La fuga di milioni di persone da guerre e povertà è una delle crisi umanitarie più gravi del momento: sono 59,5 milioni i rifugiati e gli sfollati nel mondo. Negli ultimi anni abbiamo aumentato e rafforzato i nostri interventi a favore delle persone costrette a fuggire dai propri Paesi e pronte a rischiare la vita per raggiungere l’Europa, via mare o via terra. 

Le nostre attività a terra 

Siamo presenti sulle coste e nelle regioni dove si concentrano migranti, rifugiati e richiedenti asilo vulnerabili che tentano di entrare in Europa: ItaliaGreciaSerbiaFranciaTunisia.

Italia

Alla fine del 2015, MSF ha annunciato l’uscita dal Centro di Primo Soccorso e Accoglienza di Pozzallo e la chiusura del progetto di supporto psicologico nei Centri di Accoglienza Straordinaria della Provincia di Ragusa. Il centro di Pozzallo non offre le garanzie minime per una collaborazione efficace. 

Dopo mesi di trattative e dopo aver denunciato pubblicamente lo scorso novembre, in Commissione Parlamentare d’inchiesta, le carenze del sistema di prima accoglienza, quali sovraffollamento, scarsa informazione legale e tutela dei diritti,  nessun segno concreto di miglioramento o alcuna volontà politica sono stati espressi dalle autorità locali e nazionali lasciando presagire il permanere di un modello strutturalmente inadeguato.

Nell’ultimo anno, oltre 150.000 persone sono arrivate in Italia via mare, di cui circa 15.000 sono sbarcate nel porto di Pozzallo, dove l’equipe medica di MSF - composta da medici, infermieri, psicologi e mediatori culturali - ha supportato l’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa per attività di screening sanitario al momento dell’arrivo degli ospiti e servizio medico 24h/24h all’interno del CPSA di Pozzallo. Dal mese di febbraio 2015, sono state effettuate oltre 3.000 consultazioni mediche.  Inoltre, nei Centri di Accoglienza Straordinaria della provincia di Ragusa, MSF ha fornito oltre 800 consultazioni di supporto psicologico e assistenza a vittime di eventi traumatici.

Nel 2015, inoltre, una nuova équipe di primo soccorso psicologico d'emergenza - composta da uno psicologo e da mediatori culturali - è intervenuta in 14 occasioni in 8 porti italiani prendendosi cura di circa 2500 persone, fornendo assistenza ai sopravvissuti di eventi traumatici durante il viaggio in mare.

A Roma, MSF ha lanciato a ottobre 2015 un progetto che offre riabilitazione medica ai richiedenti asilo che sono stati vittime di tortura, in collaborazione con un’organizzazione italiana (Medici Contro la Tortura). I principali paesi di origine dei beneficiari sono Senegal, Afghanistan, Mali, Costa d'Avorio, Gambia ed Etiopia. In totale, 39 persone da 15 paesi diversi hanno ricevuto assistenza in più di 340 visite individuali.

A Gorizia, al confine con la Slovenia, MSF fornisce cure mediche, riparo e prima assistenza alle centinaia di rifugiati che dormivano all'aperto vicino al fiume. MSF ha installato 25 contenitori, con una capacità di offrire rifugio a 96 persone.

Grecia

Forniamo cure mediche, ripari, servizi igienici e distribuiamo generi di primo soccorso ai rifugiati e ai migranti che arrivano nelle isole del Dodecanneso e a Lesbo, ad Atene e al valico di frontiera di Idomeni in Macedonia. Nel 2015, la Grecia ha assistito a un numero di arrivi senza precedenti.  Alla fine dell’anno, 856,723 persone in totale sono arrivate nel paese e, in media, 10 persone sono morte ogni giorno cercando di attraversare il mare verso l'Europa.

MSF chiede alle autorità greche di rispettare i propri obblighi e di impegnarsi per l'accoglienza, fornendo e gestendo spazi in tutte le isole greche, dove le persone possano essere accolte con ripari, cibo, servizi igienici e assietenza medica. Queste azioni richiedono la massima urgenza, in quanto il flusso di persone in arrivo non si ferma durante l'inverno, ma le condizioni di vita per loro sono ancora più dure.

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Serbia

Dalla fine del 2014, le équipe MSF hanno fornito assistenza sanitaria e supporto psicologico e distribuito generi di prima necessità, come kit igienici, cibo, beni per la sopravvivenza, tende, coperte e impermeabili alle persone che attraversano la Serbia. Il contesto in Serbia cambia spesso e in maniera imprevedibile a causa delle politiche europee. Con l'arrivo dell'inverno, MSF ha reclutato più personale e aumentato le proprie scorte, in particolare per quanto riguarda alloggi temporanei, coperte e abbigliamento invernale. MSF è presente con postazioni fisse dove avviene la maggior parte del transito ma anche con team mobili dove e quando è necessario. Dopo la chiusura del confine con l'Ungheria a metà settembre, compagnie di bus private lavorano sulla principale via di transito direttamente dal confine con la Macedonia (Presevo) fino al confine con la Croazia (a Sid), dove i rifugiati prendono un treno per arrivare in Croazia (dall'inizio di novembre). MSF è presente sia nei punti di ingresso in Serbia sia di uscita offrendo servizi medici, sostegno psicologico e distribuendo generi di prima necessità.

Da metà novembre è stata introdotta una nuova politica in Slovenia che permette solo a persone provenienti da Siria, Iraq e Afghanistan di richiedere asilo. Questa politica ha innescato un effetto domino sui paesi di transito. Si tratta di una politica profondamente preoccupante e discriminatoria poiché l'asilo è un diritto universale basato su criteri individuali e non sulla nazionalità. Ciò ha spinto le persone nelle mani dei trafficanti, aumentando la loro vulnerabilità e ponendoli di fronte a ulteriori rischi.  Anche la Croazia ha aumentato le restrizioni nei confronti delle persone in entrata che hanno portato a respingimenti in Serbia anche di persone dotate dei documenti, rimaste così nel limbo.

Presevo

A Presevo, dove si trova il centro di registrazione, centinaia di persone sono spesso costrette ad aspettare al freddo senza protezione e in condizioni igieniche precarie e a camminare attraverso il confine su strade sporche e spesso fangose. MSF ha ricostruito una strada di 1,5 chilomteri per facilitare l'attraversamento a migliaia di persone in condizioni più sicure e permettere a vetture 4x4 di raggiungere i più vulnerabili. MSF fornisce anche assistenza sanitaria di base vicino al centro di registrazione e in un campo di transito nelle vicinanze del confine; gestisce la raccolta dei rifiuti, distribuisce generi di prima necessità, ha installato servizi igienici e offre servizi di trasporto alle famiglie vulnerabili e alle persone disabili dal confine. MSF ha, inoltre, installato sei tende riscaldate con una capacità di 270 persone nelle aree di attesa.

Sid

A Sid, MSF ha rafforzato le proprie attività mediche regolari operando all'interno di un centro di transito dove i rifugiati devono aspettare prima di prendere il treno. MSF ha anche installato 8 grandi tende riscaldate con la capacità di offrire riparo dal freddo a più di 2000 persone. 

Belgrado

Con la nuova politica che permette solo ad alcune nazionalità di entrare nei paesi balcanici, MSF ha visto un aumento del numero di persone che stanno nuovamente nei parchi di Belgrado, al freddo. Pertanto, MSF ha avviato attività in cliniche mobili di notte dove non c’è altro supporto.

Francia

Calais

Circa 4000 rifugiati e migranti vivono a Calais nel cosiddetto campo "giungla" ("Jungle"). Calais è la città situata nei pressi del tunnel sotto la Manica che collega la Francia e il Regno Unito e che per diversi anni i migranti hanno cercato di percorrere su camion. Molte ONG e iniziative di beneficienza locali stanno fornendo assistenza alla popolazione del campo. Le équipe MSF effettuano circa 120 visite ogni giorno presso la clinica installata nel campo, incluse consultazioni mediche, trattamenti infermieristici, fisioterapia e supporto psicologico. Le malattie di carattere respiratorio, infezioni alla gola e alcuni casi di scabbia sono causate dalle condizioni in cui i pazienti vivono.

Crescono le tensioni tra i migranti e le forza di polizia. Riceviamo all'ambulatorio circa tre casi di vittime di violenza ogni giorno. Sono stati individuati casi di morbillo nel campo ed è stato deciso, con le autorità sanitarie locali, di portare avanti una campagna di vaccinazione a circa 4.000 persone. Dal 28 gennaio al 5 febbraio 2016, sono state vaccinate 2.082 persone contro il morbillo da differenti attori medici, compresa MSF.

Per rispondere alla necessità di ripari, a dicembre MSF ha iniziato a costruire ripari in legno. Finora ne sono stati costruiti più di 100. MSF ha anche portato avanti lavori di riparazione di servizi igienici e ha installato 66 bagni chimici, dal momento che il numero di bagni era largamente insufficiente. Per migliorare le condizioni igieniche del posto, MSF ha istituito un sistema di raccolta e gestione dei rifiuti. L'11 gennaio, il governo francese ha fornito all’interno del campo una sistemazione in container per 1.500 persone.

Grand-Synthe

Più a nord di Calais, c'è un altro grande sito a Grand-Synthe dove 2500 migranti e rifugiati vivono nel fango, all’umido e al freddo in condizioni spaventose. Per cominciare, MSF sta effettuando visite mediche 3 giorni a settimana e ha installato 22 bagni e 2 punti di distribuzione di acqua. Ma l'obiettivo principale è quello di offrire a questa popolazione un rifugio e condizioni di vita più accettabili. Per questo motivo, dal 13 gennaio MSF ha iniziato a lavorare a un nuovo sito per i rifugiati a Grande- Synthe. Stiamo portando avanti il progetto con il sostegno del sindaco di Grand-Synthe. I lavori termineranno in un mese durante il quale saranno installate 500 tende (con capienza di 5 persone ognuna), docce calde e bagni in numero sufficiente.

Tunisia

MSF collabora con i pescatori di Zarzis, in Tunisia, offrendo corsi di formazione per le operazioni di ricerca e soccorso perché i pescatori si trovano spesso in prima linea quando le barche sono in difficoltà nei pressi delle loro zone di pesca. MSF ha inoltre effettuato corsi di formazione alle Mezzaluna Rossa tunisina e libica su  come gestire i cadaveri delle vittime.

Le nostre attività in mare

 

Uomini, donne e bambini ammassati su un gommone in mezzo al mare. Terrore. Panico. Disperazione. Tutto questo succede...

Pubblicato da Medici Senza Frontiere su Venerdì 29 gennaio 2016

Da maggio 2015 MSF ha effettuato per la prima volta attività di ricerca e soccorso nel Mar Mediterraneo su tre diverse navi, la Bourbon Argos, la Dignity I e la My Phoenix. Alla fine del 2015, 20.129 persone sono state soccorse. L'ultima nave, la Bourbon Argos, è rientrata in porto il 30 dicembre 2015. L’inverno ha ridotto il numero di persone che attraversano il Mediterraneo centrale e riteniamo che vi siano abbastanza risorse per affrontare le necessità del momento, ma rinnoviamo l’appello alle autorità europee perché forniscano risorse adeguate e specifiche per evitare tragedie nei prossimi mesi, quando il numero di partenze presumibilmente aumenterà di nuovo.

Intanto, con il numero di arrivi dalla Turchia alle isole greche che continua a essere estremamente alto e le cattive condizioni metereologiche, stiamo rafforzando le nostre attività di soccorso nell'Egeo, in collaborazione con Greenpeace.

Le nostre campagne di sensibilizzazione

Le nostre campagne di sensibilizzazione sono rivolte all'opinione pubblica e ai governi affinchè venga restituita umanità al tema delle migrazioni forzate e venga garantito il diritto di tutti ad avere salva la vita.

#mlionidipassi

Con la campagna #Milionidipassi vogliamo raccontare i volti e le storie di chi è costretto a fuggire per salvarsi la vita; il coraggio e la determinazione di chi porta loro soccorso e cure mediche; le responsabilità e i doveri di governi e attori non statali che dovrebbero garantire loro il diritto all’assistenza e alla protezione. Serve un nuovo approccio umanitario, che guardi alle indicibili sofferenze di sfollati e rifugiati e alle ragioni della loro fuga, non alle modalità - legali o illegali - del loro viaggio o ai timori dei paesi di arrivo. Fai un passo anche tu in questa direzione! Aderisci alla campagna #MILIONIDIPASSI.

#safepassage

La nostra richiesta ai leader europei è di aprire vie legali e sicure per tutte le persone in fuga verso l’Europa e porre fine alle politiche indifendibili che stanno trasformando un prevedibile afflusso in una vera tragedia umana. Partecipa alla mobilitazione online #safepassage

 

 

Questo è il giubbotto di salvataggio appartenuto a un uomo, una donna o forse un bambino che cercava di attraversare il...

Posted by Medici Senza Frontiere on Venerdì 11 settembre 2015