L'estrema violenza perpetrata contro i civili nel corso di più di sei anni di guerra in Siria non accenna a diminuire.

La presenza di MSF nel Paese

  • Operiamo nel paese dal 2009.
  • Nel 2016 abbiamo effettuato 372.700 consultazioni mediche.

Cosa facciamo 

Le aree civili sono costantemente bombardate e private di sostegno. L'accesso al cibo e all'assistenza sanitaria rimane estremamente scarso, soprattutto nei luoghi sotto assedio. Molti ospedali affrontano carenze critiche di approvvigionamenti e personale, in quanto molti operatori sanitari sono fuggiti o sono stati uccisi. Ben oltre la metà della popolazione siriana ha dovuto abbandonare le proprie case a causa del conflitto. Secondo le Nazioni Unite, più di 4,8 milioni di persone hanno cercato rifugio all'estero e altri sei milioni sono sfollati all’interno del Paese. Molti rimangono intrappolati in zone sotto assedio, o presso le frontiere chiuse dei Paesi confinanti. 
 
Le strutture mediche, il personale e i pazienti sono vittime di attacchi indiscriminati e mirati. Nel 2016, 32 strutture sanitarie sostenute da Medici Senza Frontiere (MSF) sono state bombardate o attaccate in 71 diverse occasioni. In un attacco, il 15 febbraio, un ospedale sostenuto da MSF a Ma'arat Al Numan, nel governatorato di Idlib, è stato colpito da quattro missili. Ventisette persone sono state uccise e 11 ferite, compresi personale ospedaliero, pazienti, assistenti e visitatori. Il 27 aprile, almeno 55 persone, tra pazienti e personale medico, sono state uccise quando gli attacchi aerei hanno colpito l'ospedale di Al Quds, supportato da MSF, e il quartiere circostante nella città di Aleppo. Secondo la Commissione sulla Siria dell'Università Americana di Beirut, dall'inizio della guerra sono stati uccisi 814 operatori sanitari.
La presenza diretta di MSF è significativamente limitata in un Paese in cui dovrebbe gestire alcuni dei suoi programmi medici più ampi. Il governo siriano non ha concesso ad MSF l'autorizzazione ad operare nel Paese, nonostante le ripetute richieste, e l'insicurezza ha limitato la capacità di MSF di fornire assistenza in aree controllate dall'opposizione. Dopo il rapimento e liberazione del personale di MSF nel 2014 da parte dello Stato Islamico (ISIS) e l'impossibilità di ottenere le necessarie garanzie di sicurezza dalla sua leadership, MSF si è ritirata dalle aree controllate dall'ISIS. 
Nel 2016, MSF ha continuato a operare direttamente in sei strutture mediche in zone controllate dalle forze di opposizione nel nord della Siria e a fornire sostegno a distanza a reti mediche siriane in aree in cui MSF non può essere direttamente presente.

Dove operiamo 

Governatorato di Aleppo
Dal 2014 al 2016, MSF ha fornito regolari forniture mediche a otto ospedali, sei centri sanitari e tre punti di pronto soccorso nella parte orientale della città di Aleppo. Tuttavia, con l’assedio della città da parte della coalizione guidata dal governo, a partire dal luglio 2016, queste attività si sono fermate. In seguito, è stato possibile consegnare solo 100 tonnellate di forniture mediche, quando ad agosto i gruppi di opposizione hanno aperto un passaggio temporaneo nella parte orientale di Aleppo. Sebbene non fosse più in grado di offrire un supporto diretto, MSF ha mantenuto stretti contatti con i medici e gli infermieri ad Aleppo est, testimoni dell'immensa sofferenza delle persone intrappolate nella città, dove le aree civili, compresi gli ospedali, sono stati regolarmente colpiti da bombardamenti mirati o indiscriminati.
Nel mese di dicembre 2016 il governo siriano ha assunto il pieno controllo di Aleppo e migliaia di persone sono state evacuate dalla parte orientale della città, verso le aree rurali dei governatori di Idlib e Aleppo. Da allora, MSF gestisce cliniche mobili e distribuisce articoli di primo soccorso in queste zone, dove ha organizzato anche una campagna di vaccinazione.

Nel distretto di Azaz, a nord di Aleppo, MSF gestisce un ospedale da 34 posti letto di Al Salamah, con una vasta gamma di servizi, tra cui visite ambulatoriali e ospedaliere, trattamenti di emergenza, chirurgia e assistenza materna. I pazienti che necessitano di ulteriori trattamenti sono trasferiti in altre strutture del distretto o in Turchia. Nel 2016, il personale ha condotto 85.737 visite ambulatoriali, ha eseguito 1.598 interventi chirurgici e ha ricoverato 3.692 pazienti.

La ripresa dei combattimenti ad Azaz ha causato più di 35.000 sfollati e più di 100.000 persone sono rimaste intrappolate tra la frontiera e il confine turco. MSF ha fornito generi di primo soccorso e kit igienici a 4.345 famiglie (26.070 persone) e tende a 1.330 famiglie. Un programma idrico e sanitario è stato implementato anche in uno degli insediamenti informali a est di Azaz. 
Nel mese di giugno 2016, MSF ha sostenuto le attività di vaccinazione in tre distretti del governatorato di Aleppo nell'ambito di un programma avanzato di immunizzazione (EPI) e ha condotto due campagne di vaccinazione contro il morbillo. 
 
Nell'area di Kobanê/Ain al-Arab, in Siria settentrionale, da marzo 2015 MSF lavora a fianco dell'amministrazione sanitaria locale per ricostituire strutture sanitarie di base e servizi di vaccinazione, fornire assistenza sanitaria ambulatoriale e implementare programmi di supporto psicologico, supportando nove unità sanitarie primarie, una clinica di maternità e due ospedali. Nel 2016, cinque équipe sono state dislocate in 21 località per condurre vaccinazioni e screening per la malnutrizione. Ulteriori 101.680 visite ambulatoriali e 138 interventi chirurgici sono stati eseguiti in strutture supportate da MSF nel corso del 2016. Nell'area rurale di Jarablus, MSF ha collaborato con la ONG turca AID per sostenere tre centri sanitari di base.
Nell’estate del 2016, lo spostamento del fronte e l'offensiva militare hanno costretto i civili a fuggire da Manbij e stabilirsi vicino al fiume Eufrate. MSF ha aumentato il suo sostegno per contribuire a soddisfare le esigenze delle comunità sfollate e ospitanti. Quando le persone sono tornate alle loro case nel mese di agosto, hanno scoperto che la città era stata costellata di mine, trappole e altri ordigni esplosivi. In appena quattro settimane, un ospedale sostenuto da MSF a Kobanê ha trattato più di 190 persone ferite.
 
Governatorato di Idlib
MSF ha continuato a gestire un ospedale da 20 posti letto ad Atmeh, fornendo ai pazienti interventi chirurgici, innesti cutanei, medicazioni e fisioterapia, nonché assistenza di salute mentale, assistenza sanitaria e visite ambulatoriali. MSF gestisce anche programmi di immunizzazione (EPI), attività di educazione sanitaria e di sorveglianza delle malattie in 180 campi e villaggi, che ospitano circa 165.000 sfollati interni nei dintorni di Atmeh, garantendo il trasferimento dei pazienti che necessitavano di  trattamenti più specializzati in Turchia. 
Nel corso del 2016, l'équipe di MSF dell'ospedale di Atmeh ha effettuato 2.883 visite di pronto soccorso e ha eseguito 3.696 interventi chirurgici. Quattrocentotrentanove pazienti sono stati ricoverati nei reparti di degenza e 398 sono stati trasferiti in Turchia per ulteriori trattamenti. Nei campi e nei villaggi, il personale di MSF ha somministrato più di 118.000 dosi di vaccini a bambini sotto i cinque anni. 
A Qunaya, MSF ha aumentato il suo sostegno a distanza all'ospedale di riferimento regionale, sostenendo tutti i suoi servizi in termini di supervisione materiale e tecnica. Nel 2016, l'ospedale ha effettuato 105.168 visite ambulatoriali e 12.011 casi sono stati trattati nel reparto ospedaliero. Le équipe hanno inoltre iniziato attività di immunizzazione negli ospedali di Qunaya e Darkoush, somministrando un totale di 53.341 vaccini.
 
Governatorato di Hassakeh
Dal 2013, le équipe di MSF offrono servizi sanitari primari, con particolare attenzione alla cura materna e infantile e alle malattie croniche, attraverso tre centri sanitari, compresa una clinica di maternità. Questi servizi sono aperti sia agli sfollati interni sia alle comunità ospitanti, così come a rifugiati iracheni. Quest'anno, le équipe di MSF hanno fornito 44.873 visite generali, di cui 8.257 a bambini sotto i cinque anni di età. Sono stati trattati complessivamente 951 pazienti per malattie croniche e sono state effettuate 5.598 consulenze in materia di salute riproduttiva. Il personale ha inoltre assistito una media di 170 parti al mese. 
 
Supporto a distanza alle strutture sanitarie in tutta la Siria
Dal 2011, MSF sostiene un numero crescente di strutture mediche in alcune delle aree più colpite dal conflitto dove non ha accesso diretto. Questo programma è gestito principalmente dai Paesi confinanti e consiste in donazioni di medicinali, materiale medico e articoli di soccorso, formazione a distanza per il personale all'interno della Siria, consulenza medica tecnica e sostegno finanziario per coprire i costi di gestione dei servizi. 
Nel 2016 è stato fornito regolare sostegno a 80 strutture sanitarie in Siria, compresi Aleppo, Dara'a, Hama, Homs, Idlib, Quneitra e i governatorati rurali di Damasco. Queste strutture hanno effettuato oltre 2,2 milioni di visite ambulatoriali, 770.000 consulti di emergenza e 225.000 interventi chirurgici e hanno assistito oltre 29.000 parti. Non tutte queste attività possono essere attribuite esclusivamente ai programmi di MSF: mentre alcune strutture sono sostenute esclusivamente da MSF, molti usufruiscono di altre fonti di assistenza. Un supporto ad hoc, come le donazioni mediche, è stato fornito ad altre 80 strutture mediche in tutto il Paese. 
 

La mappa dei nostri interventi 

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