

Pubblichiamo oggi un rapporto interno che esamina gli attacchi del 3 ottobre da parte delle forze statunitensi sull’ospedale di MSF nell’Afghanistan settentrionale. L’analisi cronologica dei fatti che si sono susseguiti, durante e immediatamente dopo gli attacchi aerei, dimostra che non c’era alcuna ragione per cui l’ospedale dovesse essere colpito. Non c’erano combattenti armati o combattimenti nell’area dell’ospedale.

Il documento interno di MSF descrive una situazione in cui i pazienti bruciano nei loro letti, il personale medico è decapitato o perde gli arti e altre persone sono prese di mira e colpite dagli aerei mentre fuggono dall’ospedale in fiamme. Alcuni medici di MSF e altro personale medico sono stati uccisi mentre cercavano di raggiungere un’altra zona del compound nel tentativo di mettersi in salvo. Almeno trenta persone sono state uccise, tra loro 13 membri del personale medico, 10 pazienti e 7 corpi irriconoscibili non ancora identificati.

Da quanto accaduto nell’ospedale emerge che questo attacco è stato condotto allo scopo di uccidere e distruggere”, dichiara Christopher Stokes, direttore generale di MSF. “Ma non sappiamo perché. Non abbiamo visto cosa è successo nella cabina di pilotaggio, né tra le catene di comando statunitense e afghana”.

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3 novembre - In ricordo delle vittime di Kunduz

A un mese dall'attacco di ‪‎Kunduz‬ ricordiamo i nostri amici, colleghi e pazienti uccisi, chiediamo il rispetto dell’assistenza medico umanitaria nei conflitti e ribadiamo la nostra richiesta di un'investigazione indipendente.

23 ottobre - Cresce ancora il numero delle vittime dell'attacco a Kunduz

A circa 3 settimane dai bombardamenti USA sul nostro centro traumatologico a Kunduz, annunciamo oggi con tristezza che il bilancio delle vittime continua ad aumentare, con la conferma di un altro operatore MSF ucciso. Il numero di morti sale almeno a 30, tra loro 10 pazienti identificati, 13 operatori MSF identificati e 7 corpi ritrovati tra le macerie dell'ospedale non ancora identificati. Un operatore MSF e due pazienti che sono dispersi e presumibilmente morti potrebbero essere tra i sette corpi non identificati, ma gli esami non sono ancora conclusi. 
Questi numeri, purtroppo, non possono essere i numeri definitivi.
 
Finora confermiamo che 27 persone dello staff sono rimaste ferite e anche molti pazienti e custodi. Il caos generato dall'attacco ha reso estremamente difficile tracciare i pazienti e un numero preciso di feriti potrebbe essere impossibile da determinare.
 

15 ottobre - Petizione diretta al Presidente Obama

In nome dei nostri colleghi e pazienti uccisi e feriti – e per tutti i nostri operatori e pazienti nel mondo – abbiamo chiesto l’avvio di un’indagine internazionale indipendente sugli eventi del 3 ottobre da parte della Commissione d’Inchiesta Umanitaria Internazionale (IHFFC), l’unico organo permanente specificamente istituito per indagare sulle violazioni del Diritto Internazionale Umanitario.

Ora che l’appello per mobilitare l'IHFFC ha ricevuto risposta, chiediamo agli Stati Uniti e all'amministrazione Obama di dare il proprio consenso all’investigazione dell’IHFFC sul bombardamento dell’ospedale di Kunduz, passaggio indispensabile perché possa essere avviata una ricerca davvero imparziale della verità.

Aggiungi la tua voce al nostro appello agli Stati Uniti e all’amministrazione Obama.

 
 
 

14 ottobre - Commissione d'Inchiesta Umanitaria attende consenso di USA e Afghanistan per avviare l’investigazione indipendente

Siamo stati informati che la Commissione d’Inchiesta Umanitaria Internazionale (IHFFC) è stata attivata. Questo è il primo passo necessario per avviare un’investigazione indipendente sull’attacco al nostro ospedale. La Commissione sta ora aspettando il consenso degli Stati Uniti e dell’Afghanistan per procedere.

“Scuse e condoglianze non sono sufficienti. Vogliamo capire come e perché sia accaduto" Joanne Liu, presidente internazionale di MSF

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7 ottobre - La nostra risposta alle scuse del Presidente Obama

"Oggi abbiamo ricevuto le scuse del presidente Obama per l'attacco contro il nostro ospedale traumatologico in Afghanistan. Tuttavia, ribadiamo la nostra richiesta al governo degli Stati Uniti di  consentire un'indagine indipendente condotta dalla Commissione d’Inchiesta Umanitaria Internazionale per stabilire cosa sia accaduto a Kunduz, come è accaduto e perché è accaduto"

Joanne Liu, Presidente MSF International

7 ottobre - “Anche la guerra ha delle regole”

Il discorso pronunciato dalla presidente internazionale di MSF Joanne Liu, in un media briefing al Palazzo delle Nazioni Unite a Ginevra:

"Non è stato solo un attacco contro il nostro ospedale, è stato un attacco contro le Convenzioni di Ginevra. È inaccettabile. Queste Convenzioni governano le regole della guerra e sono state stabilite per proteggere i civili nei conflitti, compresi pazienti, operatori e strutture sanitarie. Portano un minimo di umanità in quella che altrimenti è una situazione inumana(...) .Oggi annunciamo che stiamo cercando di avviare un’investigazione della Commissione d’Inchiesta Umanitaria Internazionale sull’attacco di Kunduz. Questa Commissione è stata creata dai Protocolli Aggiuntivi alle Convenzioni di Ginevra ed è l’unico organo permanente istituito specificamente per investigare le violazioni del Diritto Internazionale Umanitario. Chiediamo agli Stati firmatari di attivare la Commissione per stabilire la verità e riaffermare lo status di protezione degli ospedali nei conflitti".

Leggi il discorso di Joanne Liu, Presidente MSF Internationational >>

5 ottobre - Non ci può essere alcuna giustificazione dell'attacco a Kunduz

“Oggi il governo degli Stati Uniti ha ammesso che è stato il loro attacco aereo a colpire il nostro ospedale di Kunduz e uccidere 22 persone tra pazienti e staff MSF. La loro descrizione dell’attacco continua a cambiare: da danno collaterale a tragico incidente, si cerca ora di scaricare la responsabilità sul governo afghano.

La realtà dei fatti è che gli Stati Uniti hanno sganciato quelle bombe. Gli Stati Uniti hanno colpito un grande ospedale pieno di pazienti feriti e di staff MSF. L’esercito americano resta responsabile degli obiettivi che colpisce anche se fa parte di una coalizione. Non ci può essere alcuna giustificazione di questo terribile attacco. Con queste costanti discrepanze nei resoconti americani e afghani sull’accaduto, la necessità di una investigazione completa, trasparente e indipendente è ancora più cruciale” 

Christopher Stokes, direttore generale di Medici Senza Frontiere

4 ottobre – Il numero delle vittime sale

Confermati 12 operatori MSF uccisi e 10 pazienti, tra cui 3 bambini

"Con il fondato sospetto che sia stato commesso un crimine di guerra, MSF chiede che venga avviata un’investigazione completa e trasparente sull’accaduto, condotta da un ente internazionale indipendente. Basarsi soltanto sull’investigazione interna di una parte del conflitto sarebbe del tutto insufficiente.

Nemmeno una persona del nostro staff ha riferito di combattimenti nel compound dell’ospedale di MSF prima del bombardamento aereo di sabato mattina. L’ospedale era pieno di operatori MSF, pazienti e persone che li accudivano. Nell’attacco sono stati uccisi 12 operatori di MSF e 10 pazienti, tra cui 3 bambini.

Ribadiamo che l’edificio principale dell’ospedale, dove il personale si prendeva cura dei pazienti, è stato colpito in modo ripetuto e molto preciso durante ciascuno dei raid aerei, mentre il resto del compound è stato per la maggior parte risparmiato. Condanniamo questo attacco, che rappresenta una grave violazione del Diritto Internazionale Umanitario”.

Christopher Stokes, direttore generale di Medici Senza Frontiere

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4 ottobre - La testimonianza del nostro infermiere a Kunduz

Lajos Zoltan Jecs, infermiere MSF si trovava nell’ospedale traumatologico di Kunduz quando è stato colpito da una serie di bombardamenti aerei, nelle prime ore di sabato mattina.

"Abbiamo visto l'ospedale in fiamme...Abbiamo visto i nostri colleghi morire...Lavoravano ininterrottamente in ospedale per aiutare i pazienti...e ora sono morti. Non ci sono parole per descrivere cosa è successo a Kunduz".

 
 

3 ottobre - Chiediamo spiegazioni per il terribile bombardamento 

Dodici operatori MSF e almeno 7 pazienti, tra cui 3 bambini, sono stati uccisi

Dalle 2.08 alle 3.15 di questa notte, il centro traumatologico di MSF a Kunduz è stato colpito da una serie di bombardamenti aerei a intervalli di circa 15 minuti l’uno dall’altro. L’edificio centrale dell’ospedale – che ospita l’unità di cura intensiva, le sale del pronto soccorso e il reparto di fisioterapia – è stato colpito ripetutamente in ognuno dei raid aerei, mentre gli edifici circostanti sono stati per lo più risparmiati.
Tutti gli elementi in questo momento portano ad attribuire i bombardamenti alle forze della Coalizione internazionale.

“Questo attacco è ripugnante ed è una grave violazione del Diritto Internazionale Umanitario” ha detto Meinie Nicolai, presidente di MSF. “Chiediamo alle forze della Coalizione completa trasparenza. Non possiamo accettare che questa terribile perdita di vite umane venga liquidata semplicemente come un ‘effetto collaterale’”.

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3 ottobre - Tutte le parti in conflitto avevano coordinate del nostro ospedale

Condanniamo nel modo più assoluto il terribile bombardamento che ha colpito il nostro ospedale a Kunduz

Vogliamo chiarire che tutte le parti in conflitto, comprese Kabul e Washington, erano perfettamente informate della posizione esatta delle strutture MSF  - ospedale, foresteria, uffici e unità di stabilizzazione medica a Chardara (a nord-ovest di Kunduz). Come in tutti i contesti di guerra, MSF ha comunicato le coordinate GPS a tutte le parti del conflitto in diverse occasioni negli ultimi mesi, la più recente il 29 settembre.

Il bombardamento è continuato per più di 30 minuti da quando gli ufficiali militari americani e afghani, a Kabul e Washington, ne sono stati informati. MSF chiede urgentemente chiarezza per capire esattamente cosa sia successo e come sia potuto accadere un evento di questa gravità.

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3 ottobre – Vittime nel bombardamento del nostro ospedale

Uccisi tre operatori MSF e ospedale parzialmente distrutto

Nella notte di sabato 3 ottobre, alle 2.10, il centro traumatologico MSF a Kunduz è stato colpito più volte da pesanti bombardamenti ed è stato gravemente danneggiato. Tre operatori MSF sono rimasti uccisi e di oltre 30 non si ha ancora notizia. L’equipe medica sta lavorando senza sosta e sta facendo tutto il possibile per la sicurezza dei pazienti e dello staff dell’ospedale.

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29 settembre - Curare i feriti a Kunduz

Da quando sono esplosi i combattimenti, lunedì scorso, MSF ha aumentato la capacità del proprio ospedale fino a 150 letti e ha curato 394 persone lavorando giorno e notte per curare chiunque ne avesse bisogno, secondo i principi dell’imparzialità e dell’etica medica.

L’ospedale MSF è l’unica struttura del suo genere in tutto l’Afghanistan nord-orientale e fornisce cure traumatologiche gratuite per salvare arti e vite.

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Le nostre attività in Afghanistan

MSF ha iniziato a lavorare in Afghanistan nel 1980. A Kunduz, come nel resto del paese, operatori nazionali e internazionali lavorano insieme per garantire la migliore qualità dei trattamenti. MSF supporta il Ministero della Salute nell’ospedale Ahmad Shah Baba, nella zona orientale di Kabul, la maternità Dasht-e-Barchi nell’area occidentale di Kabul e al Boost Hospital a Lashkar Gah, provincia di Helmand. A Khost, in Afghanistan orientale, MSF gestisce un ospedale specializzato in maternità. MSF lavora in Afghanistan esclusivamente grazie a fondi privati e non accetta finanziamenti da nessun governo.