I migranti e i richiedenti asilo devono affrontare molte sfide al loro arrivo in Italia, sia nei centri di accoglienza che in quelli di detenzione.

Cosa facciamo

6.750 visite ambulatoriali

Dove siamo

Bergamo, Caltanissetta, Crotone, Lampedusa, Milano, Ragusa, Roma e Trapani

Le vittime delle torture, del traffico di esseri umani, della violenza sessuale e le persone con problemi di salute mentale sono particolarmente vulnerabili al loro arrivo in Italia, ma i servizi per soddisfare i loro bisogni sono scarsi. Centri di assistenza affollati e cattive condizioni di vita nelle strutture per i migranti pongono rischi ulteriori alla loro salute. 

Nel 2013, le équipe di MSF hanno fornito assistenza medica e di salute mentale ai migranti e richiedenti asilo nei centri di accoglienza in Sicilia e Calabria. Assistenza sanitaria di base viene offerta ai migranti privi di documenti nella provincia di Ragusa, Sicilia. A Pozzallo, MSF fornisce supporto alle autorità mediche locali con il triage medico dei migranti al loro arrivo.

A dicembre, MSF ha chiesto la chiusura temporanea del centro di accoglienza di Lampedusa così che potesse essere ristrutturato e assicurare standard minimi di accoglienza e rispetto della dignità umana. Le autorità hanno chiuso il centro e avviato i lavori. 

MSF ha continuato un progetto pilota per la diagnosi precoce e il trattamento della tubercolosi tra i migranti ospitati nei centri di accoglienza e di detenzione. 

Alcune équipe di MSF hanno anche lavorato a Milano, Trapani, Caltanissetta e Roma, in collaborazione con il Ministero della Salute, il Ministero degli Affari Esteri e compagnie private responsabili per la gestione dei centri di accoglienza e detenzione.

In Lombardia, un’équipe di MSF ha lavorato con la ONG OIKOS nelle comunità di migranti latino-americani per assicurare l’accesso alla diagnosi e al trattamento del morbo di Chagas, che è endemico nei loro paesi. 

Un’équipe ha anche completato una valutazione di tre mesi sui bisogni sanitari dei senza fissa dimora dimessi dagli ospedali di Milano, Roma e Palermo. Il progetto è stato avviato a Milano nel 2014. 

Le storie dei nostri pazienti

Un rifugiato siriano la cui famiglia era scappata a un attacco con armi chimiche e aveva viaggiato attraverso il Libano, l’Egitto e la Libia prima di arrivare a Pozzallo, Italia. 

Il viaggio è stato organizzato da uomini armati… a bordo non avevamo né acqua né cibo. Eravamo assetati e bevevamo l’acqua sporca del motore.  Siamo rimasti in mare per tre giorni prima di essere soccorsi vicino alla costa siciliana. Tutto quello che voglio è un posto sicuro per la mia famiglia. Molti siriani sono intrappolati all’inferno: tra una battaglia e l’altra, senza dottori e senza cibo. 

La nostra presenza nel Paese:

  • Personale presente alla fine del 2013: 11
  • Operiamo nel Paese dal: 1999

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