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Haiti, a oltre un mese dall'uragano continua l'emergenza

Medici Senza Frontiere denuncia inefficienze nella gestione dell'emergenza a Gonaives: donne e bambini non ricevono gli aiuti alimentari necessari

13/10/2008

Gonaives / Roma - A cinque settimane dagli uragani che hanno colpito Haiti, i civili nella città di Gonaives continuano a non ricevere i servizi essenziali. Agli inizi di ottobre le famiglie sono state mandate via dalle scuole e dalle chiese dove avevano cercato rifugio dopo le tempeste che avevano distrutto le loro case. Senza alloggi alternativi, MSF stima che circa 10mila persone, su una popolazione totale di 200mila, vivano ora sui tetti, in tende o in baracche di fortuna.

© Gregory Vandendaelen/MSF

Altre famiglie sono stipate in edifici abbandonati, o soggiornano temporaneamente con i loro parenti in condizioni di sovraffollamento che deteriorano le già precarie condizioni igieniche, e rischiano di favorire fenomeni di violenza domestica. In aggiunta a questo, elettricità e acqua corrente devono ancora essere ristabilite.

Anche se non piove da più di dieci giorni, molte strade sono ancora allagate. Il fango arriva ad un metro in alcune parti della città, il che rende estremamente difficile la circolazione. "È come se un ciclone fosse passato qui solo un paio di giorni fa," dichiara Vikki Stienen coordinatore del progetto di MSF a Gonaives. "Il coordinamento degli aiuti è davvero caotico”.

“Di solito nelle catastrofi naturali MSF riduce le attività dopo il primo mese", continua Stienen. "Qui, è il contrario: abbiamo dovuto rafforzare il nostro team e il nostro intervento".

Fino ad ora a Gonaives MSF ha distribuito 3000 kits per le famiglie (che comprendono teli di plastica, sapone, contenitori per trasportare l’acqua) e ne distribuirà altri 2000 a partire da oggi. Inoltre, MSF ha anche in programma di distribuirne altri 5000 per rispondere ai fabbisogni del maggiore numero possibile di persone in città. Infine, MSF produce un milione di litri d’acqua potabile al giorno e ne distribuisce anche la parte più consistente.

© Gregory Vandendaelen/MSF

MSF assiste anche ad un aumento del numero dei casi di bambini malnutriti ammessi nel suo ospedale. MSF ha riaperto l’ospedale di Gonaives soltanto 10 giorni fa e sono già stati ammessi sette bambini gravemente malnutriti. Ci aspettiamo che il numero salga una volta che le persone vengano a sapere della riapertura dell’ospedale. Gli haitiani vivono già in una situazione di crisi alimentare cronica. Gli uragani, che hanno distrutto i raccolti e ucciso un numero significativo di bestiame, hanno acuito la scarsità di cibo rendendo le condizioni di vita ancora più difficili.

Gli aiuti alimentari internazionali che raggiungono la popolazione sono chiaramente insufficienti in termini di quantità, e sono inadeguati per le esigenze nutrizionali dei bambini, e vengono inoltre distribuiti in un modo che non consente a donne sole con bambini di accedervi. Non vi è ancora una strategia chiara per individuare le necessità, né per mettere in campo una corretta risposta nutrizionale.

© Vikki Stienen/MSF

Nonostante la presenza significativa delle organizzazioni internazionali - con abbondanza di esperti e di pubblicazioni che dovrebbero mostrarne l’operato - la popolazione di Gonaives non ne sta ancora traendo vantaggi. La stagione degli uragani terminerà alla fine di novembre. Se altri uragani o pesanti piogge dovessero colpire la regione, gli abitanti di Haiti, ancora una volta, pagheranno un caro prezzo.

MSF chiede alle organizzazioni internazionali, e al governo haitiano, di rivedere immediatamente il modo di gestire l’emergenza, e di dare la priorità agli alloggi e al sostegno nutrizionale per le categorie più vulnerabili colpite dalle inondazioni.

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