1971
Nasce Medici Senza Frontiere
Un gruppo di medici e giornalisti fonda Medici Senza Frontiere a seguito del conflitto e della carestia nel Biafra (Nigeria) e delle alluvioni che hanno colpito il Pakistan orientale (l’attuale Bangladesh).
Francia 1971 © D.R
Un gruppo di medici e giornalisti fonda Medici Senza Frontiere a seguito del conflitto e della carestia nel Biafra (Nigeria) e delle alluvioni che hanno colpito il Pakistan orientale (l’attuale Bangladesh).
Cambogia 1979 © MSF
Medici Senza Frontiere fornisce assistenza medica di base nella sua prima missione di intervento su larga scala per i rifugiati cambogiani in fuga dal regime dei Khmer Rossi.
Libano 1976 © MSF
Le équipe di Medici Senza Frontiere effettuano delle operazioni chirurgiche in Libano nel primo importante intervento dell’organizzazione effettuato in una zona di guerra.
© MSF
Diretta dai medici Claude Malhuret e Francis Charhon, Medici Senza Frontiere decide di andare al di là della semplice missione di alcuni medici in aree di crisi e di dotarsi di una struttura che permetta di fornire cure di qualità in queste zone. Uno dei co-fondatori, Bernard Kouchner, lascia l’organizzazione per protesta e più tardi fonda Médecins du Monde/Medici del mondo.
Afghanistan 1980 © MSF
A seguito dell’invasione sovietica dell’Afghanistan nel 1979, le équipe di Medici Senza Frontiere avviano delle attività transfrontaliere, viaggiando a dorso di mulo per settimane per portare assistenza medica ai civili nelle zone remote.
Etiopia 1984 © Sebastiao Salgado/Amazonas Images
Medici Senza Frontiere lancia un massiccio programma nutrizionale in Etiopia.
Etiopia 1985 © MSF
Medici Senza Frontiere viene espulsa dall’Etiopia dopo aver denunciato il dirottamento degli aiuti umanitari e il trasferimento forzato di milioni di persone da parte del governo, provvedimenti che hanno provocato decine di migliaia di morti.
Honduras 1985 © Jean Gaumy/Magnum
Medici Senza Frontiere fornisce assistenza medica in Honduras ai rifugiati che scappano dal conflitto a El Salvador e in Nicaragua.
Sri Lanka 1987 © Didier Lefevre / imagesandco.com
Medici Senza Frontiere organizza delle cliniche mobili e delle attività mediche per curare i feriti e la popolazione traumatizzata dalla guerra tra le forze governative e le Tigri Tamil.
Armenia 1988 © MSF
Medici Senza Frontiere fornisce assistenza medica alla popolazione armena dopo il terremoto.
Armenia 1989 © D. Lampe/MSF
Medici Senza Frontiere presta supporto mentale ai sopravvissuti del terremoto armeno. L’anno seguente lo fornirà alla popolazione dei territori palestinesi.
Romania 1989 © MSF
Medici Senza Frontiere avvia le attività mediche in risposta al deterioramento del sistema sanitario dopo il crollo del blocco sovietico.
Liberia 1990 © MSF
Le équipe di Medici Senza Frontiere forniscono assistenza di emergenza all’apice del conflitto.
Somalia 1992 © John Reardon
Medici Senza Frontiere gestisce programmi di chirurgia di guerra a Mogadiscio e assiste i rifugiati somali nei paesi limitrofi.
Turchia 1991 © MSF
Medici Senza Frontiere avvia il più grande intervento di soccorso mai realizzato prima e fornisce assistenza in Turchia, Iran e Giordania ai rifugiati curdi che scappano all’avanzare dell’esercito iracheno.
Bosnia-Erzegovina 1993 © Rene Caravielhe
Medici Senza Frontiere gestisce un programma di cure e salute mentale nella regione e fornisce assistenza medica nelle “zone protette” dalle Nazioni Unite di Goradze e Srebrenica.
Somalia 1992 © Remco Bohle
Medici Senza Frontiere porta all’attenzione della comunità internazionale la grave carestia che colpisce il Paese e avvia un programma per bambini e adulti malnutriti.
Afghanistan 1993 © MSF
Mentre imperversa la guerra civile nel Paese e nella capitale, Medici Senza Frontiere continua a lavorare in Afghanistan negoziando costantemente con le parti in conflitto per far entrare forniture sanitarie nonché accedere alla popolazione bisognosa di cure.
Burundi 1994 © Wim Van Cappellen
Medici Senza Frontiere assiste la popolazione in Burundi e quella rifugiata in Tanzania e Ruanda.

Ruanda 1994 © MSF
Medici Senza Frontiere resta a Kigali, la capitale, durante il genocidio di oltre 800mila Tutsi e Hutu moderati. MSF prende una decisione senza precedenti e chiede un intervento militare internazionale.
RDC 1994 © Howard J. Davies/UNHCR
Medici Senza Frontiere lascia i campi rifugiati nello Zaire e in Tanzania e al contempo denuncia il dirottamento degli aiuti umanitari da parte dei responsabili del genocidio che controllano i campi.
Bosnia-Erzegovina 1995 © Olivier Jobard/Sipa Press
Una nostra équipe è testimone della caduta della “zona protetta” delle Nazioni Unite a Srebrenica e denuncia il successivo massacro di molte migliaia di civili da parte delle truppe serbe.
Grozny, Cecenia 1995 © MSF
Medici Senza Frontiere porta aiuti ai civili che scappano dalla guerra e vivono in precarie condizioni nelle Repubbliche russe della Cecenia e Inguscezia e nei campi rifugiati della vicina Georgia.
Nigeria 1996 © Remco Bohle
Medici Senza Frontiere vaccina oltre 4 milioni di persone contro la meningite e apre alcuni centri per trattare le migliaia di persone colpite da questa grave epidemia.
RDC 1997 © Corinne Dufka/Reuters
Medici Senza Frontiere fornisce assistenza sanitaria ai rifugiati ruandesi cacciati dai campi dello Zaire (l’attuale Repubblica Democratica del Congo) per ritornare a casa, ma è ostacolata dall’esercito ruandese e da quello congolese nell’assistere chi ancora vuole raggiungere lo Zaire per sfuggire ai massacri.
Brasile 1997 © Marleen Daniels
Medici Senza Frontiere implementa le attività sanitarie per i bambini di strada e i giovani emarginati in Madagascar, Brasile e nelle Filippine.
Medici Senza Frontiere - dopo tre anni di intervento - è costretta ad abbandonare il Paese perché non le è possibile garantire assistenza alla popolazione più bisognosa. Il lavoro di MSF continua a fornire aiuto ai rifugiati in fuga verso la Cina.
Sudan 1998 © Paul Lowe/Magnum
Medici Senza Frontiere risponde a una diffusa carestia causata dalla guerra e dalla siccità nella provincia di Bahr-el-Ghazal.
Honduras 1998 © Larry Towell
Medici Senza Frontiere assiste le vittime in Honduras, Nicaragua, Guatemala ed El Salvador.
Congo-Brazzaville 1997 © Benno Neeleman
Medici Senza Frontiere inserisce nei suoi protocolli il trattamento per le vittime di violenza sessuale nei suoi programmi di risposta alle emergenze.
Georgia 2003 © Simon Lourie
Medici Senza Frontiere chiede un maggiore impegno internazionale affinché venga garantito l’accesso alle cure per le popolazioni povere escluse dall’assistenza sanitaria ed evitare che milioni di persone muoiano ogni anno per malattie curabili.
Oslo 1999 © Patrick Robert/Corbis Sygma
Medici Senza Frontiere viene insignita del Premio Nobel per la Pace, per il suo “lavoro umanitario pioneristico realizzato in vari continenti”
Albania 1999 © MSF
Medici Senza Frontiere fornisce assistenza sanitaria ai civili sfollati del Kosovo, ai rifugiati in Macedonia, Albania e Montenegro e ai civili in Serbia.
Cecenia (Russia) 1999 © Olivier Jobard/Sipa Press
Medici Senza Frontiere preme sull’esercito russo per poter accedere a Grozny e ne denuncia il massiccio uso dei bombardamenti contro i civili.
Sierra Leone 2000 © Black Star
Medici Senza Frontiere cura le vittime della brutale guerra civile nel Paese.
Italia 2003 © Francesco Cocco/CONTRASTO
Medici Senza Frontiere amplia i programmi di assistenza ai richiedenti asilo e ai migranti senza documenti in Francia, Italia, Spagna e Belgio.
Guatemala 2002 © Juan Carlos Tomasi
Medici Senza Frontiere inizia a fornire farmaci antiretrovirali ai malati affetti da HIV/AIDS in Thailandia. L'anno successivo amplia il suo intervento ad altri sei Paesi: Cambogia, Camerun, Guatemala, Kenya, Malawi e Sudafrica.
Sri Lanka 2002 © Marco van Hal
Medici Senza Frontiere amplia i programmi di salute mentale nei suoi interventi in vari Paesi.
Afghanistan 2001 © Francois Calas/MSF
In seguito ai fatti dell’11 settembre, viene evacuato gran parte dello staff internazionale, ma i programmi di Medici Senza Frontiere continuano grazie allo staff afghano. A novembre gli operatori internazionali rientrano nel paese.
Angola 2002 © Sergio Cecchini
In seguito alla resa dell’UNITA e la proclamazione del cessate il fuoco dopo 28 anni di guerra civile, MSF tratta migliaia di bambini malnutriti nelle zone prima inaccessibili all’aiuto umanitario. L'organizzazione denuncia le Nazioni Unite di privilegiare il riassetto politico del post-conflitto rispetto all’urgente distribuzione degli aiuti umanitari.
Federazione Russa 2003 © Michael Yassukovich
Arjan Erkel, capomissione di Medici Senza Frontiere in Dagestan, viene rapito nel Nord Caucaso, e rilasciato dopo 20 mesi di prigionia.
Burundi 2003 © Ian Berry/Magnum Photos
Considerata l’altissima resistenza ai farmaci antimalarici comuni, come la clorochina, Medici Senza Frontiere incrementa l’uso di una terapia combinata a base di artemisina e preme per una disponibilità a più ampio raggio di questo trattamento.
Iraq 2003 © Kevin Phelan/MSF
Medici Senza Frontiere resta a Baghdad per tentare di fornire adeguata assistenza medica ai civili, nonostante le difficili condizioni di sicurezza.
Liberia 2003 © Francois Dominguez
A seguito dei pesanti combattimenti a Monrovia - capitale della Liberia - tra l’esercito e i gruppi armati, Medici Senza Frontiere assiste migliaia di sfollati e mette in piedi degli ospedali di emergenza nei propri uffici.
RDC 2003 © Alixandra Fazzina
Medici Senza Frontiere avvia numerosi programmi medici per la popolazione civile imprigionata nel cronico conflitto che ha provocato milioni di morti ma continua a essere ignorato dal resto del mondo.
Etiopia 2006 © François Dumaine / EUP
Medici Senza Frontiere è socio fondatore di questa nuova organizzazione dedicata allo sviluppo dei farmaci per le malattie dimenticate quali il Morbo di Chagas, il kala azar e la malattia del sonno e a stimolare al riguardo le esistenti strutture di ricerca e sviluppo.
Sudan 2004 © MSF/Kris Torgeson
Per rispondere all’emergenza nel Sudan occidentale e in Ciad, dove centinaia di migliaia di persone fuggono dalla violenza, Medici Senza Frontiere avvia dei centri di salute, dei programmi nutrizionali, di potabilizzazione dell’acqua e campagne di vaccinazione per quella che - tra il 2005 e il 2006 - diventerà una delle più grandi risposte all’emergenza nella storia dell’organizzazione.
Fasil Ahmad, Besmillah, Hélène de Bier, Pim Kwint, ed Egil Tynaes vengono uccisi nella Provincia di Badghis. Medici Senza Frontiere abbandona definitivamente l’Afghanistan dopo vent’anni di assistenza sanitaria.
Iraq 2004 © Geert van Kesteren
A causa dei ripetuti atacchi contro gli operatori umanitari, Medici Senza Frontiere decide che il rischio per il suo staff sia troppo alto e prende la difficile decisione di chiudere i suoi programmi medici.
Indonesia 2005 © Francesco Zizola / Noor
Medici Senza Frontiere riceve 133 milioni di dollari da privati cittadini e chiede loro di sospendere le donazioni per la catastrofe visto che ha ricevuto più fondi del necessario per implementare i programmi sanitari nella regione. MSF, inoltre, propone a questi sostenitori di destinare le donazioni ad altri progetti di emergenza: la maggior parte di loro accetta
Niger 2005 © Stephan Oberreit / MSF
Grazie alla redistribuzione dei fondi avuti per lo tsunami, Medici Senza Frontiere avvia un intervento di emergenza per trattare ambulatorialmente 63mila bambini gravemente malnutriti in varie parti del Niger con l’utilizzo dei cibi terapeutici pronti all’uso. È la prima volta che viene impiegato questo trattamento su larga scala: MSF rivede le proprie linee guida per includere questo nuovo approccio nel trattamento della malnutrizione.
Haiti 2006 © Sergio Cecchini/MSF
Medici Senza Frontiere fornisce cure primarie, supporto psicologico e interventi chirurgici alla popolazione intrappolata nella violenza a Port-au-Prince, trattando migliaia di ferite da arma da fuoco, machete e coltello. Chiede a tute le forze in campo di rispettare la salute della popolazione civile.
Pakistan 2005 © Bruno Stevens / Cosmos
Medici Senza Frontiere avvia un programma di cliniche mobili per raggiungere le popolazioni intrappolate nelle zone remote, installando un ospedale gonfiabile per trattare migliaia di persone ferite nel devastante terremoto che ha colpito la regione del Kashmir indiano e pachistano.
Giordania 2007 © Jiro Ose
Impossibilitata a lavorare in sicurezza in Iraq, Medici Senza Frontiere avvia un programma di chirurgia ricostruttiva ad Amman (Giordania) per trattare i feriti di guerra indirizzati dai medici in Iraq.
Angola 2007 © MSF
Medici Senza Frontiere tratta 26mila persone e invia oltre 400 tonnellate di forniture mediche per rispondere a un’epidemia di colera che, dalla capitale Luanda, si estende a oltre la metà del Paese.
Sri Lanka 2007 © Henk Braam
Mentre decine di migliaia di persone scappano dei combattimenti che infiammano di nuovo il nord del Paese, Medici Senza Frontiere riavvia dei programmi di chirurgia nel nord e nel centro dello Sri Lanka dopo aver avuto una serie di ostacoli da parte delle autorità.
Francia 2007 © DNDi
Il DNDi (Drugs for Neglected Diseases initiative) e il gruppo farmaceutico Sanofi-Aventis lanciano ASAQ, un farmaco a dose fissa combinata di facile utilizzo. ASAQ non è sotto brevetto e può essere prodotto a basso costo.
India 2007 © Michel Lotrowska / MSF
Medici Senza Frontiere lancia la campagna per chiedere alla Novartis di sospendere la sua azione legale contro il Governo indiano per la legge sui brevetti che tutela la produzione di generici a basso costo. L’India fornisce a MSF l’80% dei farmaci antiretrovirali per 100mila pazienti in tutto il mondo. In agosto, la corte indiana respinge la richiesta della Novartis.
Somalia 2007 © Juan Carlos Tomasi
Centinaia di migliaia di civili scappano dalla capitale, Mogadiscio, per i più pesanti combattimenti che si sono registrati in 15 anni nella città.
Niger 2008 © Guillaume Baret / MSF
In seguito al successo dell’impiego del cibo terapeutico pronto all’uso per trattare bambini con malnutrizione moderata e severa, Medici Senza Frontiere preme per far includere nei programmi nutrizionali e di distribuzione di cibo anche nutrienti appropriati per i bambini più vulnerabili di età compresa tra i 6 mesi e i 2 anni.
Iraq 2008 © Valerie Babize / MSF
Medici Senza Frontiere implementa un programma chirurgico nel Kurdistan iracheno per trattare i feriti che sono impossibilitati a ricevere cure adeguate per il sovraffollamento, la carenza di personale e la mancanza di attrezzature adeguate in altre zone dell’Iraq e continua a rifornire gli ospedali di farmaci e forniture sanitarie.
Ciad 2007 © Marcus Bleasdale
Oltre 150mila sfollati cercano di sopravvivere in campi di fortuna nella parte orientale del Ciad mentre i combattimenti tra il governo e i gruppi armati si intensificano. Medici Senza Frontiere aumenta le sue attività e chiede una massiccia riposta internazionale.
Kenya 2008 © © William Martin / MSF
Medici Senza Frontiere cura i feriti nelle bidonville della capitale, Nairobi, e assiste gli sfollati kenioti nei campi di fortuna scappati nella parte occidentale del Paese dopo che le controverse elezioni presidenziali hanno scatenato la violenza.
Mohamed Abdi Ali (Bidhaan), Damian Lehalle, e Victor Okumu rimangono vittime di un’esplosione mirata alla vettura di Medici Senza Frontiere su cui viaggiavano. MSF ritira tutto lo staf internazionale dal Paese e continua a portare avanti dei programmi ridotti con lo staff somalo.
RDC 2009 © Vanessa Vick
Medici Senza Frontiere gestisce delle cliniche mobili, programmi di chirurgia, di nutrizione e fornisce trattamenti e counselling alle vittime di violenza sessuale mentre, nel Nord Kivu, migliaia di congolesi scappano dai ripetuti attacchi ai loro villaggi da parte di gruppi armati.
Myanmar 2008 © Eyal Warshawski
Le équipe di Medici Senza Frontiere che già lavorano nel Paese forniscono assistenza alle migliaia di sfollati per la furia del ciclone mentre il governo tergiversa nel concedere i visti di entrata ad altro personale medico.
Sudafrica 2008 © Erin Trieb
Medici Senza Frontiere fornisce assistenza medica a migliaia di zimbabwesi e ad africani provenienti da altri Paesi quando alcune gang violente li attaccano uccidendo 62 persone e facendone scapppare 100mila in cerca di sicurezza. MSF denuncia l’inadeguata risposta del governo sudafricano e dell’Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite.
Etiopia 2008 © MSF
Medici Senza Frontiere tratta più di 72mila bambini malnutriti per la grave crisi nutrizionale che ha colpito il sud del Paese in seguito a siccità, raccolti insufficienti e all’aumento improvviso dei prezzi alimentari.
Zimbabwe 2008 © Joanna Stravropoulou
In seguito a un’epidemia di colera scoppiata ad agosto, Medici Senza Frontiere ha trattato più di 65.000 persone colpite dalla malattia. Nel corso dei 10 mesi successivi supporta le strutture gestite dal governo con forniture mediche, incentivi allo staff locale e programmi di trattamento.
Gaza 2009 © Warrick Page
Medici Senza Frontiere supporta alcuni ospedali a Gaza a seguito di una controffensiva israeliana per alcuni razzi sparati nel Paese. Dopo il cessate il fuoco, MSF apre un ospedale di chirurgia dove fornisce cure post-operatorie e sostegno psicologico.
Pakistan 2009 © Jodi Bieber
Con l’aumento della violenza e lo sfollamento nelle province del Nord del Paese, Medici Senza Frontiere fornisce cure di emergenza in 12 siti. La sicurezza rimane la preoccupazione costante e l’organizzazione decide di sospendere alcune attività per l’uccisione di due colleghi, Nasar Ali e Riax Ahmed, nel distretto di Swat.
Afghanistan 2009 © Pascale Zintzen /MSF
Dopo cinque anni di assenza (vedi 2004), Medici Senza Frontiere riprende le attività in Afghanistan e inizia a supportare gli ospedali a Kabul e Lashkargah, la capitale della provincia di Helmand.
Sudan 2009 © Jenn Warren
Medici Senza Frontiere avvia alcuni interventi di emergenza nel sud del paese per rispondere all’aumento di violenza in Darfur. Il governo espelle due sezioni di MSF. A seguito del rapimento di 4 operatori vengono vengono sospesi alcuni progetti. Ciò nonostante, MSF effettua circa 129mila consultazioni e supporta numerosi centri sanitari locali.
Haiti 2010 © Julie Remy
Il 12 gennaio un violento terremoto colpisce Haiti. Uno degli interventi più impegnativi mai intrapresi da Medici Senza Frontiere che porta da 3 a 26 i suoi progetti nell'isola, trattando 175.757 pazienti ed effettuando 11.748 interventi chirurgici nei 5 mesi successivi.
Pakistan 2010 © Andrew McConnell
Medici Senza Frontiere risponde alla violenza delle alluvioni aumentando i propri programmi e aprendone di nuovi in altre zone dove non era presente. Le équipe di MSF hanno trattato più di 80mila pazienti e distribuito circa 2 milioni di litri d’acqua potabile insieme a 65mila kit di primo soccorso.
Burkina Faso, 2009 © Jessica Dimmock/VII Network
Medici Senza Frontiere e l’agenzia VII photo lanciano “Starved for Attention” una campagna multimediale sulla malnutrizione. La mostra, che è stata ospitata negli Stati Uniti, Europa e Africa, mette in evidenza la malnutrizione, un flagello troppo spesso trascurato, con il suo impatto letale in particolare sui bambini, e le pratiche innovative impiegate da MSF e da altri attori per combatterla.
Nigeria 2010 © John Heeneman/MSF
Le équipe di Medici Senza Frontiere che stanno effetuando le vaccinazioni per il morbillo in Nigeria rispondono a una malattia sospetta che uccide dozzine di bambini in una città remota. Valutano che dipenda da avvelenamento da piombo e iniziano il primo intervento di questo tipo per l'organizzazione.
Haiti 2010 © Moises Saman/Magnum
A ottobre esplode un’epidemia di colera a Haiti. Medici Senza Frontiere impiega centinaia di operatori per rispondere a questa emergenza e apre oltre 50 centri di trattamento del colera, lanciando al contempo una campagna di sensibilizzazione sulla prevenzione della malattia. Nei mesi seguenti vengono trattati oltre 100mila pazienti, più del 60% dei casi di tutto il Paese.
Niger 2009 © Guillaume Ratel
A dicembre, le équipe di Medici Senza Frontiere in Mali e in Niger supportano i rispettivi Ministeri della Salute per implementare un nuovo e più efficace vaccino di più lunga durata per la meningite A, un importante passo avanti per prevenire le epidemie che piagano la regione da decenni.
RDC 2006 © Spencer Platt / Getty Images
Nelle prime settimane dell’anno, Medici Senza Frontiere risponde a due gravi episodi di stupro di massa nella Repubblica Democratica del Congo, trattando oltre 100 donne, bambini e uomini vittime di violenza sessuale da parte delle milizie che operano nella zona.
Somalia 2011 © Sven Torfinn
Le équipe di Medici Senza Frontiere cercano di incrementare le attività dell’organizzazione in Somalia nonostante le continue violenze nella capitale. Il numero di bambini malnutriti continua a crescere e serve più assistenza per il già vulnerabile popolo somalo che, negli ultimi vent’anni, ha avuto scarso o nessun accesso alle cure mediche. MSF sta inoltre fornendo assistenza medica ai rifugiati somali in Kenya (campi Dagahaley e Ifo) e in Etiopia (Liben).
Libia 2011 © Lahoucine Boufoullous/MSF
Medici Senza Frontiere inizia a lavorare con le équipe mediche libiche nei presidi sanitari vicini alle linee del fronte per stabilizzare i feriti prima del trasferimento in ospedale. È presente a Bengasi, Zintan, Yefren. Dal porto di Misurata, trasferisce, con due navi, 135 feriti e materiale sanitario in alcuni ospedali di Tunisi.
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