1971
Nasce Médecins Sans Frontières
In Nigeria, durante la guerra di secessione del Biafra, alcuni medici francesi che lavoravano con la Croce Rossa, scioccati dal genocidio in corso e frustrati dal silenzio a cui erano tenuti nei confronti di ciò a cui assistevano. Decisero così di creare un’organizzazione medica d’urgenza più libera nelle sue parole e nelle sue azioni. Il 20 dicembre 1971 nasce Medici Senza Frontiere, creata da quegli stessi medici reduci dal Biafra e da alcuni giornalisti che avevano lanciato un appello per portare soccorso alle vittime delle inondazioni nel Pakistan orientale. Il loro sogno era quello di fare un passo in più rispetto ai principi tradizionali dell’intervento umanitario. Neutralità e imparzialità sì, come diritto di ricevere aiuto da parte di chiunque, al di là delle differenze di fede, razza, convinzione politica. Ma anche testimonianza.
1972
Terremoto in Nicaragua
MSF risponde per la prima volta a un disastro naturale.
1975
I Cambogiani fuggono dai Khmer Rossi
MSF porta soccorso medico a un popolo in fuga. E’ il primo intervento su larga scala in una crisi con centinaia di migliaia di rifugiati.
1976
Guerra in Libano
Equipe di MSF conducono operazioni chirurgiche nel primo massiccio intervento dell’organizzazione in una zona di guerra.
1980
L'Unione Sovietica invade l'Afganistan
MSF conduce operazioni “clandestine” attraverso le frontiere per portare soccorso medico alla popolazione civile.
1984
Carestia in Etiopia
MSF inizia i programmi di lotta alla malnutrizione.
1985
Il Governo Etiope espelle MSF
Viene ordinato ad MSF di sospendere le operazioni dopo che ha denunciato pubblicamente gli spostamenti forzati di popolazione e la strumentalizzazione degli aiuti internazionali da parte del governo, cose che contribuivano alla carestia in corso.
Conflitto in America Centrale
MSF porta soccorso medico in Honduras ai rifugiati che arrivano da El Salvador e Nicaragua.
1986
Guerra civile in Sri Lanka
MSF organizza cliniche mobili e programmi ospedalieri per curare i civili feriti e traumatizzati.
La rete di MSF si allarga
MSF apre sedi in Spagna e Lussemburgo che vanno ad aggiungersi alle sezioni operative in Francia, Belgio, Olanda e Svizzera.
1988
Terremoto in Armenia
MSF porta soccorso medico.
Crolla il Blocco Sovietico
MSF inizia programmi in risposta al deterioramento dei servizi sanitari.
1990
Guerra civile in Liberia
MSF fornisce assistenza d’emergenza nel picco dei combattimenti.
1991
Guerra civile in Somalia
MSF conduce programmi chirurgici a Mogadiscio, colpita dalla guerra, e assiste i rifugiati nei paesi vicini.
Rifugiati Curdi fuggono dal Nord Iraq
In una delle più grandi operazioni di emergenza nella sua storia, MSF fornisce assistenza in Turchia, Iran e Giordania ai Curdi sfollati dalla Guerra del Golfo.
1992
Carestie in Somalia
MSF allerta la comunità internazionale sulla diffusione della carestia e apre programmi nutrizionali.
1993
Guerra civile in Burundi
MSF assiste i civili in Burundi e i rifugiati in Tanzania e Ruanda.
Nasce MSF Italia
Nasce la sezione di Medici Senza Frontiere Italia, che si costituirà come Onlus (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale) riconosciuta dal Ministero degli Esteri nel 1998.
1993-94
Guerra in Bosnia
I programmi medici di MSF nella regione si estendono a Gorazde e Srebrenica, supposte “zone protette” dell’ONU .
1994
Genocidio in Ruanda
MSF rimane a Kigali durante il genocidio dei Ruandesi Tutsi e richiede un intervento militare internazionale per fermare il genocidio.
Crisi a Goma, Zaire (oggi Repubblica Democratica del Congo)
MSF si ritira dai campi profughi nello Zaire e in Tanzania, denunciando il dirottamento dell'assistenza umanitaria verso coloro che sono responsabili del genocidio ruandese.
1995
Massacro di Srebrenica
Un’equipe di MSF è testimone della caduta della “zona protetta” dell’ONU, e denuncia il conseguente massacro di 10.000 civili ad opera delle truppe serbe.
Guerra in Cecenia
MSF porta soccorso medico ai civili in Cecenia e nei campi rifugiati dei Paesi confinanti.
1996
Cresce ancora la rete MSF
Viene fondata l’ultima sezione MSF in Norvegia che si unisce alle sezioni esistenti in Francia, Belgio, Svizzera, Olanda, Lussemburgo e Spagna (sezioni operative), e Australia, Austria, Canada, Danimarca, Germania, Giappone, Grecia, Hong Kong, Italia, Regno Unito, Stati Uniti, Svezia (sezioni partner).
Epidemia di meningite in Nigeria
MSF lancia una massiccia campagna di vaccinazione e cura.
1996-97
I rifugiati ruandesi hanno bisogno di aiuto
MSF assiste i rifugiati ruandesi, forzati a lasciare i campi nello Zaire. Le viene invece impedito di assistere coloro che fuggono all'interno dello Zaire, che vengono massacrati in molteplici imboscate.
1997
Bambini di strada dimenticati in Madagascar, Brasile, e nelle Filippine
MSF estende i programmi medici e sociali per i giovani vulnerabili e emarginati.
1998
Vietato l'accesso alle cure per le donne in Afganistan
MSF lotta per garantire l’accesso all’assistenza sanitaria per le donne che vivono sotto il regime talebano.
Carestia nella Corea del Nord
Dopo tre anni di intervento, MSF termina i suoi programmi nel Paese a causa dell’impossibilità di assicurare che gli aiuti forniti raggiungano effettivamente i più vulnerabili. Continua però ad assistere rifugiati nord-coreani che scappano in Cina.
Carestia in Sud Sudan
MSF risponde alla gravissima carestia causata dalla guerra civile e dalla siccità nella provincia di Bahr-el-Ghazal.
Uragano Mitch
MSF assiste le vittime in Honduras, Nicaragua, Guatemala e El Salvador.
Guerra civile nella Repubblica del Congo (Congo-Brazzaville)
MSF integra nei suoi programmi di emergenza il trattamento per le vittime di stupro e di aggressioni sessuali.
1999
MSF viene insignita del Premio Nobel per la Pace
In riconoscimento del suo lavoro umanitario pionieristico in molti continenti"
MSF lancia la Campagna per l’Accesso ai Farmaci Essenziali
Milioni di persone muoiono ogni anno a causa di malattie infettive curabili. MSF lancia un’iniziativa internazionale per promuovere l’accesso ai farmaci nei Paesi poveri.
Crisi in Kossovo
MSF porta soccorso medico ai civili sfollati in Kossovo e nei campi rifugiati in Albania, Macedonia e Montenegro, e ai civili in Serbia.
Seconda guerra in Cecenia
MSF chiede di poter accedere a Grozny e denuncia il massiccio uso della violenza da parte delle forze russe nei confronti dei civili.
2000
Guerra civile in Sierra Leone
MSF assiste le vittime della brutale guerra civile nel Paese.
Richiedenti asilo fuggono in Europa
MSF estende i suoi programmi di assistenza ai richiedenti asilo e agli immigrati senza documenti in Belgio, Francia, Italia e Spagna.
2001
La pandemia di HIV/AIDS
MSF inizia a somministrare terapie antiretrovirali ai pazienti sieropositivi in diversi Paesi poverissimi ed esclusi dall’accesso alle cure. Ed è a fianco dei pazienti Sudafricani nella campagna che porta 39 “Big Pharma” a desistere dalla causa intentata contro il Governo di Nelson Mandela per impedire la produzione locale di farmaci a prezzi accessibili.
La Coalizione guidata dagli USA invade l'Afghanistan
Nonostante l’evacuazione di molti volontari internazionali, i programmi di MSF continuano durante tutto il conflitto condotti dallo staff afgano.
Trauma nei Territori Palestinesi, Sri Lanka, Sierra Leone, Ruanda, Colombia, e oltre
MSF moltiplica i suoi programmi di salute mentale nel mondo.
2002
Carestia in Angola
MSF conduce la più grande operazione della sua storia fino a quel momento, con 200 volontari internazionali e oltre 2000 operatori locali che lavorano in tutto il Paese.
Operatori Umanitari nel Mirino
Arjan Erkel, volontario di MSF, viene rapito nel Nord Caucaso: è una delle conseguenze dei crescenti pericoli che devono affrontare gli operatori umanitari in molte zone di conflitto nel mondo.
La malaria uccide milioni di persone in Africa
Confrontata con le crescenti resistenze ai più comuni antimalarici, come la clorochina, MSF aumenta l’uso di terapie combinate a base di artemisinina e spinge per una maggiore accessibilità a questo efficace trattamento.
2003
Gli USA invadono l’Iraq
Le equipe di MSF rimangono a Baghdad durante la guerra a denunciano il fallimento del governo statunitense nel portare ai civili un’adeguata assistenza medica
Pesanti combattimenti nella capitale della Liberia
MSF rimane a Monrovia per curare le vittime durante i cruenti combattimenti tra le truppe governative e ribelli.
La sofferenza dei civili nella Repubblica Democratica del Congo (DRC)
MSF conduce dozzine di programmi medici per le persone intrappolate nel conflitto cronico della regione.
Nasce l’iniziativa per i Farmaci per le Malattie Trascurate (Drugs for Neglected Diseases Initiative - DNDi)
MSF è partner fondatore di questa nuova organizzazione dedicata allo sviluppo di farmaci per le malattie trascurate.
2004
Emergenza nel Darfur (Sudan)
MSF allestisce centri nutrizionali, cliniche e campagne di vaccinazione nel Darfur e in Ciad, dove centinaia di migliaia di persone che scappano dalle violenze rischiano di morire di fame.
Hélène de Beir, Pim Kwint, Egil Tynaes, Fasil Ahmad e Besmillah, volontari di MSF, vengono assassinati in Afghanistan il 2 giugno.
Dopo 24 anni di assistenza indipendente alla popolazione, il 28 luglio MSF lascia l'Afghanistan in seguito all’uccisione dei suoi 5 operatori e alle continue minacce generate dalla confusione dei ruoli tra umanitari e militari. La violenza diretta contro i nostri operatori è arrivata in contesti nei quali la coalizione, capeggiata dagli USA ha regolarmente utilizzato l'aiuto umanitario per raggiungere i propri obiettivi politici e militari. MSF denuncia i tentativi della coalizione di cooptare l'aiuto umanitario e di usarlo per "vincere i cuori e le menti". Facendo questo, a lungo, l'aiuto umanitario non viene percepito come un atto imparziale e neutrale, mettendo in pericolo la vita dello staff e compromettendo l'aiuto alle popolazioni in stato di necessità. MSF ha pubblicamente condannato la distribuzione, da parte delle forze di coalizione nel sud dell’Afghanistan, di opuscoli che suggerivano alla popolazione di dare informazioni sui Talebani ed al Qaeda, come condizione necessaria perché la distribuzione degli aiuti continuasse.
Emergenza in Nord Uganda
MSF avvia un programma d'urgenza ad Amuria, nel Nord dell'Uganda dove circa 33.000 sfollati hanno trovato rifugio da giugno 2003
Rapporto sui centri di permanenza temporanea in Italia
MSF pubblica un rapporto in cui denuncia carenze e violazioni nei Centri di permanenza temporanea e di identificazione per immigrati. Il Ministero dell’Interno revoca a MSF il permesso di lavorare nei CPT.
Ritiro dall'Iraq
MSF chiude i suoi progetti in Iraq, a causa degli enormi rischi che il personale umanitario corre nel paese.
Tsunami
A pochi giorni dallo tsunami che il 26 dicembre 2004 ha flagellato alcune località del sud dell’Asia causando oltre 250mila morti, i team di MSF affiancano le forze nazionali nel portare assistenza a tutti coloro che hanno bisogno di cure mediche, acqua pulita, cibo, rifugio e altri generi di prima necessità. Gran parte del lavoro di MSF si concentra sulle comunità maggiormente colpite dell’Indonesia e dello Sri Lanka ma gli aiuti sono stati portati anche alla popolazione tailandese e indiana.
2005
MSF sospende la raccolta fondi per lo Tsunami
Dopo avere lanciato, all’indomani dello Tsunami, una campagna di raccolta fondi straordinaria per raccogliere almeno 1,5 milioni di euro per avviare i primi soccorsi, in pochi giorni MSF riceve oltre 90 milioni di euro da tutto il mondo (9 milioni solo in Italia), una cifra che supera i bisogni preventivati da MSF per fare fronte all’emergenza umanitaria (MSF non si occupa infatti di ricostruzione e sviluppo di lungo periodo). Per questo motivo, dopo un’attenta valutazione, MSF il 4 gennaio 2005 annuncia la sospensione della raccolta fondi dedicata all’emergenza Tsunami, chiedendo ai propri donatori il consenso ad allocare parte dei loro contributi su altre importanti emergenze, presenti e future, consenso che viene concesso dal 98,9% delle persone.
Emergenza nell’Ituri (Repubblica Democratica del Congo)
MSF avvia un programma di soccorso urgente per gli sfollati che scappano dai combattimenti nell’Ituri, nel nord est della Repubblica Democratica del Congo.
MSF denuncia lo sfruttamento e i maltrattamenti nei confronti dei lavoratori stagionali stranieri nel Sud Italia
Condizioni di vita inaccettabili per un Paese civile, mancanza di qualsiasi forma di assistenza o tutela, esposizione a maltrattamenti e soprusi, condizioni di salute a dir poco precarie. Questo il quadro che emerge da un rapporto di MSF sui lavoratori stranieri impiegati stagionalmente nell’agricoltura nel Sud d’Italia.
Darfur arrestati due operatori di MSF
Il capo missione di MSF in Sudan, Paul Foreman, e il responsabile dei progetti di MSF in Darfur, Vincent Hoedt, vengono arrestati a Karthoum, Sudan, due mesi dopo la pubblicazione del rapporto di MSF “Il peso schiacciante dello stupro: la violenza sessuale in Darfur". Di fronte a centinaia di donne e ragazze bisognose di cure mediche perché vittime di stupri e violenze sessuali in Darfur, MSF ha scritto e pubblicato il rapporto per aumentare la consapevolezza sulle violenze perpetrate contro le donne. Verranno liberati dopo poche settimane.
Niger emergenza nutrizionale
MSF interviene contro la grave emergenza nutrizionale in Niger, curando 63mila bambini malnutriti, e denunciando il grave ritardo e l’inefficienza delle Nazioni Unite, del governo nigerino e della comunità internazionale nel rispondere alla crisi.
Marocco: violenze contro gli immigrati diretti in Spagna
MSF denuncia l'escalation di violenza nell'applicare le misure per il controllo dell'immigrazione al confine tra Marocco e Spagna.
Terremoto in Pakistan
MSF interviene nelle regioni del Pakistan colpite dal terremoto fornendo alle vittime cure mediche e psicologiche e assistenza umanitaria.
Repubblica Democratica del Congo – drammatica situazione sanitaria
MSF denuncia la situazione sanitaria della popolazione civile nella Repubblica Democratica del Congo, dove, nonostante la pace, rimangono drammatici indici di mortalità, assenza di cure mediche, impossibilità di accesso alle strutture sanitarie
2006
Haiti, escalation di violenze a Port au Prince.
MSF chiede a tutti i gruppi armati attivi nella capitale haitiana, Port au Prince, di rispettare i civili e garantire il loro accesso immediato alle cure d’emergenza.
Repubblica Democratica del Congo – Katanga
MSF denuncia davanti al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite la drammatica situazione degli sfollati in Katanga, in fuga dai violenti scontri tra esercito e gruppi armati, e abbandonati a loro stessi.
Colera in Angola
MSF interviene per una grave epidemia di colera in Angola, denunciando l’inadempienza del governo angolano e delle organizzazioni internazionali nel prevenire e rispondere all’emergenza.
Territori Palestinesi, le ONG non sono palliativi
MSF denuncia la decisione di Canada, Stati Uniti e Unione Europea di sospendere gli aiuti finanziari all’Autorità Nazionale Palestinese in seguito alla vittoria di Hamas alle elezioni legislative e di ridistribuire parte di questi fondi alle Nazioni Unite o ad altri organismi di aiuto internazionali per compensare le conseguenze umane e sociali di queste sanzioni. MSF ricorda che se la decisione di sospendere l’aiuto spetta agli stati, gli attori umanitari non possono diventare un "palliativo sociale" di quelle misure ritorsive che danneggiano l’intera popolazione.
Darfur, aumenta la violenza, sempre più difficile portare aiuti
Di fronte all’aumento della violenza nei confronti della popolazione civile e ai sempre più frequenti attacchi agli operatori umanitari, MSF lancia un appello al governo del Sudan e alle altre parti in conflitto perché sia garantito l’accesso alla popolazione in pericolo.
MSF denuncia i laboratori Abbott
MSF denuncia il comportamento della multinazionale farmaceutica Abbott che continua a negare a troppi malati la nuova versione di un importantissimo farmaco contro l’AIDS: il lopinavir/ritonavir.
Barriere al diritto d’asilo in Italia
MSF denuncia gli ostacoli e le barriere spesso insormontabili posti deliberatamente al riconoscimento dei loro diritti che richiedenti asilo e rifugiati, persone in fuga da guerre e persecuzioni, trovano all’arrivo nel nostro paese.
Guerra in Libano
MSF interviene in Libano durante la guerra con Israele e denuncia la difficoltà di portare aiuti umanitari alle popolazioni in pericolo a causa della violenza.
2007
Petizione contro la Novartis
MSF lancia una raccolta firme internazionale per chiedere alla casa farmaceutica Novartis di rinunciare al ricorso che ha presentato contro la legge indiana sui brevetti che impedisce di brevettare come nuovi farmaci i banali miglioramenti apportati su principi attivi già noti. MSF raccoglie oltre 400mila firme in tutto il mondo. Il 6 agosto 2007 l’Alta Corte indiana rigetta il ricorso della Novartis.
Somalia, scontri e violenze
Continua a peggiorare la situazione a Mogadiscio e nel resto della Somalia. Dopo una breve parentesi di relativa calma in seguito alla presa del potere da parte delle Corti Islamiche, la capitale somala precipita nuovamente nel caos con l’invasione delle truppe etiopi, la cacciata delle Corti Islamiche e la ripresa di combattimenti che costringono centinaia di migliaia di persone a fuggire da Mogadiscio. MSF, che è presente in Somalia dal 1991, continua i suoi interventi in tutto il paese, denunciando al tempo stesso il comportamento delle parti in conflitto che, specie a Mogadiscio, impediscono il lavoro dello staff medico e l’accesso alle cure da parte dei pazienti.
Epidemia di meningite in diversi stati africani.
MSF vaccina oltre 800mila persone in Nord Uganda, Sud Sudan e Repubblica Democratica del Congo, dove sono a rischio di meningite circa 300 milioni di persone, e denuncia la potenziale insufficienza delle scorte di vaccino a livello mondiale.
Uccisa una volontaria di MSF in Repubblica Centrafricana
Elsa Serfass, 27 anni, di nazionalità francese, stava svolgendo la sua prima missione con MSF come logista. È stata uccisa da colpi di arma da fuoco durante una missione di valutazione nella parte nord-occidentale del paese colpita da un conflitto tra gruppi ribelli e le forze armate governative.
Darfur, la crisi continua
MSF continua ad assistere mezzo milione di persone nel Darfur, denunciando la continua violenza che intrappola milioni di uomini, donne e bambini.
Ciad: 200mila rifugiati e 150mila sfollati
MSF porta assistenza ai 150mila ciadiani in fuga dai loro villaggi a causa degli scontri tra l’esercito e gruppi ribelli nel Ciad orientale, e continua ad assistere, sempre nel Ciad orientale, 200mila rifugiati dal Darfur.
Terremoto in Perù
MSF interviene in aiuto alle popolazioni colpite dal terremoto nella regione di Pisco, in Perù.
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