Fin dall'inizio del conflitto nel 2011, più di 1,5 milioni di siriani sono fuggiti in Libano, uno dei Paesi, insieme alla Giordania, che ospita la più grande percentuale di rifugiati al mondo. 

La presenza di MSF nel Paese

  • Operiamo nel paese dal 1976.
  • Nel 2016 abbiamo effettuato 359.377 visite ambulatoriali.

Cosa facciamo

L’afflusso di rifugiati siriani ha ulteriormente compromesso l'economia e le infrastrutture del Paese e questo si ripercuote in modo particolare sul settore sanitario. Il Ministero libanese della Sanità Pubblica sostiene centri di assistenza sanitaria di base e secondaria per rispondere alle esigenze dei rifugiati siriani. Nonostante questi sforzi, il costo di visite, esami di laboratorio e farmaci rimane un ostacolo per un numero significativo di persone. Questa realtà ha spinto MSF a continuare a fornire assistenza medica ai rifugiati siriani e alle comunità locali vulnerabili
Fin dall'inizio del conflitto in Siria nel 2011, Medici Senza Frontiere (MSF) continua a espandere la sua risposta medica e a fornire assistenza di emergenza ai siriani (indipendentemente dal loro status legale), ai libanesi e ai rimpatriati libanesi, ai siriani palestinesi e ai rifugiati siriani.
 
 
MSF opera nel nord del Libano, nella valle della Bekaa e nel sud a Beirut e Sidone, offrendo servizi sanitari di base gratuiti di alta qualità, inclusi il trattamento di malattie acute e croniche, servizi riproduttivi, assistenza sanitaria mentale e attività di promozione della salute. Le équipe inoltre gestiscono tre centri sanitari materno-infantili in tutto il Paese.
Nel 2016, MSF ha effettuato 359.377 visite ambulatoriali, 7.265 sedute di salute mentale e assistito quasi 6.300 parti, di cui 2.400 cesarei.
 

Dove operiamo

Beirut meridionale
Dal mese di settembre 2013, MSF gestisce un centro di assistenza sanitaria di base e un centro di assistenza materno-infantile nel campo profughi di Shatila, dove oltre 30.000 rifugiati vivono in condizioni deplorevoli, a soli quattro chilometri dal centro della città. 
Nel campo di Burj al-Barajneh, anch'esso situato in un sobborgo meridionale di Beirut, MSF ha aperto un centro sanitario che offre servizi per la salute sessuale e riproduttiva, tra cui il trattamento di malattie trasmesse sessualmente, attività per la salute mentale e promozione della salute. Nel mese di maggio, l'équipe ha avviato un programma di assistenza domiciliare per i pazienti affetti da malattie croniche che soffrono di problemi di mobilità. 
 
Valle della Bekaa
 
Nella valle della Bekaa, dove si è stabilita la maggior parte dei rifugiati, MSF fornisce assistenza sanitaria di base attraverso quattro cliniche a Hermel, Aarsal, Baalbek e Majdal Anjar per i siriani e la comunità locale. Vi sono anche centri sanitari materno-infantili ad Aarsal e Majdal Anjar.
A dicembre 2016, MSF ha aperto un centro per la cura delle malattie croniche a Bar Elias per migliorare la copertura del trattamento per le persone più vulnerabili della zona.
 
Libano settentrionale 
MSF gestisce cinque centri di assistenza sanitaria di base nei governatorati di Akkar e Tripoli per i siriani e i libanesi vulnerabili, offrendo il trattamento per malattie acute e croniche, assistenza sanitaria riproduttiva e per la salute mentale, vaccinazioni e attività di promozione della salute. 
A febbraio 2016, in risposta alle crescenti necessità mediche e sociali delle comunità vulnerabili libanesi e siriane che vivono vicino al confine nella parte orientale di Akkar, MSF ha iniziato a lavorare a Wadi Khaled e Akroum. Da febbraio a luglio, MSF ha sostenuto l'unità per i traumi minori nel centro di assistenza sanitaria di base Al-Makassed a Hiche. Dal mese di settembre, il progetto si concentra sui servizi sanitari di base, in particolare sul trattamento delle malattie croniche e sulla salute mentale a Wadi Khaled e Akroum.
 
Saida  
Un'équipe continua a offrire assistenza sanitaria di base nel campo di Ein-el-Hilweh, il più grande campo per palestinesi in Libano. Oggi lì vivono circa 100.000 palestinesi, rifugiati palestinesi provenienti dalla Siria e rifugiati siriani. 
 

La mappa dei nostri interventi 

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