Le équipe di MSF hanno intrapreso quest'anno oltre 30 interventi di emergenza, affrontando epidemie di morbillo, febbre gialla, colera e febbre tifoide, rispondendo alle violenze e alla crisi dei rifugiati.

La presenza di MSF nel paese

  • Primo intervento di MSF nel paese: 1981.
  • Nel 2016 abbiamo vaccinato oltre un milione di persone, curato 84.000 casi di malaria, assistito 330.000 persone

 

Cosa facciamo

La carenza di infrastrutture e servizi sanitari inadeguati continuano a limitare l'accesso alle cure mediche in Repubblica Democratica del Congo (RDC). Le province orientali restano insicure, in quanto l'esercito congolese e diversi gruppi armati combattono per il controllo del territorio ricco di risorse.

Nel 2016, un focolaio di febbre gialla ha colpito tutte le province che confinano con l'Angola. MSF ha supportato il Ministero della Salute con una risposta massiccia di emergenza e ha vaccinato oltre un milione di persone a Kinshasa e nella città di Matadi, nel Congo centrale. Nella provincia di Haut-Uélé, in RDC orientale, MSF ha inoltre collaborato con il Ministero della Salute per curare più di 84.000 pazienti in occasione di un'epidemia eccezionale di malaria. L’équipe di risposta alle emergenze del Congo ha risposto a 26 allarmi relativi a colera, morbillo, febbre tifoide e agli sfollati, raggiungendo 330.000 persone in tutto il Paese.

 

Kivu settentrionale

A Walikale, Mweso, Masisi e Rutshuru, MSF ha proseguito i propri programmi sanitari generali a supporto dell'ospedale principale di riferimento e dei centri sanitari periferici per fornire assistenza di base e secondaria alle persone colpite da violenza ricorrente che avrebbero altrimenti scarso accesso ai servizi medici. Quasi 35.000 bambini affetti da malnutrizione e/o altre malattie sono stati ricoverati negli ospedali sostenuti da MSF; oltre 270.000 visite ambulatoriali sono state effettuate nella sola zona di Mweso, di cui quasi la metà per la malaria; inoltre, nell'ospedale di Rutshuru sono stati eseguiti più di 7.500 interventi chirurgici.

Il reparto neonatale dell’ospedale di Rutshuru

Tra marzo e giugno, MSF ha risposto a un'emergenza alimentare in tre zone sanitarie a Lubero, trattando oltre 600 bambini gravemente malnutriti.

MSF ha continuato a sostenere cinque strutture sanitarie a Goma, offrendo screening e trattamento per HIV/AIDS. Nel 2016, l'équipe ha prestato assistenza a oltre 2.600 pazienti sieropositivi. MSF ha inoltre risposto a un focolaio di colera, trattando più di 700 pazienti.

 

Kivu meridionale

MSF sostiene due ospedali, diversi centri sanitari periferici e numerosi punti della comunità per l'identificazione decentrata e la gestione della malaria e della malnutrizione a Lulingu e Kalehe, con particolare attenzione verso i bambini e le donne in gravidanza. Sono state effettuate oltre 284.000 consultazioni ambulatoriali, 10.800 persone sono state ricoverate negli ospedali, sono stati trattati più di 10.700 bambini malnutriti e sono stati assistiti oltre 10.000 parti. MSF ha inoltre continuato a sostenere gli ospedali di Shabunda e Matili.

MSF osserva un enorme aumento dei casi di malaria negli ultimi anni e l'ospedale che sostiene a Baraka lotta per far fronte all'emergenza. Una struttura di 100 posti letto costruita da MSF è nuovamente in pieno esercizio e sono stati creati altri centri comunitari per trattare 200.000 bambini colpiti da malaria, polmonite e diarrea. Il personale ha effettuato oltre 450.000 visite ambulatoriali e ha ricoverato più di 17.000 pazienti in ospedale.

Le équipe di MSF continuano a sostenere i centri sanitari a Lulimba, Misisi e Lubondja. Quest'anno hanno aperto altri centri comunitari e hanno effettuato quasi 200.000 visite ambulatoriali, di cui 131.322 a pazienti colpiti dalla malaria. Il personale ha inoltre trattato 396 pazienti per tubercolosi (TB) e 384 pazienti per HIV.

Un operatrice umanitaria di MSF nel centro sanitario di Lubonja nel Sud Kivu

 

Ituri, Haut-Uélé e Bas-Uélé

All'inizio del 2016, MSF ha avviato un progetto per aiutare le vittime di violenza sessuale nella regione di Mambasa, un'area mineraria a Ituri, colpita da attacchi ricorrenti di gruppi armati e banditi. Le équipe hanno prestato assistenza a oltre 1.100 vittime di violenza e hanno trattato 11.900 pazienti con infezioni trasmesse sessualmente nei nove centri sanitari supportati da MSF.

MSF ha continuato a sostenere gli ospedali regionali di Boga e Gety e diversi centri sanitari, offrendo cure a donne in gravidanza e bambini nonché assistenza sanitaria intensiva e di emergenza. Nel complesso, le équipe hanno trattato 3.300 pazienti nel pronto soccorso e nell'unità di terapia intensiva e oltre 280 vittime di violenza sessuale. Sono stati assistiti oltre 600 parti a Boga e oltre 2.200 bambini sono stati ricoverati nel reparto pediatrico dell'ospedale di Gety.

Le équipe di MSF hanno inoltre risposto alle epidemie di colera e malaria e offerto assistenza agli sfollati. A Haut-Uélé, oltre 84.000 pazienti sono stati trattati per malaria durante un'epidemia tra maggio e agosto.

L’équipe di MSF interviene nella provincia di Haut-Uélé nel corso di un'epidemia di malaria

 

Tanganica

Le équipe di MSF hanno supportato due ospedali e diversi centri sanitari a Manono e Kabalo durante un'emergenza alimentare. Entro la fine di agosto, il progetto Kabalo è stato chiuso, ma il personale di MSF ha continuato a lavorare nel reparto pediatrico dell'ospedale e in numerosi centri sanitari a Manono. Più di 6.000 bambini, prevalentemente affetti da malnutrizione e malaria, sono stati ricoverati nell'unità pediatrica. Alla fine del 2016 si è verificata un'escalation della violenza intercomunitaria e l'équipe dell'ospedale ha trattato oltre 200 pazienti feriti.

Jean-Baptiste Mukenge, infermiere nel pronto soccorso dell’ospedale di Manono, assiste un bambino affetto da malaria acuta

MSF ha inoltre continuato a lavorare per tenere sotto controllo il colera in quattro aree sanitarie nei dintorni di Kalemie. Dopo aver donato un serbatoio da 500 m3 d'acqua all'ente preposto, il progetto è stato chiuso a marzo. A Nyunzu, MSF ha risposto ad un focolaio di morbillo e vaccinato circa 90.000 bambini.

MSF ha trasferito le sue attività alle autorità sanitarie del territorio di Shamwana alla fine di agosto. Da dieci anni, MSF forniva assistenza sanitaria completa nell'ospedale, in sette centri sanitari e in una serie di centri comunitari specializzati per il trattamento della malaria. Negli ultimi mesi, 34 donne sono state trattate per fistola vescico-vaginale.

 

Ubangi nord

Il progetto di MSF a Bili e Bossobolo ha continuato a fornire cure ai rifugiati dalla Repubblica Centrafricana e alle comunità ospitanti. Sono state effettuate più di 80.000 visite e 9.300 pazienti sono stati ricoverati negli ospedali supportati da MSF.
 

Kinshasa

Nella capitale, MSF offre assistenza medica e psicosociale completa alle persone affette da HIV/AIDS. Le équipe supportano diversi ospedali e centri sanitari e utilizzano modalità pilota innovative per la gestione dei pazienti, come gruppi comunitari di pazienti e forniture trimestrali di antiretrovirali. Nel 2016, oltre 2.500 pazienti affetti da HIV in stadio avanzato sono stati ricoverati in ospedale e sono state effettuate 68.000 visite. Verso la fine dell'anno, MSF ha supportato 10 strutture sanitarie per il trattamento di 160 pazienti feriti durante le violente proteste contro il presidente Kabila. Un sostegno analogo è stato fornito alle strutture sanitarie di Lubumbashi, dove sono stati trattati 35 feriti.

Gentil Lusamba, tecnico di laboratorio di MSF, esamina un campione di sangue presso l’ospedale di Kabinda a Kinshasa

L'11 luglio 2013, quattro operatori di MSF sono stati rapiti a Kamango, nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo, dove stavano effettuando una valutazione sanitaria. Una di loro, Chantal, è riuscita a fuggire nel mese di agosto del 2014, ma non abbiamo più avuto notizie di Philippe, Richard e Romy. Continuano l'impegno e la mobilitazione di MSF per ottenere la loro liberazione.

 

Cosa dicono i nostri pazienti 

Elysée, 18 anni, Ngola (Kivu meridionale):

"Dobbiamo spesso fuggire dagli scontri tra i gruppi armati e l'esercito. Ecco perché non possiamo accudire i nostri campi. Quando riusciamo tornare, o i raccolti sono rovinati, o sono stati tutti distrutti o bruciati. La vita è difficile a Ngola ed è dura trovare cibo nella foresta. Solo una volta i miei tre figli ed io abbiamo ricevuto del cibo da una ONG e ora i miei bambini sono stati curati gratuitamente presso il centro di Makala. Pensavo di perderne uno per la malaria. La distribuzione di sapone, coperte, tessuti (dati alle donne per trasportare i bambini, avvolgere i neonati e usarli come abbigliamento), zanzariere e attrezzi agricoli ci aiuterà perché non abbiamo nulla ─ abbiamo perso tutto. Abbiamo bisogno di ogni cosa. 

Ngola, a Lulingu, è alquanto isolata. Solo MSF è riuscita a distribuire generi non alimentari, utilizzando 30 motociclette in un'operazione che è durata più di una settimana."

Distribuzione di beni di prima necessità forniti da MSF agli abitanti di Lulingu e dintorni

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