|
DNDi Drugs for Neglected Diseases initiative
MSF è dunque intervenuta direttamente per dare impulso alla ricerca sulle malattie tropicali ignorate dallo sviluppo scientifico. Con i proventi del Premio Nobel per la Pace conseguito nel 1999 (assegnato negli stessi giorni in cui è stata lanciata la Campagna per l'Accesso ai farmaci essenziali), ha creato il Fondo per le Malattie trascurate (Neglected Diseases Fund) al fine di contribuire alle spese di progetti pilota, cioè quei progetti MSF giudicati potenzialmente più efficaci per incidere sul problema dell'accesso ai farmaci essenziali. Accanto al Fondo s'è costituito un Gruppo di Lavoro, indipendente e multidisciplinare, composto da ricercatori, da specialisti nello sviluppo di farmaci e da esperti di regolamentazione provenienti dal settore pubblico e da quello privato dei paesi industrializzati e in via di sviluppo, (Drugs for Neglected Diseases DND Working Group). Il Gruppo ha proposto delle soluzioni, ma ha pure chiesto un impegno attivo e un sostegno finanziario dei governi, delle aziende private, delle fondazioni e delle organizzazioni internazionali per compensare le incapacità del mercato di stimolare la produzione di farmaci per le malattie trascurate, in primo luogo la Malattia del Sonno , la Leishmaniosi e il Morbo di Chagas , senza tralasciare le malattie trascurate che godono di una rinnovata attenzione, come la Malaria e la Tubercolosi . Stretti legami sono stati creati con altre istituzioni, in particolare col TDR-Programma Speciale di Ricerca e Formazione sulle Malattie Tropicali presso l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Finalmente nel luglio 2003 è stata costituita a Ginevra una organizzazione no-profit che si occupa di sviluppare nuove medicine per le popolazioni più povere e fuori mercato. La DNDi- Drugs for neglected diseases iniziative, si distingue da tutte le precedenti iniziative di partnership pubblico-private perché persegue l 'obiettivo di svincolare la ricerca medica dalle pure logiche di mercato coinvolgendo il maggior numero possibile di soggetti pubblici e non profit, creando una stretta collaborazione tra i soggetti (università, centri di ricerca, etc) che operano nei Paesi industrializzati e quelli attivi nel Sud del mondo. Un ruolo chiave è quindi attribuito al trasferimento di conoscenze e tecnologie dal Nord al Sud del mondo. I promotori e partner della DNDi sono: l'Istituto Pasteur (Parigi), Medici Senza Frontiere , l'Indian Council of Medical Research , il Ministero della salute della Malesia , il Medical Research Institute del Kenya e la Fondazione pubblica brasiliana Oswaldo Cruz . Il programma dell'Oms per la ricerca e la formazione sulle malattie tropicali (TDR) partecipa alle riunioni del comitato scientifico come osservatore e fornisce consulenze tecniche e scientifiche. In quanto ente non-profit la DNDi sta sviluppando una politica di tutela della proprietà intellettuale ispirata al concetto che i farmaci sono un bene pubblico e devono essere resi disponibili per i pazienti che ne hanno bisogno. Per portare avanti questo lavoro di ricerca e sviluppo la DNDi cerca finanziamenti da parte di alcuni soggetti: Governi regionali e nazionali; Unione Europea; Banca Mondiale; agenzie Onu (Oms, Unicef, etc); Fondazioni specializzate e donatori individuali, oltre ovviamente ai contributi assicurati dai soci fondatori. La strategia di raccolta fondi è comunque sempre ispirata dal principio di indipendenza: nessun finanziatore può pretendere di orientare le priorità della ricerca stabilite dal comitato scientifico A metà 2005 la DNDi annovera 18 progetti di ricerca a differenti stadi di sviluppo, e intanto sono annunciati come disponibili per i pazienti nel 2006 due prodotti antimalarici a dose fissa combinata (FDC), decisamente adattati alle esigenze dei pazienti e delle loro concrete situazioni di vita (cfr. www.dndi.org) |