La decisione di aprire una Missione MSF in Italia è maturata alla fine degli Anni 90, quando MSF si è resa conto che le stesse persone curate e assistite dalla nostra organizzazione a migliaia di chilometri di distanza, in altri continenti, si trovavano anche qui, in Italia e in Europa, molto spesso in condizioni di estrema precarietà e bisogno.  Dal 2002, MSF è stata presente in contesti particolarmente delicati come agli sbarchi a Lampedusa, tra i lavoratori stagionali nel Sud Italia, alle frontiere nord e all’interno dei centri per migranti in diverse regioni. 

Dall’inizio del 2016 sono arrivate in Italia via mare 180.746[1] persone, principalmente nei porti siciliani e calabresi. Lo scorso anno, l’impegno di Missione Italia si è concentrato principalmente nell’assistenza medica e psicologica e nel contesto del primo soccorso e accoglienza di persone giunte nel nostro paese dopo un lungo e rischioso viaggio, via mare o via terra, e che necessitano di cure e di presa in carico psicologica. Ad oggi continuiamo il nostro lavoro con migranti, rifugiati e richiedenti asilo, in Sicilia come in altre regioni italiane, attraverso diversi progetti già in corso o di prossima apertura e principalmente focalizzati sulla salute mentale. Un’attenzione particolare è portata alle persone rimaste escluse dal sistema di accoglienza e sanitario istituzionale, che vivono in insediamenti informali o in transito verso altri paesi europei.

Centro di riabilitazione per i sopravvissuti a tortura e per le vittime di trattamenti crudeli e degradanti (Roma)

Partner:  Medici Contro la Tortura, ASGI- Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione 

Obiettivo: offrire servizi riabilitativi con un approccio multidisciplinare (medico, psicoterapeutico, fisioterapeutico, sociale e legale) a vittime di tortura e di trattamenti inumani e degradanti nella città di Roma e provincia.

Descrizione: MSF ha aperto a Roma un Centro di Riabilitazione per persone vittime di  tortura e trattamenti inumani o degradanti (VoT), con l’obiettivo di  offrire un percorso di riabilitazione socio-sanitaria a persone che nei paesi di origine o durante il percorso migratorio sono state oggetto specifico di violenza intenzionale rispondente alle definizioni di  tortura e/o di trattamento crudele, inumano e degradante, in conseguenza dei quali presentano gravi traumi fisici e psichici. La riabilitazione è portata avanti secondo un approccio multidisciplinare (medico, psicologico, fisioterapeutico e socio-legale), che ha il fine di affrontare tutti gli aspetti del trauma conseguente alla tortura. Il centro segue attualmente 98 pazienti di 22 differenti nazionalità (di cui Mali, Gambia e Nigeria sono le prevalenti), la maggior parte dei quali richiedenti asilo residenti a Roma e provincia.

Il progetto è realizzato in partnership con la storica associazione Medici Contro la Tortura e in collaborazione con ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione) esperta nel supporto legale a migranti richiedenti asilo, e si inquadra nella strategia internazionale di MSF, che da anni sta acquisendo esperienza e competenza nel campo con analoghi interventi in Libia e Grecia. Inoltre, il Centro di riabilitazione sta definendo una partnership con le istituzioni sanitarie presenti sul territorio, quali la ASL Roma 6, che permetterà a MSF di svolgere l’attività di supporto psico-sociale nei centri di accoglienza per richiedenti asilo di competenza.

Screening per l’individuazione e la presa in carico dei casi positivi di cardiopatia reumatica nei gruppi di popolazione migrante (Roma)

Partner: Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della Povertà (INMP) e U.O. di Cardiologia dell’Ospedale Universitario di Tor Vergata

Obiettivo: fornire una diagnosi rapida ed efficace e una prevenzione secondaria nei casi di cardiopatia reumatica all’interno di alcuni gruppi di migranti, richiedenti asilo e rifugiati a Roma nella fascia di età 10-25.

Descrizione: il peso globale della febbre reumatica acuta (ARF) e della sua sequela cronica, la cardiopatia reumatica (CR) coinvolge tra i 15,6 e i 19,6 milioni di persone al mondo, con una stima di 282.000 nuovi casi ogni anno. Alla fine degli Anni ’90, la cardiopatia reumatica costituiva la malattia cardiovascolare più comune al mondo tra le persone under 25: anche essendo scomparsa quasi del tutto nei paesi a reddito medio o elevato, resta invece una problematica ancora molto rilevante nei paesi a basso reddito. La popolazione migrante proveniente da questi contesti potrebbe quindi essere maggiormente soggetta alla patologia. Per questo motivo, MSF porta avanti per il secondo anno consecutivo un’attività di screening ecocardiografico estensivo, volta ad indentificare i casi positivi, che vengono poi segnalati e presi in carico dal sistema sanitario pubblico, prestando inoltre una particolare attenzione a coloro che risiedono nei siti informali sul territorio, spesso caratterizzati da difficolta’ di accesso alle cure mediche e al sistema sanitario nazionale. 

In dieci mesi sono state visitate 354 persone, di cui 6 casi sono risultati positivi. 168 persone sono state diagnosticate come borderline (circa il 40% dei casi). I pazienti sono in prevalenza provenienti da Egitto (89%), Afghanistan, Bangladesh e Pakistan.

Supporto psicologico per richiedenti asilo nella Provincia di Trapani

Partner: Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Trapani, Prefettura di Trapani

Obiettivi: Supporto psicosociale ai richiedenti asilo ospiti nei Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS) della provincia di Trapani/Ambulatorio di psicoterapia transculturale per la popolazione migrante di Trapani

Descrizione: Come documentato anche nel rapporto di MSF Traumi Ignorati [2] su salute mentale e sistema di accoglienza in Italia, la sofferenza psicologica é molto diffusa tra i richedenti asilo ospitati in Italia; i sintomi più frequenti – ansia, depressione, insonnia, incubi - si associano a disturbi post-traumatici da stress, conseguenze dei traumi subiti nel paese di origine o durante il viaggio, ma anche legati alla condizione attuale di incertezza. Dall’inizio del 2016 Medici Senza Frontiere é presente a Trapani con un programma di supporto alla salute mentale dei migranti. A partire da Aprile le equipe multidisciplinari – composte da psicologi, assistenti sociali e mediatori culturali) collaborano con il personale dei Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS) della provincia. Da Luglio MSF ha attivato, in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale e l’Unitá di Psicologia, un ambulatorio di psicoterapia transculturale: lo scopo é di offrire un servizio terapeutico ai migranti affetti da grave disagio mentale; il setting prevede la presenza, oltre che del terapeuta, anche dei mediatori culturali. Dall’inizio del progetto il team di MSF ha assistito 641 persone all’interno di 99 sessioni di gruppo e effettuato 625 colloqui individuali.

PFA (Primo Soccorso Psicologico) per sopravvissuti a naufragio (Sicilia e Sud Italia)

Dall’inizio del 2016, 4.913 persone sono morte nel Mar Mediterraneo, nel tentativo di raggiungere l’Europa in cerca di protezione. A fronte di questi innumerevoli naufragi e incidenti in mare, MSF ha deciso di continuare per il secondo anno a fornire primissima assistenza ai porti di arrivo in caso di sbarchi traumatici. Un team mobile - composto da un coordinatore, psicologi e mediatori culturali specializzati - viene dispiegato e raggiunge il luogo di approdo entro 72 ore dall’allerta del Ministero dell’Interno. Le attività di PFA (Psychological First Aid - Primo Supporto Psicologico) si rivolgono principalmente ai parenti e agli amici stretti delle vittime, con l’obiettivo di ristabilire in loro un senso di dignità, accogliendo i bisogni immediati e fornendo un primissimo supporto emozionale e psicologico. Il team offre servizi di base a tutti i sopravvissuti, facilitando l’accesso ai bisogni primari, all’orientamento e all’informazione, oltre che riferire casi medici gravi alle autorità di competenza. Tra Aprile e Dicembre 2016 sono stati realizzati 31 interventi di PFA, nei porti di Sicilia, Calabria e Sardegna.

Assistenza medica e psico-sociale per i migranti in transito (Como e Ventimiglia)

Partner: Reti locali di volontari, Croce Rossa Italiana, ATS (Agenzia di Tutela della Salute)   

Obiettivo: fornire supporto medico e psicologico a migranti, rifugiati e richiedenti asilo in transito alle frontiere settentrionali dell’Italia, con un’attenzione particolare alla salute mentale e della donna.

Descrizione:  a causa della preoccupante condizione umanitaria delle persone in transito alla frontiera settentrionale dell’Italia, MSF ha deciso di intervenire con delle attività di prima assistenza medica e psicologica, in coordinazione con le reti di volontari già presenti a livello locale.

Ventimiglia, un team composto da mediatori culturali e da un’ostetrica, insieme a dei medici volontari, fornisce assistenza medica e psicologica alle persone in transito verso la frontiera con la Francia, ospitate negli spazi della chiesa di Sant’Antonio alle Gianchette. Nel solo mese di novembre la chiesa di Sant’Antonio ha dato ospitalità a circa 80-100 persone al giorno, e nel mese di dicembre continuano gli arrivi quotidiani di chi cerca accoglienza lungo la rotta migratoria verso i paesi del Nord Europa. A partire da dicembre 2016 il team di MSF è inoltre presente nel campo della Croce Rossa (dove alloggiano circa 400 persone) con un’attività di primo supporto psicologico a sostegno delle persone in transito.

Como, abbiamo attivato un intervento di primo supporto psicologico a sostegno delle persone in transito che risiedono principalmente presso il campo della Croce Rossa (circa 275 persone, di cui 175 minori non accompagnati) e presso i locali dell’oratorio di San Martino a Rebbio, messo a disposizione dal parroco per dare riparo a chi altrimenti dovrebbe dormire in strada. Qui ogni notte dorme una media di 60 persone, in transito verso la frontiera svizzera, oltre a minori non accompagnati e a donne sole che vivono nella struttura in modo stabile.

Operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo Centrale

Dall’inizio del 2016, 180.746 (dati aggiornati al 30 dicembre 2016) persone sono arrivate in Italia, e 2.920 sono morte durante la traversata del Mar Mediterraneo. Di fronte a questi numeri preoccupanti, per il secondo anno consecutivo MSF si è impegnata in operazioni di ricerca, soccorso e assistenza medica nel Mediterraneo centrale. Il fatale tratto di mare tra Libia e Italia resta l’unica via per migliaia di persone che cercano di raggiungere le coste europee, rimanendo anche nel 2016 la rotta migratoria più battuta.

A bordo di tre navi - Dignity I, Bourbon Argos e Aquarius (in collaborazione con SOS Mediterranee) - i nostri team hanno le competenze e l’equipaggiamento necessario per attività di primo soccorso e assistenza medica, e per trattare casi frequenti quali la disidratazione, l’ustione da benzina o carburante, l’ipotermia e le infezioni cutanee, principali bisogni medici riscontrati.

Missione Italia è stata direttamente responsabile della gestione di una delle tre navi, la Bourbon Argos, attiva da aprile a novembre 2016, un’imbarcazione di 68,8 metri di lunghezza, e che può ospitare fino a 600 persone. A bordo sono presenti il team MSF, composto da 12 professionisti medici e non medici, e da 15 persone dell’equipaggio della nave.