Durante il corso dell’anno, la violenza crescente nel Sud Sudan ha fatto crescere la necessità di aiuti medici di emergenza.

Cosa facciamo

  • 981.500 visite ambulatoriali
  • 4.700 interventi chirurgici
  • 50.000 pazienti ricoverati in ospedale
  • 2.750 pazienti curati per il kala azar

Dove siamo

Jonglei, Juba, Northern Bahr El Ghazal, Upper Nile, Warrap e Western Equatorial 

 
Durante gli scontri tra il governo e le milizie nello stato di Jonglei ad aprile 2013, il personale e i pazienti dell’ospedale di Pibor sono stati vittime di minacce e intimidazioni e MSF è stata costretta a sospendere le attività.
 
A maggio, l’ospedale è stato saccheggiato e seriamente danneggiato, e i combattimenti nella zona hanno costretto i residenti di Pibor a fuggire nella boscaglia o a nascondersi nelle paludi infestate dalla malaria senza accesso a cibo o acqua pulita.
 
Poiché l’ospedale di MSF era l’unico della contea, 100.000 persone sono state private dell’assistenza sanitaria. Migliaia di persone hanno percorso la distanza di 40 chilometri per recarsi nella piccola clinica di MSF nel villaggio di Gumuruk, dove le équipe hanno condotto oltre 100 visite al giorno per i pazienti affetti da polmonite, malattie respiratorie, malaria, diarrea e malnutrizione.
 
Durante le prime settimane, un’équipe ha allestito un’unità chirurgica a Gumuruk e ha effettuato 49 interventi chirurgici. Per rispondere ai bisogni della popolazione sfollata, una seconda clinica è stata aperta a Dorein, a sud della città di Pibor, e un elicottero è stato usato per gestire cliniche mobili nella boscaglia nella contea di Pibor.
 
Più di 26.500 visite sono state effettuate nella contea di Pibor durante un periodo di sei mesi. L’équipe ha anche effettuato 1.468 visite prenatali e offerto supporto di salute mentale attraverso sedute individuali e di gruppo. 
 
Il 15 dicembre 2013, a Juba sono scoppiati dei combattimenti tra diverse fazioni dell’esercito e la violenza si è diffusa nelle strade. Circa 40.000 persone che temevano per la propria vita hanno cercato rifugio in due compound delle Nazioni Unite, dove MSF ha allestito cliniche ed effettuato 1.890 visite mediche.
 
Un elevato numero di persone è stato curato per diarrea acuta, conseguenza diretta di scarse condizioni igieniche e bassa qualità dell’acqua. MSF ha anche fornito medicinali e materiale medico al Juba Teaching Hospital. 
 
I combattimenti si sono diffusi in vari stati generando sfollamenti, e 70.000 persone, principalmente donne e bambini, hanno lasciato la capitale dello stato di Jonglei, Bor, dirigendosi ad Awerial, nello stato dei Laghi. 

Assistenza ai rifugiati

Nel campo di Yida, nello stato di Unity, MSF ha fornito assistenza sanitaria di base e specialistica, gestito centri nutrizionali e contribuito ad assicurare acqua e misure igieniche adeguate a 70.000 rifugiati sudanesi.
 
Le équipe hanno fornito gli stessi servizi a più di 110.000 rifugiati in quattro campi nella contea di Maban, nello stato dell’Upper Nile. In cooperazione con il Ministero della Salute, il personale di MSF ha vaccinato 132.500 persone contro il colera nei campi e nelle aree circostanti. 
 
A febbraio, le équipe hanno cominciato a fornire ai rifugiati sudanesi del Sud Kordofan assistenza medica di base e specialistica a Pamat, nel nord di Bahr El Ghazal. A ottobre, il personale nello stato
dell’Upper Nile ha offerto assistenza medica e nutrizionale a circa 5.000 rifugiati a Fashoda, e realizzato interventi chirurgici e assistenza post-operatoria nell’ospedale di Malakal. 

Servizi sanitari di base e specialistici

Le équipe di MSF hanno continuato a offrire una gamma completa di servizi a cliniche e ospedali in tutto il paese, incluso chirurgia, assistenza materno-infantile, vaccinazioni, servizi ostetrici di emergenza e trattamento della malnutrizione, kala azar, HIV e tubercolosi (TB). Hanno anche risposto a epidemie di malattie. 
 
Nello stato di Jonglei, più di 71.000 visite ambulatoriali sono state effettuate come parte di un ampia gamma di servizi presso un ospedale a Lankien e una clinica a Yuai. Più a sud, a Bor, 177 pazienti hanno ricevuto cure di emergenza da MSF nell’ospedale del Ministero della Salute quando la violenza è esplosa tra luglio e agosto 2013. 
 
L’ospedale di Nasir, nello stato dell’Upper Nile, ha fornito una gamma completa di servizi di base e specialistici, incluso il trattamento dell’HIV e della TB, e ha curato pazienti inviati dalle contee circostanti e le aree di confine con l’Etiopia. 

A Bentiu, nello stato di Unity, MSF ha trasferito un programma nutrizionale al Ministero della Salute e ha aperto un progetto per fornire cure ai malati di TB e HIV nella città e nell’area circostante. A Leer, sempre nello stato di Unity, MSF ha offerto assistenza sanitaria di base e specialistica.

Sono state realizzate più di 68.000 visite ambulatoriali; 13.394 di esse a pazienti affetti da malaria. MSF ha anche effettuato 336 interventi chirurgici. 

Ad Agok, a 40 chilometri dalla città di Abyei, i servizi sanitari sono forniti ai residenti, agli sfollati interni e ai nomadi . MSF gestisce l’unico ospedale della zona, fornendo servizi completi, incluso cure per l’HIV e la TB.

A settembre, MSF ha costruito un nuovo reparto di maternità per far posto all’alto numero di neonati prematuri o sotto peso. Il personale ha gestito cliniche mobili per assicurarsi che la popolazione delle regioni remote potesse accedere all’assistenza di base e materno-infantile, oltre che al sistema di trasferimenti. 

La presenza di MSF nel Paese:

  • Personale presente alla fine del 2013: 2.854
  • Operiamo nel Paese dal: 1983 

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