Niger, luglio 2010
Amina è arrivata al centro nutrizione di Medici Senza Frontiere dopo un’ora di cammino, con suo figlio di sette mesi Youssuf che da qualche giorno rifiuta il latte e ha la diarrea.
Youssuf viene immediatamente visitato. È sottopeso e ha la febbre alta, ma non è in pericolo di vita come molti altri bambini che arrivano ogni giorno al centro. Quattro settimane di trattamento con gli alimenti terapeutici pronti all’uso e starà di nuovo bene.
Amina riceve la razione settimanale di confezioni di cibo terapeutico e si rimette in cammino verso il villaggio. Potrà curare lei stessa Youssuf. Dovrà ritornare al centro la settimana prossima per controllare il peso del piccolo e recuperare la scorta per la settimana successiva.
Nel distretto di Dakoro in Niger, MSF offre cure sanitarie gratuite a bambini, donne incinte e donne in fase di allattamento. Nella regione, nel 2009, MSF ha curato 86.000 bambini affetti da malnutrizione acuta grave ed effettuato in media 10.000 visite mediche al mese.
Burundi, marzo 2010
Mary ha trent’anni, è una delle migliaia di donne che hanno ricevuto assistenza nel centro di MSF a Kabezi.
È stata ricoverata prima di partorire perché gravemente malnutrita. Dopo qualche giorno ha dato alla luce una bambina.
La piccola, che è avvolta in un panno colorato, dorme in grembo alla madre. Appena nata era anemica e sottopeso, ma dopo qualche giorno sta meglio.
Mary è felice perché ha ricevuto l’assistenza necessaria per salvare sua figlia e potersi curare. L’ha chiamata Nduwazeka che, nella lingua locale, vuol dire “Buona Notizia”.
Il Burundi è uno dei paesi con il più alto tasso di mortalità materno-infantile. Medici Senza Frontiere gestisce il centro di Kabezi dove offre cure ostetriche e neonatali gratuite. Nel 2009 gli operatori di Medici Senza Frontiere hanno curato circa 2.300 donne e i loro bambini.
Afghanistan, luglio 2010
Guhl, 14 mesi, è stata ricoverata per grave disidratazione, malnutrizione e infezione.
Sua madre Jamila, 30 anni, è arrivata all’ospedale di MSF con la bambina priva di sensi. Appena ricoverata, le è stata fatta subito una flebo contenente la soluzione di reidratazione. Più tardi, le è stato somministrato del latte fortificato a mezzo di sondino naso-gastrico.
Ora Guhl è cosciente e le sue condizioni sono stabili. Si riprenderà rapidamente.
Medici Senza Frontiere supporta un ospedale a Lashkargah e uno nella parte est di Kabul dove fornisce trattamenti salvavita gratuiti.
MSF si affida esclusivamente a donazioni private per il suo lavoro in Afghanistan e non accetta fondi da alcun governo. Nel 2009 i nostri operatori hanno effettuato 20.000 consultazioni e più di 1.000 parti.
Repubblica Democratica del Congo, ottobre 2009
La guerra ha colpito il villaggio dove viveva la famiglia del piccolo Bahati.
Quando è arrivato alla clinica aveva 12 mesi e il suo peso era appena quello di un bambino di 3 o 4 mesi. Aveva tosse, diarrea, vomito e sintomi febbrili ma, in seguito alle cure, il suo peso è aumentato costantemente.
Bahati era il bambino che piangeva più forte: buon segno. Quando un bambino strilla così forte vuol dire che sta reagendo ai trattamenti.
Ora sta molto meglio. È interessato al cibo, mangia da solo e con appetito… è davvero piacevole guardarlo.
Nella provincia del Nord Kivu la guerra costringe gli abitanti a fuggire dalle proprie case e nascondersi nella foresta. Nella regione Medici Senza Frontiere offre assistenza sanitaria e nutrizionale sia ai profughi che alle comunità locali. Complessivamente in queste aree MSF ha effettuato, in un anno, oltre 177.000 visite mediche.
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