La decisione di aprire una Missione MSF in Italia, come in altri paesi europei, è maturata alla fine degli Anni 90, quando Medici Senza Frontiere si è resa conto che le stesse persone curate e assistite dalla nostra organizzazione a migliaia di chilometri di distanza, in altri continenti, si trovavano anche qui, in Italia e in Europa, molto spesso in condizioni di estrema precarietà e bisogno. Dal 2002, MSF èstata presente in contesti particolarmente delicati come agli sbarchi a Lampedusa, tra i lavoratori stagionali nel Sud Italia e all’interno dei centri per migranti in diverse regioni. 

Nel 2015 sono arrivate in Europa via mare un totale di 1 014 836 persone, di cui 153 000 sono giunte in Italia, principalmente nei porti siciliani. Nel 2016 probabilmente gli arrivi non saranno minori se si considera che, solo nei primi tre mesi dell’anno, le persone arrivate sono equivalenti a coloro giunte durante lo stesso periodo nel 2015  (10 164 nel 2015, 9495 nel 2016). Lo scorso anno, l’impegno di Missione Italia si è concentrato principalmente nell’assistenza medica e psicologica e nel contesto del primo soccorso e accoglienza di persone giunte nel nostro paese dopo un lungo e rischioso viaggio, via mare o via terra, e che necessitano di cure e di presa in carico psicologica. Nel 2016 stiamo continuando il nostro lavoro con la popolazione migrante, in Sicilia come in altre regioni italiane, attraverso diversi progetti già in corso o di prossima apertura. 

Centro di primissima accoglienza e assistenza medica di base (Gorizia) 

Partner : Caritas, Croce Rossa Italiana (CRI), Azienda Sanitaria Locale (ASL) 

Obiettivo : fornire uno spazio protetto, riparo e assistenza medica ai richiedenti asilo presenti sul territorio goriziano 

Descrizione: in Italia del Nord-Est, MSF fornisce assistenza medica e uno spazio protetto e riparo per centinaia di richiedenti asilo, che sono rimasti fuori dai circuiti di accoglienza istituzionale. A Dicembre 2015, MSF ha aperto un dormitorio temporaneo  nella citta’ di Gorizia, per offire uno spazio protetto ai richiedenti d’asilo i quali non hanno beneficiato delle misure di accoglienza previste dalla legislazioni italiana e europea. Il centro si trova in un’area messa a disposizione dalla Caritas, dove sono stati allestiti 25 container attrezzati, che possono offire accoglienza a 96 persone. Oltre ad offrire un riparo e dei servizi igenici adeguati, il progetto prevede anche cure mediche di base, grazie ad un’attivita’ di ambulatorio a Gorizia, gestito in sinergia da Medici Senza Frontiere, Croce Rossa Italiana e Azienda Sanitaria-ASL, presso la sede della Croce Rossa Italiana. L’ambulatorio è dedicato alla presa in carico sanitaria di tutti i soggetti richiedenti asilo privi di assistenza, ovvero che non sono stati ancora inseriti nel sistema ordinario di protezione e accoglienza. Oltre ad un primo screening, è previsto un servizio medico per la popolazione migrante che risiede in citta’, e che puo’ quindi recarsi in ambulatorio quando ne sente la necessità.

Dall’apertura del progetto adf oggi, MSF ha realizzato circa 800 screening medici e visite. Le persone assistite sono state principalmente richiedenti asilo originari del Pakistan e dell’Afghanistan, che attraversano la frontiera ed arrivano in Italia dopo aver affrontato un lungo e rischioso viaggio attraverso i Balcani. E’ stato riscontrato che circa il 9% dei richiedenti asilo assistiti hanno riportato traumi fisici e mentali legati a esperienze di guerra o violenza, nel paese di origine o durante il viaggio, per raggiungere le frontiere europee. Per questo motivo, al supporto medico sono state affiancate delle sessioni psico-educative di gruppo, tenute da uno psicologo MSF e da un educatore dell’ospedale locale, i quali hanno assicurato questo servizio a 65 persone (tutte ospitate presso il dormitorio del San Giuseppe).

MSF sta concludendo le sua attività a Gorizia, e lavorando con una cooperativa locale per una passaggio di consegne per la gestione del San Giuseppe, che avverrà nella seconda metà di Luglio. Le attività mediche continueranno ad essere assicurate dalla Croce Rossa e dall’Azienda Sanitaria Locale-ASL. La stretta collaborazione con gli enti locali, regionali e con i diversi attori non istituzionali che operano sul territorio ha permesso in questi mesi di costruire delle basi solide una gestione congiunta della primissima accoglienza e dell’assistenza medico-psicologica, colmando dei vuoti presistenti in questo ambito. 

Centro di riabilitazione per i sopravvissuti a tortura e per le vittime di trattamenti crudeli e degradanti (Roma)

Partner:  Medici Contro la Tortura, ASGI- Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione 

Obiettivo: offrire servizi riabilitativi con approccio multidisciplinare (medico, psicoterapeutico, fisioterapeutico, sociale e legale) a vittime di tortura e di trattamenti inumani e degradanti che  sono stabiliti nella citta’ di Roma e provincia.

Descrizione: ad aprile 2016, MSF Missione Italia ha inaugurato a Roma un Centro di Riabilitazione per persone vittime di  tortura e trattamenti inumani o degradanti (VoT), con l’obiettivo dell’intervento è offrire un’opportunità di presa in carico e riabilitazione socio-sanitaria a persone che nei Paesi di origine o durante il percorso migratorio sono state oggetto specifico di violenza intenzionale rispondente alle definizioni di  tortura e/o di trattamento crudele, inumano e degradante, in conseguenza dei quali presentano gravi traumi fisici e psichici. La riabilitazione è portata avanti secondo un approccio multidisciplinare (medico, psicologico, fisioterapeutico e socio-legale), che ha il fine di affrontare tutti gli aspetti del trauma conseguente alla tortura.

I principali paesi di origine dei beneficiari sono Nigeria, Mali, Afghanistan, Ghana, Gambia e Egitto, anche se dall’inizio del progetto sono stati presi in carico 50 pazienti di 20 nazionalità differenti. Il progetto è realizzato in partnership la storica associazione Medici Contro la Tortura e in collaborazione con ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione) esperta nel supporto legale a migranti richiedenti asilo, e si inquadra nella strategia internazionale dell’Organizzazione, che da anni sta acquisendo esperienza e competenza nel campo con gli analoghi interventi in Libia, Egitto e Grecia. Questo progetto vuole inoltre stimolare la creazione di un network a livello territoriale che includa partner istituzionali e organizzazioni non governative, al fine di rinforrzare il sistema di referral: nella maggior parte dei casi, le persone prese in carico sono infatti segnalate a MSF dai servizi del sistema ufficiale di accoglienza, dai servizi sanitari pubblici presenti sul territorio e da altre organizzazioni non governative.

Screening per l’individuazione e la presa in carico dei casi positivi di cardiopatia reumatica nei gruppi di popolazione migrante (Roma)

Partner: Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della Povertà (INMP) e U.O. di Cardiologia dell’Ospedale Universitario di Tor Vergata 

Obiettivo: fornire una diagnosi rapida ed efficace e una prevenzione secondaria nei casi di cardiopatia reumatica all’interno di alcuni gruppi di popolazione migrante a Roma, con particolare attenzione a coloro che risiedono nei siti informali sul territorio, spesso caratterizzati da difficolta’ di accesso alle cure mediche e al sistema sanitario nazionale. 

Descrizione: il peso globale della febbre reumatica acuta (ARF) e della sua sequela cronica, la cardiopatia reumatica (CR) coinvolge tra i 15,6 e i 19,6 milioni di persone al mondo, con una stima di 282.000 nuovi casi ogni anno. Alla fine degli Anni ’90, la cardiopatia reumatica costituiva la malattia cardiovascolare piu’ comune al mondo tra le persone under 25: anche essendo scomparsa quasi del tutto nei paesi a reddito medio o elevato, resta invece una problematica ancora molto rilevante nei paesi a basso reddito. La popolazione migrante proveniente da questi contesti potrebbe quindi essere maggiormente soggetta alla patologia. Per questo motivo, MSF ha deciso di avviare un’attivita’ di screening ecocardiografico estensivo, volta ad indentificare i casi positivi, che vengono poi segnalati e presi in carico dal sistema sanitario pubblico. L’obiettivo è quello di fornire una diagnosi rapida ed efficace e mostrare la sostenibilita’ in termini di vantaggi per la salute pubblica di  un percorso di prevenzione della cardiopatia reumatica all’interno di alcuni gruppi di popolazione migrante. Ad oggi, le attività di screening sono state realizzate in nove centri per minori non accompagnati e in un insediamento informale (palazzo occupato): 23 interventi di acreening per un totale di 152 persone, in prevalenza provenienti da Egitto (89%), Afghanistan, Bangladesh e Pakistan. Grazie allo screening, è stato individuato il 40% di casi borderline. 

Supporto psicologico per richiedenti asilo nella Provincia di Trapani

Partner: Azienda Sanitaria Provinciale (ASP), cooperative dei Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS), Istituto di etno-psichiatria di TrapaniObiettivo: fornire un servizio di supporto psicologico ai richiedenti asilo presenti nei Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS) della citta’ di Trapani e provincia 

Descrizione: durante l’intervento di MSF nel 2014 e 2015 in Sicilia per fornire assistenza psicologica a richiedenti asilo appena arrivati via mare in Italia, è emersa una forte presenza di disturbi di salute mentale tra le persone che sono arrivate nel nostro paese. Difatti, tra coloro che sono stati visitati all’arrivo nei diversi porti siciliani, dove MSF era presente agli sbarchi, circa un 40% ha presentato  problemi di salute mentale, legati soprattutto a traumi subiti durante il viaggio dal paese di origine all’Italia. Tale vulnerabilita’ mentale puo’ aggravarsi ulteriormente nel caso in cui non venisse identificata e presa in carico adeguatamente. Nel 2016, Medici Senza Frontiere ha avviato per il secondo anno un progetto di supporto psicologico per rispondere ai bisogni dei richiedenti asilo e dei migranti presenti nei Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS). Ciò avviene grazie ad un intervento diretto di un’equipe di psicologi all’interno di 15 centri nella provincia di Trapani, per rispondere ai bisogni specifici dei richiedenti asilo e per svolgere delle attività di formazione con il personale operante in queste strutture, e all’esterno dei centri, nella citta’ di Trapani, attraverso una collaborazione con le istituzioni sanitarie locali per fornire assistenza psicologica ai richiedenti asilo e migranti presenti in città. 

PFA-Psychological First Aid (Sicilia e Sud Italia)

A fronte degli innumerevoli naufragi e dell’altro numero di morti in mare, MSF ha deciso di continuare per il secondo anno a fornire primissima assistenza ai porti di arrivo in caso di sbarchi traumatici. Le attività di PFA hanno l’obiettivo prinicpale di ristabilire nelle persone un senso di dignità, e di dare loro un supporto psicologico ed emozionale. In caso di necessità, un team mobile composto da psicologi e mediatori culturali specializzati viene dispiegato in un massimo di 72 ore dall’allerta del Ministero dell’Interno. Il team è in grado di offrire dei servizi di base ai sopravvissuti, quali facilitare l’accesso ai bisogni primari, all’orientamento e all’informazione, oltre che riferire casi medici gravi alle autorità di competenza. Nei primi due mesi di attività (iniziate alla fine di Aprile 2016), i team MSF hanno realizzato 8 interventi di PFA in diversi porti siciliani e calabresi. 

Operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo Centrale

Dall’inizio del 2016, 70,808 (dati aggiornati al 7 luglio 2016) persone sono arrivate in Italia, e 2 920 sono morte durante la traversata del Mar Mediterraneo.Di fronte a questi numeri preoccupanti, per il seconod anno consecutivo Medici Senza Frontiere si è impegnata in operazioni di ricerca, soccorso e assistenza medica nel Mediterraneo centrale. Il fatale tratto di mare tra Libia e Italia, dove l’anno scorso sono morti 2892 tra uomini, donne e bambini, resta l’unica via per migliaia di persone che cercano di raggiungere le coste europee, rimanendo anche nel 2016 la rotta migratoria più battuta.

A bordo di tre navi - Dignity I, Bourbon Argos e Aquarius (in collaborazione con SOS Mediterranee) - i nostri team hanno le competenze e l’equipaggiamento necessario per attività di primo soccorso e assistenza medica, e per trattare casi frequenti quali la disidratazione, l’ustione da benzina o carburante, l’ipotermia e le infezioni cutanee, principali bisogni medici riscontrati.

Missione Italia è direttamente responsabile della gestione di una delle tre navi, la Bourbon Argos, un’imbarcazione di 68,8 metri di lunghezza, e che può ospitare fino a 600 persone. A bordo sono presenti il team MSF, composto da 12 professionisti medici e non medici, e da 15 persone dell’equipaggio della nave. Dall’inizio delle operazioni (21 Aprile 2016) i team MSf a bordo della Bourbon Argos, della Dignity I e dell’Aquarius hanno soccorso 7302 persone durante 55 operazioni di soccorso.