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Le operazioni di MSF nell'isola in risposta al terremoto

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Haiti: il supporto psicologico di MSF non si ferma

15/06/2010

Fin dalle prime luci dell’alba, la strada stretta e ripida che porta alla clinica di Medici Senza Frontiere, presso il Petionville Golf Club, è piena di sfollati.
Hanno bisogno di parlare con un medico perché accusano problemi respiratori, febbre e infezioni dovuti alle forti piogge delle scorse notti. Intorno alla struttura sanitaria, le famiglie hanno trovato riparo in tende improvvisate e le donne lavano i vestiti già bagnati. I materassi vengono distesi al sole. Questo scenario mostra chiaramente quanto siano complicate le condizioni di vita all’interno dei campi sfollati di Haiti.

Nella clinica il team di psicologi di MSF ha appena completato la sessione di sostegno psicologico della mattina, durante la quale forniscono informazioni su come reagire allo stress quotidiano e affrontare i traumi. Essi inoltre forniscono ai pazienti degli strumenti per affrontare e comprendere le conseguenze psicologiche derivanti da un evento traumatico, in modo che siano in grado di superarle.

“La maggior parte dei pazienti lamenta sintomi come inappetenza, problemi di memoria, insonnia, palpitazioni cardiache, flashback dell’evento”, racconta la psicologa Djénane Marlhen Jean Charles, membro dello staff medico locale sin dal 2006. MSF fornisce tecniche di rilassamento e sessioni di consulenza per gestire lo stress e ridurre l’ansia. “Questa strategia funziona nell’80 per cento dei casi. Tuttavia, se un paziente presenta sintomi gravi o di natura psichiatrica che richiedono un controllo medico, noi lo mandiamo da uno psichiatra e continuiamo a offrire supporto psicologico”, conclude. Il paziente può essere riferito all’ospedale St. Louis, dove MSF cura i casi psichiatrici.

Il sostegno offerto aiuta le persone che soffrono di paura, tristezza, ansia nonché di preoccupazioni per il futuro. Per molte persone avere delle prospettive è molto difficile: la terra continua a tremare sotto i loro piedi, la casa è in un campo da golf che è diventato un acquitrino per la mancanza di drenaggio delle acque reflue e di un sistema strutturato di latrine.

Tutto questo spinge gli sfollati a chiedere aiuto agli psicologi. Data la mancanza di soluzioni concrete alla loro condizione, essi sperano che questo aiuto psicologico li aiuti ad andare avanti.

 


 

Haiti, a quattro mesi dal terremoto resta lo stato di allerta

21/05/2010

Quattro mesi dopo il terremoto che ha devastato l’isola di Haiti, lo staff di Medici Senza Frontiere continua le proprie attività per rispondere ai bisogni medico-sanitari in continuo mutamento. Attraverso 20 strutture sanitarie e numerose cliniche mobili, MSF continua a fornire servizi sanitari di base gratuiti alla popolazione.

“Più di un milione di persone vive ancora in condizioni deplorevoli, sotto le tende o in ricoveri di fortuna, senza nessuna prospettiva chiara per il futuro”, spiega Stefano Zannini, capo missione di MSF ad Haiti. “Nel frattempo le piogge si sono intensificate e le inondazioni negli accampamenti degli sfollati si susseguono più volte a settimana”.

A partire dal 12 gennaio, MSF ha fornito cure mediche a 137mila pazienti. Nelle strutture sanitarie di base, le patologie oggi più frequenti sono principalmente le infezioni alle vie respiratorie e le malattie legate alla contaminazione dell’acqua, come malaria o la diarrea. Dalla fine di marzo, 71 casi di sospetta febbre tifoide, malattia legata alle scarse condizioni di igiene, sono stati trattati presso l’ospedale Choscal, nel quartiere di Cité Soleil a Port-au-Prince.

In un paese con più del 60% delle strutture sanitarie seriamente danneggiate o completamente distrutte, MSF si impegna anche a rispondere ai bisogni più specialistici, gestendo o supportando ospedali e strutture mediche di secondo livello. “Ci sono feriti a causa del terremoto che hanno bisogno di operazioni di chirurgia ortopedica e di assistenza post operatoria, ma anche pazienti che hanno nuovamente bisogno di cure ordinarie, come i feriti per incidenti domestici o automobilistici”, dichiara John Pratt, medico dell’ospedale di MSF Saint Louis a Port-au-Prince.

Anche la maternità è una priorità: nel solo mese di aprile, MSF ha eseguito 635 parti a rischio, compresi 131 cesarei, presso il centro medico Isaie Jeanty nella capitale. MSF ha inoltre costituito l’unica unità specialistica per la cura degli ustionati gravi presso l’ospedale Saint-Louis. La maggior parte dei pazienti sono bambini che riportano gravi ustioni a causa di incidenti che avvengono negli alloggi temporanei che spesso ospitano famiglie molto numerose.

Gli psicolgi hanno curato circa 69.000 vittime del terremoto nelle strutture di MSF e nei campi sfollati. “Nonostante siano passati 4 mesi dal terremoto, molti haitiani hanno ancora la sensazione che la terra si muova sotto i loro piedi. Molti di loro soffrono di forme psicotiche acute”, dichiara Maryvonne Bargues, psichiatra di MSF. “La popolazione si rende conto che la situazione di disagio non si risolverà in breve tempo e c’è un’atmosfera di depressione collettiva. Ma nonostante questo non si rassegna”.

Con l’arrivo delle piogge e l’avvicinarsi della stagione degli uragani, MSF sta trasferendo progressivamente le sue attività sanitarie dalle tende alle strutture permanenti o semi-permanenti e si sta preparando a rispondere ad un eventuale aumento delle emergenze.

È stato ordinato materiale medico e logistico supplementare che sarà disponibile nelle prossime settimane in modo da poter intervenire in maniera adeguata e in funzione dei bisogni.

 

Le cifre dell'intervento di MSF a Haiti

Staff: 3.324
Sale operatorie: 15
Posti letto: 1.192
Pazienti curati: 136.918
Interventi chirurgici: 7.677
Pazienti curati per traumi post-operatori: 14.664
Pazienti trattati per traumi psicologici: 12.813
Kit di beni di prima necessità distribuiti: 40.547
Tende distribuite: 28.313
Strutture sanitarie allestite: 20
Cliniche mobili: 4
Litri di acqua potabile distribuiti ogni giorno: 714.000
Latrine costruite: 803
Docce costruite: 200

 

 


 

A tre mesi dal sisma le attività di MSF proseguono a pieno ritmo. MSF gestisce 19 strutture sanitarie. Curati 92mila pazienti, 5mila gli interventi chirurgici effettuati

Port-au-Prince - 14/04/2010

Il terremoto che ha colpito Haiti il 12 gennaio scorso ha portato la devastazione ad una popolazione che era già estremamente vulnerabile prima del sisma. Medici Senza Frontiere era presente a Haiti dal 1991 ed è stata quindi in grado di rispondere immediatamente all’emergenza, lavorando in ricoveri temporanei dopo il danneggiamento delle sue strutture ed effettuando cure mediche e interventi chirurgici. MSF ha inoltre trasportato sull’isola centinaia di tonnellate di materiale di soccorso, incluso un ospedale gonfiabile. Tutto il lavoro è stato fatto con l’ausilio del personale haitiano di MSF che ha subito grandi perdite nel terremoto.

A tre mesi dal terremoto MSF continua a lavorare per rispondere ai tanti bisogni sanitari ancora scoperti. In particolare MSF sta concentrando i propri sforzi sulle condizioni di vita dei terremotati e sulle implicazioni che queste hanno sulla loro salute. Nonostante i recenti miglioramenti apportati in campo sanitario, i servizi erogati ad Haiti erano nel complesso limitati ed inaccessibili da prima del sisma che ha ucciso e ferito centinaia di migliaia di persone, lasciandone oltre un milione senza casa.
Il paese ha la più alta percentuale di mortalità materno infantile nell’emisfero occidentale. Gli ospedali pubblici non hanno medicine ed equipaggiamenti per far fronte alla situazione, inoltre le tariffe che in alcuni casi sono applicate alle prestazioni sanitarie, rendono impossibile l’accesso a molte persone.

Il terremoto ha aggravato la situazione riducendo in macerie gran parte delle infrastrutture di Port-au-Prince danneggiando numerosi presidi sanitari, il Ministero della Salute stima che oltre il 60 per cento delle strutture mediche sia stato danneggiato o distrutto. Ampie fasce della popolazione sono state costrette a trasferirsi in campi di fortuna dove cibo, acqua, igiene e cure mediche sono scarse o inesistenti.

All’inizio dell’anno MSF stava lavorando in quattro strutture sanitarie a Port Au Prince fornendo cure di primo e secondo livello, inclusi interventi chirurgici e servizi di ostetricia. Dopo il sisma, MSF si è subito mobilitata portando a 26 il numero di centri di salute attivi nella zona, allestendo ospedali, centri di trattamento per le cure post operatorie e centri di riabilitazione generici. In questo momento MSF gestisce 19 strutture sanitarie che hanno la capacità complessiva di 1200 posti letto e che comprendono 16 sale operatorie in cui sono stati curati 92 mila pazienti ed effettuati circa 5 mila interventi chirurgici.

Nelle prime ore dopo il sisma, la priorità era data agli interventi salvavita trattando fratture complesse e ricorrendo anche alle amputazioni. Erano state quindi adattate a sale operatorie le strutture che non erano collassate dopo il sisma come una scuola, una fabbrica o un ufficio turistico. Venivano anche utilizzate le tende e i container e l’ospedale gonfiabile. I team di MSF si sono inoltre adoperati nella distribuzione di acqua potabile e di materiale di soccorso per i senza tetto, come utensili per la cucina e teli di plastica per allestire ricoveri di fortuna.

 

Dati e risultati dell’intervento di MSF a Haiti

Aggiornamento del 12 aprile

Staff 3.228
Sale operatorie 16
Posti letto 1.237
Pazienti curati 92.486
Interventi chirurgici 4.961
Pazienti curati per traumi post-operatori 10.829
Pazienti trattati per traumi psicologici 40.246
Kit di beni di prima necessità distribuiti 33.281
Tende distribuite 21.937
Strutture sanitarie allestite 19
Ambulanze 3
Litri di acqua potabile distribuiti ogni giorno 870.000
Latrine costruite 450
Docce costruite 101

 


 

Ad oltre due mesi dal terremoto che il 12 gennaio scorso ha colpito Haiti, le esigenze mediche restano immense e le condizioni di vita estremamente precarie.

Port-Au-Prince - 22 marzo

Superata la prima fase di emergenza in cui si lavorava per effettuare cure mediche salvavita, oggi la situazione rimane critica poiché migliaia di persone hanno bisogno di cure post-operatorie, di assistenza riabilitativa e di fisioterapia, oltre che di consulenza psicologica.

Le condizioni di vita estremamente difficili mettono a dura prova la resistenza degli sfollati che vivono nei campi o nelle tende in città e nelle aree circostanti. La stagione delle piogge è cominciata, amplificando così le già difficili condizioni di vita dei molti che ancora non hanno un adeguato accesso ai servizi igienico-sanitari e aumentando la probabilità di contrarre la malaria. Inoltre i campi profughi sono risultati essere anche insicuri a causa degli scarsi impianti di illuminazione e della cattiva gestione della sicurezza.

Poiché è cruciale che i pazienti siano curati fino alla fine del trattamento medico, MSF ha aumentato la sua capacità di fornire cure post operatorie, comprese chirurgia plastica, ustioni, riabilitazioni e assistenza psicologica. MSF sta inoltre lavorando per fornire cure primarie, con servizi ambulatoriali in diverse zone della città e con cure di secondo livello come l’ostetricia, trattamenti intensivi per bambini malnutriti e assistenza ospedaliera pediatrica e per adulti.

MSF sta inoltre realizzando attività non strettamente mediche come la distribuzione di acqua, la costruzione di latrine, la distribuzione di tende e utensili per cucinare. Le equipe di MSF continuano a seguire costantemente l’evolversi della situazione nei campi per informare le autorità di eventuali bisogni rimasti scoperti e spingerle a prendere provvedimenti.

 

Dati e risultati dell’intervento di MSF a Haiti

Aggiornamento del 10 marzo

Vittime curate: 54789
Interventi chirurgici: 3781
Sale operatorie: 16
Posti letto: 1340
Staff internazionale di MSF presente sul terreno: 348
Staff locale di MSF: 3060
Aree d'intervento: 26 + 4 siti con cliniche mobili

 


 

Haiti, a un mese dal terremoto la situazione rimane difficile - MSF fino ad oggi ha curato più di 18mila pazienti e ha realizzato più di 2000 interventi chirurgici e inviato 1400 tonnellate di materiale sull’isola

Port-au-Prince - 12 febbraio - ore 16

A un mese dal devastante terremoto che ha colpito Haiti è ancora difficile dare stime precise: più di 200mila morti, circa 300mila feriti e centinaia di migliaia di senza tetto. Fin dal primo giorno le equipe di Medici Senza Frontiere (MSF) hanno fornito assistenza medica e cure salvavita. In questo momento il lavoro è su due fronti: le cure post-operatorie e il miglioramento delle condizioni di vita dei civili.

Il 12 gennaio le strutture di MSF a Port au Prince non hanno resistito alla scossa principale che ha colpito Haiti. Per i giorni successivi infatti MSF ha perso le tracce di molti dei suoi operatori locali, per poi scoprire che sette di loro sono deceduti. A pochi minuti dalla catastrofe i feriti gravi hanno cominciato ad arrivare nelle strutture di MSF a Cité Soleil, Martissant, Trinité e Carrefour. Per il grande afflusso dei feriti è stato necessario lavorare anche di notte, utilizzando i generatori e le luci degli automezzi.

Solo la mattina successiva si è davvero capita la portata del disastro ed è stato chiaro che il numero dei feriti era sproporzionato rispetto alla capacità di risposta medica del paese. I bisogni medico-chirurgici erano immensi. Le equipe di MSF curavano più persone che potevano, effettuando operazioni ovunque fosse possibile, persino in strada, sotto strutture provvisorie e sotto teli di plastica, e al contempo cercavano di individuare nuovi siti in cui allestire altre sale operatorie. Molti operatori locali di MSF lavoravano duramente nonostante avessero perso la casa e in alcuni casi anche i familiari e gli amici.

Oggi MSF sta lavorando in più di 20 luoghi nell’area di Port au Prince e anche nei dintorni, nelle città di Leogane e Jacmel, e ha allestito 10 sale operatorie per interventi chirurgici più complessi e altre 5 sale operatorie per interventi di minore entità. Dal 12 gennaio MSF ha curato più di 18mila pazienti e ha realizzato più di 2000 interventi chirurgici. MSF attualmente lavora con oltre 1800 operatori in totale, di cui 1450 locali. Circa 1400 tonnellate di attrezzature mediche e altro materiale sono state inviate nel paese, anche attraverso il territorio della Repubblica Dominicana e altre 350 tonnellate di aiuti arriveranno nelle prossime settimane.

MSF continua ad operare le persone ferite durante il terremoto, alcuni dei casi più gravi necessitano di più interventi, ma dopo la prima fase di emergenza in cui si operava 24 ore su 24 per effettuare interventi salva-vita, le priorità mediche ora sono le cure post-operatorie e il ripristino dell’assistenza sanitaria di base e quella per i casi cronici. MSF ha già aperto quattro siti specializzati in cure post-operatorie: a Delmas 30, a Lycee nell’area di Champ de Mars, nell’ex-asilo Mickey e a Promesse. Un’altra clinica per 150 pazienti sarà a breve aperta a Sarthe.

MSF aumenterà nelle prossime settimane i posti-letto disponibili per poter prendere in cura il maggior numero di pazienti possibile, compresi coloro i quali sono stati operati in altre strutture che però non sono in grado di fornire cure post-operatorie. Il problema oggi è che stanno partendo alcune equipe mediche intervenute a Haiti nella prima fase dell’emergenza, lasciando così scoperti alcuni bisogni sanitari. Inoltre MSF sta lavorando a progetti di salute mentale in vari siti. Il supporto psicologico è estremamente importante soprattutto per persone che hanno subito ferite gravi, specialmente amputazioni. MSF ha iniziato a svolgere supporto psicologico anche attraverso l’utilizzo di cliniche mobili che possono raggiungere i pazienti nei campi sfollati.

Oggi, a quattro settimane dal sisma, e con l’avvicinarsi della stagione delle piogge c’è molta preoccupazione a Haiti per le condizioni in cui si è costretti a vivere. Molte persone non hanno ancora ricevuto tende e kit igienici, molte altre non hanno avuto ancora accesso all’acqua pulita e mancano strutture igienico-sanitarie.

“È difficile credere che a un mese dal sisma un numero così elevato di persone vivano sotto i teli in mezzo alla strada”, dice Christophe Fournier, Presidente internazionale di Medici Senza Frontiere, che è stato a Haiti nei giorni scorsi. “MSF ha distribuito tende, kit igienico-sanitari e il necessario per cucinare, ma soprattutto si sta dedicando all’assistenza medico-sanitaria. Ci chiediamo come ci possa essere una distanza così grande tra le promesse di massicci finanziamenti nel paese e la lentezza nella distribuzione degli aiuti. MSF è preoccupata che con l’arrivo della stagione delle piogge ci potranno essere nuove emergenze mediche, considerando che le persone vivono senza ripari e vengono da noi con infezioni respiratorie e diarrea”.

 


 

Le attività di MSF a Port-au-Prince e a Leogane - Incremento delle cliniche mobili e dell'assistenza psicologica

Port-au-Prince - 5 febbraio - ore 13.15

Le attività mediche di MSF a Haiti si stanno orientando tendenzialmente verso un quadro di “normalità”, fronteggiando cioè anche malattie e condizioni sanitarie tipiche della popolazione.
Prima del terremoto le strutture sanitarie di MSF erano sempre piene, come conseguenza della precarietà del sistema sanitario del paese. Dal momento che è stata interrotta l’assistenza medica di base, vi è un costante afflusso di pazienti di ogni tipo, che va in parallelo all’assistenza per i feriti vittime del terremoto.

Nell’ospedale di Martissant, a Port-au-Prince, ci sono sempre più bambini con problemi come la diarrea o infezioni respiratorie. Nella città di Leogane, grazie all’incremento delle cliniche mobili di MSF, ora si curano 350 pazienti al giorno, per molti di essi si tratta per lo più di visite ordinarie. Nell’ospedale di Chancerelle, a Port au Prince, si registra un forte incremento dei casi di ostetricia e di assistenza a puerpere. L’equipe di MSF ha trasformato un piccolo magazzino in un reparto maternità, incrementando il numero dei letti da 18 a 40. Vi nascono una media di 12 bambini al giorno. Una delle ragioni è che più persone in città sono consapevoli che si tratta di un centro specialistico che lavora a pieno ritmo.

Il trauma psicologico è certamente la condizione di salute post-terremoto che MSF registra continuamente durante le visite. Circa il 20% dei pazienti visitati nel corso delle attività realizzate con le cliniche mobili a Leogane e Port au Prince, presenta problemi di salute mentale. I sintomi classici sono ansia, disperazione, interruzione del sonno e persino attacchi di collera. A seconda delle persone coinvolte, ci possono essere maggiori o minori sintomi fisici che derivano dalla repressione di questi stati emotivi. A Haiti persiste un certo stigma associato alle condizioni psicologiche, per questa ragione agli psicologi e psichiatri di MSF vengono evidenziati come problemi fisici solo il mal di testa e la mancanza di appetito.

La prima attività di assistenza psicologica è stata realizzata con le persone che hanno subito amputazioni. La priorità a Haiti resta l’assistenza post-operatoria, a causa della carenza di letti per la lunga degenza dei pazienti. MSF ha trasferito i primi 20 pazienti dall’ospedale gonfiabile di St. Louis al campo vicino a Delmas 30. L’ospedale Bicentenaire ora dispone di 60 posti-letto. In questo momento si sta realizzando anche un reparto speciale per il trattamento dei pazienti con tetano per fornire assistenza intensiva a chi è colpito da questa pericolosa infezione.

Restano particolarmente difficili le condizioni di vita delle persone che hanno perso la propria casa e ora si trovano in rifugi provvisori all’interno di campi: la fornitura d’acqua e gli impianti igienici sono la priorità. MSF ha realizzato un intervento per rifornire le 7mila persone che vivono nel campo vicino all’ospedale di St. Louis. Un’altra equipe di MSF ha identificato tra 20 e 30 siti in città che hanno bisogno di essere riforniti di acqua e latrine. MSF sta aumentando l’accesso all’acqua e agli impianti igienico-sanitari per un totale di circa 40mila person,e a Port-au-Prince e Leogane. Infine, si sta provvedendo alla distribuzione di aiuti come coperte e contenitori.

 


 

Nel "Nuovo ospedale Carrefour” 40 interventi chirurgici in una sola giornata - MSF è attiva anche nella fornitura d'acqua

Port-au-Prince - 28 gennaio - ore 14.15

Le attività di Medici Senza Frontiere in favore delle vittime del terremoto aumentano ogni giorno. I bisogni cambiano, ma i servizi medici negli ospedali e nelle cliniche restano la priorità. Lo dimostra il lavoro delle equipe di MSF a Port au Prince che lavorano in diversi punti della città. Nel "Nuovo Ospedale Carrefour” ieri i nostri chirurghi hanno realizzato 40 interventi. Lavorano in due strutture scolastiche risparmiate dal terremoto, perché il vicino ospedale è stato reso inagibile dalle scosse. Nel quartiere di Carrefour Feuille, un team composto da due infermieri, un medico e un’ostetrica lavorano in una clinica-tenda in una zona in cui si concentrano a vivere temporalmente 9mila persone. A chiedere assistenza medica giungono persone con ferite, ma anche molte altre con febbre e diarrea.

MSF continua a creare nuove strutture per fornire assistenza medica alla popolazione, sia a Port au Prince che nei dintorni. Nell’area di Delmas 30 è stato realizzato un “villaggio” con tende per il ricovero post-operatorio dei pazienti, dove verranno portati quelli provenienti dagli ospedali di MSF. E’ proprio questo uno dei bisogni primari ad Haiti al momento, come spiega Brigg Reilley, epidemiologo di MSF ad Haiti: “I casi più gravi hanno continuo bisogno di assistenza, fasciature e costante pulizia delle ferite, tutte parti fondamentali del processo post-operatorio. Si avrà presto bisogno di protesi e innesti epidermici. Non solo nei prossimi giorni settimane, ma anche nei prossimi mesi e oltre. Anche quando l’attenzione dei media finirà, ci saranno molti pazienti che avranno grandi necessità ortopediche come conseguenza del terremoto”.

Simili forniture sono disponibili oggi in ciò che è stata la scuola materna "Mickey", che ha 60 letti, ma la cui capienza può essere estesa fino a 180, e a Bicentenaire che ha altri 30 posti letto. Nella scuola superiore nella zona di Champs Mars, è stata aperta una clinica che presto potrà ospitare altri pazienti. Fuori da Port au Prince, nella città di Jacmel, colpita gravemente dal terremoto, MSF lavora nel locale ospedale per fornire assistenza all’interno della struttura e anche nelle tende poste fuori di essa.

Un altro ambito di lavoro che si sta sviluppando è quello della fornitura di acqua. MSF ora dispone a Haiti del materiale e degli specialisti per assistere alcune delle comunità nelle aree dove abbiamo servizi medici. A Grace Village è stata attivata una nuova clinica e MSF ha il compito di fornire acqua a 15mila persone nell’area. Vicino all’ospedale di Chancerelle, MSF utilizza borse d’acqua per rifornire le persone accampate all’aperto. Un simile progetto è in corso alla scuola materna Mickey.

 


 

308 interventi chirurgici effettuati da MSF in otto giorni nel solo ospedale di Carrefour a Port-au-Prince – Cresce il bisogno di cure post operatorie

Port-au-Prince - 27 gennaio 2010 - ore 17

Le attività di Medici Senza Frontiere a Haiti continuano a essere rivolte alle cure di urgenza per le vittime del terremoto, in particolare gli sforzi maggiori si concentrano sulle operazioni chirurgiche e sulle cure post operatorie.

Ma come ricorda Rosa Crestani, coordinatrice medica delle emergenze per MSF, "c’è una seconda fase in corso, in cui le operazioni chirurgiche sono ancora centrali. Finora abbiamo fatto molti interventi salva-vita, ora dobbiamo fare interventi conservativi a tutela del paziente. Ciò significa operare persone con lesioni che possono infettarsi e che rischiano di compromettere tutto l’arto in pochi giorni e necessitano di un secondo intrevento. Per far fronte alla crescente domanda di interventi, stiamo aprendo una terza sala operatoria a Choscal. MSF ha inoltre allestito un sistema di cliniche mobili per cercare le persone che hanno bisogno di cure urgenti e che non hanno ricevuto alcun tipo di soccorso".

MSF sta anche lavorando per rispondere alle conseguenze del terremoto sul piano psicologico. L’impatto mentale del disastro è sempre più ricorrente tra i sintomi che i pazienti provenienti dalle cliniche di MSF presentano. In una clinica a Leogane, circa la metà delle persone in cura era affetta da traumi mentali. In prossimità dell’ospedale di MSF a Carrefour, dove il personale medico stava lavorando in cliniche per la gente della zona, i team hanno iniziato a fornire alimentazione supplementare per alcuni dei bambini ricoverati.

Dai dati provenienti dall’ospedale di Carrefour per gli ultimi 8 giorni, risulta che il personale ha effettuato 208 interventi di chirurgia complessi e 100 più semplici, ha curato 2.400 lesioni e preso in carico 446 pazienti in questo periodo. A causa delle scosse di assestamento dei giorni scorsi, i raparti di questo ospedale erano diventati troppo pericolosi, pertanto tutti i pazienti sono stati trasferiti in un nuovo ospedale lì vicino in quello che era un edificio scolastico.

Allo stesso tempo gli sforzi di MSF per raggiungere nuovi pazienti in altre aree stanno continuando. Il team che ha di recente allestito l'ospedale gonfiabile a Port-au-Prince sta ora lavorando a un piano per creare un avamposto medico in un’altra zona della città. I reparti di questa struttura saranno di tela anche per la paura dei pazienti di risiedere in edifici in muratura. Questa struttura fornirà assistenza infermieristica e trattamenti di fisioterapia e supporto psicologico a 100 pazienti che hanno subito interventi chirurgici.

 


 

MSF chiede di riferire nei propri ospedali i pazienti colpiti da sindrome da schiacciamento che necessitano di dialisi – oltre 6mila i feriti curati ad oggi – quasi mille gli interventi chirurgici effettuati

Port-au-Prince - 26 gennaio 2010 - ore 14:30

Gli sforzi delle équipe di Medici Senza Frontiere sono rivolti in queste ore da un lato ad effettuare operazioni chirurgiche, dall’altro a far fronte al crescente fabbisogno di cure post-operatorie. A Port au Prince, l'ospedale Choscal nella zona della baraccopoli di Cite Soleil, è in funzione 24 ore su 24 con una media di 20-25 operazioni al giorno. Nella città di Leogane, nell'ospedale locale dove MSF ha recentemente cominciato a fare interventi chirurgici, 30 pazienti sono già stati operati e altri 40 sono in lista di attesa.

Nella zona di Martissant, sempre a Port au Prince, la sala operatoria è stata attivata da MSF subito dopo il terremoto, al momento ci sono 20 persone con fratture scomposte in attesa di essere operate. A causa delle tante operazioni effettuate, molti pazienti necessitano di cure post operatorie, quindi aumenta costantemente la domanda di posti letto. MSF ha appena individuato un nuovo edificio, un ex asilo nido nel centro di Port au Prince, che può essere utilizzato per accogliere altri pazienti. Nel frattempo un'altra struttura nella città di Bicentenaire è stata aperta per il trattamento dei casi che necessitano di cure post-operatorie. Un altro edificio scolastico nei pressi dell’ospedale di Carrefour, anch’esso danneggiato dal sisma, è stato utilizzato per trasferire i pazienti dalla struttura sanitaria deteriorata.

Da ieri è inoltre pienamente funzionante l’ospedale gonfiabile di MSF, montato in quello che era un campo da calcio in un quartiere della capitale. Le équipe mediche hanno iniziato a eseguire interventi chirurgici anche qui, i posti letto allestiti nelle tende sono 180 in questa zona. I pazienti sono molto scioccati per i crolli degli edifici causati dal sisma, per questa ragione molti preferiscono dormire in tenda piuttosto che negli edifici rimasti in piedi. Le tende montate da MSF sono un’ottima risposta a questa esigenza dei pazienti.

"I pazienti si sentono più sicuri qui", dichiara Veronica Chesa, infermiera in quello che ora è chiamato l'Ospedale di Saint-Louis,"“hanno meno difficoltà a prendere sonno ed è calata la richiesta di tranquillanti".

L'impatto psicologico del terremoto rappresenta una sfida importante per MSF che ha inviato personale specializzato. Attualmente ci sono 18 tra psichiatri e psicologi che forniscono supporto sia ai pazienti che al personale medico che ha lavorato durante il disastro. "Innanzitutto forniamo informazioni psicologiche di base, per poi spiegare che non si sta diventando matti anche se il livello di stress è molto alto" dice German Casas, psichiatra di MSF. Il suo messaggio fondamentale è che "è normale essere ansiosi, è normale essere spaventati e avere paura ti protegge".

Al di fuori della città, nel centro di Grand Goave, la distribuzione di beni essenziali, come sapone, secchi e coperte è stata già avviata. Oltre 1.300 famiglie hanno ricevuto questi kit negli ultimi due giorni, mentre a Jacmel, lo stesso numero di equipaggiamenti sarà distribuito entro oggi. Nelle prossime ore circa 1.200 kit saranno distribuiti nella città di Leogane.

Sempre a Port-au-Prince, le équipe di nefrologi continuano a effettuare dialisi per coloro che sono affetti da sindrome da schiacciamento. I medici di MSF hanno completato oltre 50 cure nei giorni scorsi. Stefaan Maddens, nefrologo di MSF sottolinea la necessità di favorire l’accesso alle cure in tutta la città: "La cosa più importante è comunicare a tutti i chirurghi e medici che stanno lavorando qui a Port-au-Prince che esiste la possibilità di trattare l'insufficienza renale. Abbiamo sette macchine e questo significa che possiamo trattare molti pazienti al giorno e per la maggior parte di loro si tratta di un trattamento che può salvare la vita", conclude Maddens.
 

 


 

Aumenta il numero di pazienti con infezioni o complicazioni causate da personale non esperto

Port-au-Prince - 25 gennaio 2010 - ore 15:30

Le attività mediche d’urgenza delle equipe di MSF a Haiti stanno iniziando a concentrarsi anche sui prossimi livelli di bisogno delle persone. In alcune zone di Port au Prince, le equipe di MSF visitano un numero crescente di persone che giungono all’ospedale con infezioni o complicazioni causate da tentativi di cura di base o amatoriali effettuati nei primi giorni dopo il disastro. Tuttavia, la pressione generale sui servizi di assistenza medica non sta calando. La gestione del crescente numero di pazienti bisognosi di cure post-operatorie continua a rappresentare una sfida, così come la necessità di ripristinare le cure mediche per le persone che presentano condizioni croniche e la gestione dei bisogni dei cittadini in termini di cure di base e assistenza materno-infantile.

Allo stesso tempo, le equipe di MSF continuano a gestire un numero significativo di pazienti che hanno bisogno di interventi chirurgici. Nell’ospedale di Chancerelle a Port-au-Prince, anche la seconda sala operatoria sta venendo ripristinata e allestita per essere nuovamente operativa. Nell’ospedale di Choscal nello slum di Cité Soleil, i chirurghi di MSF hanno lavorato per urgenze ostetriche e anche per alcune ferite da machete e colpi di pistola. Nella città di Les Cayes, MSF ha iniziato a supportare l’ospedale locale e a effettuare interventi chirurgici per 150 feriti gravi che erano stati trasferiti lì con mezzi di fortuna dalla capitale. E l’ospedale gonfiabile di MSF a Port au Prince è pronto per iniziare le attività oggi: 100 pazienti dall’ospedale di Pacot e 80 dall’ospedale di Trinité sono stati portati nelle 6 tende gonfiabili. In un ospedale di MSF adiacente all’ospedale di Carrefour, sono state operate altre 40 persone, 60 sono state ricoverate e sono state effettuate 350 consultazioni.

Le conseguenze psicologiche della catastrofe stanno diventando sempre più chiare. MSF ha un’esperienza significativa nel lavoro di salute mentale nelle zone colpite da disastri e ha una serie di specialisti a Haiti che hanno lavorato coi pazienti negli ospedali e con il personale di MSF che era presente al momento del terremoto e ha subito un trauma per i terribili eventi.

Un altro bisogno che sta emergendo riguarda generi di prima necessità per aiutare le persone che hanno perduto la loro casa e i propri beni. MSF ha avviato una distribuzione di generi di prima necessità (coperte, utensili per cucinare…) nella città di Jacmel. Le equipe estenderanno queste distribuzioni in altre località, e altri generi di prima necessità stanno giungendo via nave a Port au Prince. Il quantitativo totale di beni di prima necessità che verranno trasportati a Haiti da MSF (via aereo, terra e mare) è di circa 20mila kit di generi di prima necessità nelle prossime settimane.

 


 

900 interventi chirurgici effettuati da MSF- Aumentano i bisogni di assistenza post operatoria - Cliniche mobili di MSF nelle zone non raggiunte dagli aiuti

Port au Prince - 22 gennaio 2010 - ore 12.30

I team di MSF a Port-au-Prince e nei suoi sobborghi sono sempre impegnati nell’assistere i numerosi feriti causati dal terremoto di nove giorni fa. In queste ore gli sforzi si stanno concentrando sulle 10 sale operatorie che MSF gestisce nella capitale. Ma ci sono nuovi bisogni che comportano nuovi sforzi come l’utilizzo di cliniche mobili per raggiungere il maggior numero di feriti. Un’altra esigenza è la fornitura di acqua e l'assistenza post operatoria per i degenti.

Con più di 900 pazienti operati nelle strutture gestite da MSF e un numero crescente di pazienti con insufficienza renale in dialisi, aumenta l’esigenza di avere specialisti sul terreno anche per l’assistenza medica di lungo periodo come la fisioterapia e il sostegno psicologico. Allo stesso tempo sta aumentando la capacità di risposta chirurgica generale fornita da altre organizzazioni mediche, inclusi i militari, che stanno intensificando il loro lavoro, aumenta così il numero dei ricoverati che necessitano di cure post operatorie. Per questa ragione MSF sta inviando sul terreno unità di terapia post operatoria.

"Quando hai così tante persone con ferite così profonde, con fratture scomposte e complicazioni varie, è necessario operare il più velocemente possibilie", spiega Xavier Lassalle, uno degli specialisti di MSF. "Ma per provvedere alle esigenze cliniche di questi pazienti ci vorranno dei mesi, e di solito in casi come questi, molte equipe di emergenza intervenute per il sisma, resteranno solo poche settimane. Le ferite infette dovranno essere pulite e sarà necessario lavorare sulla chirurgia ortopedica e ricostruttiva. Tutto questo comporta una fornitura di cure post-operatorie per diverse settimane".

Gli sforzi dei team di MSF sono inoltre rivolti ad assicurare spazi adeguati e sicuri per la fornitura di cure, considerando anche che lo sciame sismico non è cessato, come dimostra la scossa di assestamento di ieri. Nell’ospedale di Carrefour, che è stato un centro fondamentale per la chirurgia generale nell’isola, le equipe di MSF sono impegnate ad allestire nuovi spazi per la ricezione dei pazienti in una scuola vicina, perché l'edificio principale dell’ospedale non è del tutto sicuro. Sono state anche montate delle tende per ospitare i pazienti nella stessa area. Nel frattempo i tecnici specializzati stanno verificando la stabilità degli edifici a Choscal e a Pacot dopo la forte scossa di ieri. L'ospedale Choscal è ancora sicuro anche se i pazienti preferiscono rimanere fuori in tenda. L'edificio di Pacot è invece a rischio di collasso, per questa ragione il team sta organizzando il trasferimento dei pazienti in un altro sito. Intanto MSF sta terminando l’allestimento dell'ospedale da campo che contiene 100 posti letto e il personale si sta preparando per il trasferimento dei pazienti e dei macchinari in questa struttura.

Per la prima volta in questa emergenza, MSF ha iniziato a utilizzare le cliniche mobili in alcune aree della città come Carrefour Feulle e Delmas, per verificare se ci siano feriti che non abbiano ricevuto alcun tipo di assistenza. Allo stesso tempo MSF sta lavorando per fornire l'acqua potabile a 7.000 terremotati. Al di fuori della città, le equipe di MSF lavorano in aree in cui l'assistenza medica è carente. Ad esempio presso Leogane MSF sta effettuando interventi chirurgici e consultazioni generali, mentre le cliniche mobili hanno individuato 20 persone che necessitano di interventi di chirurgia nelle zone di Grand Goave e di Duforf.

 


 

I chirurghi di MSF effettuano 130 interventi chirurgici al giorno – Dieci sale operatorie di MSF in funzione giorno e notte nelle città di Port-au-Prince, Leogane e Jacmel – Avviato programma di supporto psicologico per i pazienti che hanno subito amputazioni degli arti e per le loro famiglie

Port-au-Prince - 21 gennaio 2010 - ore 10:30

Le equipe di MSF hanno continuato a occuparsi delle lunghe code di pazienti in attesa di cure e interventi chirurgici, anche mentre Port-au-Prince veniva colpita nuovamente da una forte scossa di assestamento mercoledì mattina (ora locale). Nell’ospedale di Choscal nello slum di Cité Soleil a Port-au-Prince, dove due sale operatorie sono operative ventiquattro ore su ventiquattro da diversi giorni per gestire i feriti più gravi, i pazienti si sono talmente spaventati per la scossa di assestamento che le nostre equipe hanno dovuto evacuarli e ricoverarli in strutture-tenda all’esterno. Le sale operatorie hanno continuato a funzionare con quattro equipe chirurgiche che si danno il cambio giorno e notte.
All’ospedale di Carrefour, sempre a Port-au-Prince, le equipe di MSF hanno avviato un programma di supporto psicologico per i pazienti che hanno subito amputazioni degli arti e per le loro famiglie. Una diversa forma di terapia intensiva post-operatoria è allo studio, mentre è iniziata l’attività di fisioterapia per i pazienti con ustioni in un altro ospedale. Continuano le dialisi per le vittime della sindrome da schiacciamento nel più grande Hopital Général. Sei pazienti sono stati curati con la dialisi e MSF sta identificano altri pazienti con ferite causate da schiacciamento che hanno bisogno di cure intensive.
Tutte le sale operatorie funzionano giorno e notte, mentre i logisti stanno lavorando senza sosta per allestirne di nuove o riparare quelle danneggiate. Le equipe chirurgiche di MSF stanno effettuando una media di 130 interventi chirurgici al giorno negli ultimi giorni e questo continua ad aumentare mentre nuove equipe chirurgiche iniziano a lavorare. Ci sono adesso 10 sale operatorie in funzione, 7 negli ospedali di Port-au-Prince (Choscal, Trinité, Carrefour e Chancerelle) e 3 nelle città a ovest della capitale (Leogane e Jacmel). Inoltre, interventi chirurgici minori come la pulizia e la rimozione dei tessuti morti dalle ferite vengono svolti in piccole sale operatorie negli ospedali di Trinité e Pacot.
La capacità di MSF continuerà ad aumentare nei prossimi giorni, mentre vengono allestite nuove sale operatorie a Port-au-Prince e nella parte occidentale dell’isola (Leogane e Grand-Goave). L’ospedale gonfiabile con due sale operatorie e 100 posti letto è in allestimento in un campo a Port-au-Prince. Dovrebbe essere funzionante per venerdì mattina.

 


 

 

I chirurghi di MSF effettuano 130 interventi chirurgici al giorno – Dieci sale operatorie di MSF in funzione giorno e notte nelle città di Port-au-Prince, Leogane e Jacmel – Avviato programma di supporto psicologico per i pazienti che hanno subito amputazioni degli arti e per le loro famiglie

Port-au-Prince - 21 gennaio 2010 - ore 10:30

Le equipe di MSF hanno continuato a occuparsi delle lunghe code di pazienti in attesa di cure e interventi chirurgici, anche mentre Port-au-Prince veniva colpita nuovamente da una forte scossa di assestamento mercoledì mattina (ora locale). Nell’ospedale di Choscal nello slum di Cité Soleil a Port-au-Prince, dove due sale operatorie sono operative ventiquattro ore su ventiquattro da diversi giorni per gestire i feriti più gravi, i pazienti si sono talmente spaventati per la scossa di assestamento che le nostre equipe hanno dovuto evacuarli e ricoverarli in strutture-tenda all’esterno. Le sale operatorie hanno continuato a funzionare con quattro equipe chirurgiche che si danno il cambio giorno e notte.

All’ospedale di Carrefour, sempre a Port-au-Prince, le equipe di MSF hanno avviato un programma di supporto psicologico per i pazienti che hanno subito amputazioni degli arti e per le loro famiglie. Una diversa forma di terapia intensiva post-operatoria è allo studio, mentre è iniziata l’attività di fisioterapia per i pazienti con ustioni in un altro ospedale. Continuano le dialisi per le vittime della sindrome da schiacciamento nel più grande Hopital Général. Sei pazienti sono stati curati con la dialisi e MSF sta identificano altri pazienti con ferite causate da schiacciamento che hanno bisogno di cure intensive.

Tutte le sale operatorie funzionano giorno e notte, mentre i logisti stanno lavorando senza sosta per allestirne di nuove o riparare quelle danneggiate. Le equipe chirurgiche di MSF stanno effettuando una media di 130 interventi chirurgici al giorno negli ultimi giorni e questo continua ad aumentare mentre nuove equipe chirurgiche iniziano a lavorare. Ci sono adesso 10 sale operatorie in funzione, 7 negli ospedali di Port-au-Prince (Choscal, Trinité, Carrefour e Chancerelle) e 3 nelle città a ovest della capitale (Leogane e Jacmel). Inoltre, interventi chirurgici minori come la pulizia e la rimozione dei tessuti morti dalle ferite vengono svolti in piccole sale operatorie negli ospedali di Trinité e Pacot.

La capacità di MSF continuerà ad aumentare nei prossimi giorni, mentre vengono allestite nuove sale operatorie a Port-au-Prince e nella parte occidentale dell’isola (Leogane e Grand-Goave). L’ospedale gonfiabile con due sale operatorie e 100 posti letto è in allestimento in un campo a Port-au-Prince. Dovrebbe essere funzionante per venerdì mattina.

 


 

Haiti, negato ancora l’atterraggio agli aerei cargo di Medici Senza Frontiere con kit medici salvavita

Port-au-Prince - 20 gennaio 2010 - ore 11

A un aereo-cargo di Medici Senza Frontiere (MSF) con 12 tonnellate di equipaggiamenti medici, tra cui farmaci, kit chirurgici e due apparecchiature per la dialisi, è stato negato per ben tre volte il permesso di atterrare all’aeroporto di Port-au-Prince da domenica notte nonostante le ripetute garanzie. Il contenuto di questo cargo di 12 tonnellate costituiva la seconda tranche del precedente cargo di 40 tonnellate a cui era stato impedito di atterrare domenica mattina. Dal 14 gennaio, cinque voli umanitari di MSF sono stati dirottati dall’aeroporto di Port-au-Prince verso la Repubblica Dominicana. Questi aerei cargo trasportavano 85 tonnellate di materiale medico e beni di prima necessità.

Cinque nostri pazienti sono morti nell’ospedale che abbiamo allestito a Martissant per la mancanza del materiale medico-chirurgo che era contenuto nel cargo a cui è stato impedito di atterrare”, dichiara Loris de Filippi, coordinatore di MSF per l’emergenza a Haiti. “Non ho mai visto nulla di simile. Ogni volta che esco dalla sala operatoria vedo decine di feriti chiedere disperatamente di essere operati. Oggi ci sono 12 persone che hanno bisogno di interventi chirurgici di amputazione salvavita nell’ospedale di Choscal (nella bidonville di Cité Soleil, Port-au-Prince). Abbiamo terminato alcune apparecchiature chirurgiche necessarie per le amputazioni e siamo stati costretti a comprare una sega al mercato per continuare le amputazioni. Ce la stiamo mettendo tutta per correre contro il tempo”.

Più di 500 persone che avevano urgente bisogno di interventi chirurgici sono state trasferite dal quartiere di Martissant all’ospedale di Choscal, dove i team di MSF hanno effettuato più di 230 interventi chirurgici da giovedì. I team di MSF sono operativi dalle prime ore dal terremoto e questi aerei cargo sono vitali per continuare a fornire cure salvavita alle centinaia di vittime del disastro. In cinque diverse località di Port-au-Prince, MSF ha già curato più di 3000 persone e effettuato oltre 400 interventi chirurgici.

È come lavorare in guerra”, afferma Rosa Crestani, coordinatrice medica di MSF all’ospedale di Choscal. “Non abbiamo più morfina per alleviare il dolore dei pazienti. Non possiamo accettare che ai nostri aerei che trasportano kit medici d’emergenza, kit chirurgici necessari a salvare vite umane, continui a essere negato il permesso di atterrare e vengano dirottati altrove mentre i nostri pazienti stanno morendo. In questo momento la priorità deve essere data alle forniture mediche che stanno giungendo nel paese”.

Molti dei pazienti che sono stati estratti dalle macerie sono ad alto rischio di morte per setticemia e per le conseguenze della sindrome da schiacciamento, una condizione in cui i muscoli danneggiati o schiacciati dalle macerie rilasciano tossine nel sangue che vanno a danneggiare i reni e possono causare la morte per insufficienza renale. Le apparecchiature per la dialisi sono fondamentali per tenere in vita i pazienti in queste condizioni.

Altri due aerei con 26 operatori umanitari di MSF sono stati dirottati verso la Repubblica Dominicana. A oggi MSF è riuscita a far atterrare a Port-au-Prince cinque aerei cargo con 135 tonnellate di forniture mediche. Altri aerei con 195 tonnellate di materiale sanitario devono assolutamente atterrare nei prossimi giorni per permettere a MSF di continuare e incrementare le proprie attività di soccorso medico ad Haiti.

Più di 700 operatori di MSF stanno lavorando per fornire assistenza medica d’emergenza ai sopravvissuti del terremoto a Port-au-Prince e nelle zone limitrofe. I team di MSF stanno lavorando nell’ospedale di Choscal (a Cité Soleil), nel centro medico di Martissant, nei pressi dell’ospedale Trinité, nell’ospedale Carrefour, nell’ospedale a Jacmel e stanno allestendo un ospedale gonfiabile con 100 posti-letto nel quartiere di Delmas. Altre équipe di MSF stanno conducendo missioni esplorative in alte località fuori da Port-au-Prince.

 


 

Fuori da Port-au-Prince, l'ospedale di Jacmel è parzialmente crollato:
la sala operatoria è ancora utilizzabile e MSF inizierà a lavorarci non appena possibile.

Port-au-Prince -19 gennaio 2010 – ore 12:30

Le equipe di MSF a Port-au-Prince sono ancora sotto grande pressione, continuano a fornire cure d’emergenza al maggior numero di persone possibile e al tempo stesso continuano a cercare altre strutture che possano essere utilizzate come sale operatorie e sono inoltre attive per far arrivare ulteriori scorte. Allo stesso tempo MSF sta visitando le zone al di fuori della capitale, dove sta per avviare attività mediche.
MSF ha curato oltre 3mila persone nella capitale e ha effettuato oltre 400 interventi chirurgici. Le ferite più comuni e gravi sono fratture aperte, ferite alla testa e ferite infette che necessitano di amputazioni.

Marie-Christine Ferir, uno dei coordinatori dell’emergenza di MSF dice che la situazione è sempre più difficile e che le persone ferite nella città aspettano ancora troppo tempo prima di ricevere cure: “Gli ospedali che sono ancora in piedi sono pieni. Nonostante aumenti la capacità chirurgica nella capitale, grazie all’attività di MSF e all’arrivo di altre organizzazioni, siamo ancora lontani dal far fronte a un gran numero di pazienti che hanno un grande bisogno di interventi chirurgici. Siamo costretti a concentrarci sulle persone che hanno ferite molto gravi, per le quali l’intervento chirurgico può salvare la vita”.

MSF ha iniziato a montare l’ospedale gonfiabile con due sale operatorie e 100 posti letto in un campo aperto non lontano dall’aeroporto. Sebbene il suo arrivo sia stato ritardato dalla congestione del traffico aereo, le varie parti stanno finalmente arrivando a Port-au-Prince. Alcune di esse sono giunte a bordo di un aereo che è potuto atterrare all’aeroporto domenica, mente il resto è stato trasportato via terra attraverso la Repubblica Domenicana. MSF renderà questa struttura operativa non appena possibile.

Altre equipe di MSF hanno visitato le zone fuori della città e hanno trovato danni notevoli e grandi numeri di feriti alcuni dei quali fuggiti dalla capitale in cerca di cibo cure e riparo. A Jacmel, una città sulla costa meridionale, vicina all’epicentro del terremoto, circa il 60% degli edifici sono stati distrutti. L’ospedale di Jacmel è parzialmente crollato, ma MSF ha valutato che la sala operatoria è ancora utilizzabile e inizierà a lavorarci non appena possibile. Tuttavia le strade sono bloccate quindi le scorte devono essere portate in elicottero.

A Saint-Marc, a circa 40 chilometri lungo la costa, i danni non sono così gravi e molte persone da Port-au-Prince si sono radunate qui. MSF molto presto vi allestirà un altro centro medico come quello aperto recentemente a Leogane, una città a ovest della capitale, anch’essa seriamente danneggiata.

In generale, le scorte sono una grave preoccupazione. Le equipe di MSF hanno utilizzato grandi quantità di medicine e farmaci negli ultimi sei giorni e rimpiazzare tali scorte si sta dimostrando una sfida enorme. I voli a Haiti sono ancora molto limitati. Un aereo che doveva arrivare domenica con altro materiale è stato dirottato verso la Repubblica Dominicana. Da lì le strade sono lente e congestionate.

MSF tuttavia è riuscita ad inviare altri operatori umanitari. Oltre 130 operatori internazionali di MSF sono giunti a Haiti dal momento del terremoto e stanno supportando le equipe di MSF che lavorano con sforzi enormi già dal 12 gennaio, in particolare il personale haitiano: molti di loro hanno lavorato senza sosta, nonostante abbiamo perso molte persone tra parenti, amici e colleghi.

MSF non è ancora stata in grado di rintracciare tutti i propri operatori, alcuni dei quali non sono sopravvissuti.

 


 

Più di 100 gli operatori umanitari di MSF giunti a Haiti - Nelle sale operatorie di MSF si lavora 24 ore su 24

Port-au-Prince -18 gennaio 2010 - ore 11:30

A cinque giorni dall’avvio delle operazioni per il disastro a Haiti, le equipe di Medici Senza Frontiere sono sul terreno per rispondere all’enorme richiesta di interventi chirurgici salva-vita. I medici di MSF stanno utilizzando al massimo le sale operatorie lavorando 24 ore su 24. Al contempo si stanno cercando altre strutture, portando un ospedale gonfiabile da campo.

Nel suo nuovo ospedale nel distretto di Carrefour, un’equipe chirurgica di MSF ha realizzato 90 operazioni da quando vi ha cominciato a lavorare. Un’altra equipe ha effettuato 20 interventi chirurgici in un container. A breve arriveranno altre strutture, ma l’arrivo dell’ospedale gonfiabile da campo, con due sale operatorie, è stato ritardato perché all’aereo che lo trasportava è stato negato il permesso di atterrare all’aeroporto di Port-au-Prince il 16 gennaio. L’aereo, dirottato sulla Repubblica Dominicana, è stato scaricato e il suo carico trasportato con dei camion ad Haiti. L’aereo con l’altra metà dell’ospedale è atterrato a Port-au-Prince, ma MSF è preoccupata che la consegna delle scorte essenziali venga ancora ritardata.

Nel frattempo si sta venendo a conoscenza delle condizioni nelle cittadine fuori dalla capitale, alcune delle quali si trovavano ancora più vicino all’epicentro del terremoto. Un’equipe di MSF si sta recando in elicottero nella città di Jacmel, nella parte meridionale dell’isola. Altri operatori umanitari stanno verificando la situazione di Léogâne, a circa un’ora da Port-au-Prince. Migliaia di persone dalla capitale sono fuggite a Saint­Marc, un’area meno danneggiata dal terremoto, dove centinaia di feriti sono ricoverati nell’ospedale.

Nonostante i problemi nei trasporti, MSF è riuscita a far giungere a Port-au-Prince più di 100 operatori umanitari internazionali per dare supporto alle equipe che lavoravano stabilmente a Haiti già prima del terremoto. Tra loro vi sono chirurghi, anestesisti, nefrologi e psicologi. Alcuni sono arrivati via terra attraverso la Repubblica Dominicana, ma MSF è riuscita, dal 13 gennaio, a far arrivare a Port-au-Prince 4 aerei-cargo con operatori umanitari e materiali.

Le equipe sul terreno dicono che le condizioni non migliorano e che le strade sono piene di gente disperata. La mancanza di cibo e di acqua potabile causa ulteriore stress.

MSF sta ancora cercando di capire dove si trovino tutti i suoi operatori haitiani. Sappiamo che alcuni non sono sopravvissuti al terremoto, ma la comunicazione resta molto difficoltosa e noi siamo riusciti ancora a rintracciarli tutti.

 


 

Impedito l'atterraggio a Port-au-Prince ad aereo cargo di MSF con ospedale da campo e personale umanitario

Port-au-Prince - 17 gennaio 2010 - ore 16

Medici Senza Frontiere chiede con urgenza che i suoi aerei cargo con materiale medico e chirurgico essenziale ricevano l'autorizzazione ad atterrare a Port-au-Prince per potere curare migliaia di feriti in attesa di interventi chirurgici salvavita. La priorità deve essere data immediatamente agli aerei cargo che trasportano materiale salvavita e personale medico.

Nonostante le garanzie fornite dalle Nazioni Unite e dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, un aereo cargo di MSF che trasporta un ospedale chirurgico gonfiabile non ha ricevuto l'autorizzazione ad atterrare a Port-au-Prince sabato, ed è stato dirottato a Samana, nella Repubblica Dominicana. Tutto il materiale dell'aereo cargo è stato quindi inviato via terra da Samana, ma questo ha causato un ritardo di 24 ore per l'arrivo dell'ospedale.

Un secondo aereo di MSF è attualmente in volo e dovrebbe atterrare oggi a Port-au-Prince alle 10 del mattino (ora locale) con ulteriore materiale medico salvavita e il resto dell'equipaggiamento per l'ospedale. Se anche questo aereo verrà dirottato allora l'installazione dell'ospedale sarà ulteriormente ritardata, in una situazione in cui migliaia di feriti sono ancora in attesa di cure salva-vita.

L'ospedale gonfiabile comprende due sale operatorie, un'unità di terapia intensiva, un reparto per il ricovero di 100 pazienti, un pronto soccorso e tutto il materiale necessario per la sterilizzazione del materiale medico.

Le equipe di MSF lavorano senza sosta in 5 diversi ospedali a Port-au-Prince, ma solo due sale operatorie sono pienamente funzionanti, e una terza sala operatoria è stata allestita per interventi minori a causa del massiccio afflusso di pazienti e l'assenza di strutture di riferimento funzionanti.

Foto © Julie Remy

 


 

Corsa contro il tempo dei chirurghi di MSF per salvare centinaia di feriti

Port-au-Prince - 17 gennaio 2010 - ore 10:30

Le equipe chirurgiche di MSF all'opera a Port-au-Prince lavorano senza sosta per curare l'enorme numero di pazienti feriti dal terremoto. Dando priorità ai casi più urgenti, le equipe di MSF hanno effettuato interventi cesarei e amputazioni. Il personale medico esperto di MSF sul posto afferma di non avere mai visto un numero così elevato di ferite gravi.

All'ospedale di Choscal a Cité Soleil, dove MSF ha iniziato a lavorare dopo che le sue strutture mediche erano state danneggiate così gravemente, la sala operatoria ha continuato a lavorare senza sosta da venerdì mattino. All'ospedale Trinité, dove le equipe di MSF stanno curando i pazienti sotto le tende che hanno allestito nei terreno dell'ospedale colpito dal terremoto, gli interventi chirurgici si svolgono in una sala operatoria improvvisata. Nel quartiere di Carrefour, un quartiere colpito in modo particolarmente grave, MSF ha iniziato a lavorare in un ospedale con due sale operatorie. Hans van Dillen, uno dei coordinatori di MSF a Port-au-Prince, ha detto che non appena le persone hanno scoperto che MSF aveva iniziato a lavorare nel quartiere di Carrefour hanno rapidamente affollato l'ingresso dell'ospedale. I feriti sono trasportati su carriole o sulla schiena di altre persone. Ci sono altri ospedali nella zona ma sono sovraffollati di feriti e hanno poche scorte e poco personale haitiano.

La lotta per trovare nuove strutture che MSF possa usare per le proprie attività mediche continua, così come gli sforzi per fare giungere ulteriore personale medico e scorte nel paese. La difficoltà maggiore è nel fatto che l'aeroporto è congestionato, così che a molti aerei cargo con materiale di soccorso vitale è stato impedito di atterrare. La mancanza di autorizzazioni all'atterraggio all'aeroporto ha già causato un ritardo di 24 ore sull'arrivo del tanto necessario ospedale gonfiabile di MSF.

MSF è riuscita a fare giungere a Port-au-Prince oltre 70 nuovi operatori umanitari, prevalentemente attraverso la confinante Repubblica Dominicana, che possono così dare una mano ai loro colleghi già presenti al momento del terremoto. È ormai chiaro che alcuni nostri operatori umanitari haitiani non sono sopravvissuti al disastro. MSF sta ancora cercando di rintracciare alcuni di loro ed è sempre più preoccupata per la loro sorte.

Le equipe di MSF raccontano che l'assenza di cibo e acqua è un'ulteriore preoccupazione e sta contribuendo ad aumentare le tensioni nella città. Vi sono stati scarsi segnali di distribuzioni di cibo significative, mentre aumentano le notizie di saccheggi, anche se non accompagnati da violenza.

Le attività di MSF stanno rapidamente aumentando in volume e la prossima mossa sarà di valutare le condizioni in diverse zone della città, dove ci si aspetta che i bisogni siano altrettanto elevati. Per potere rispondere alla vastità e alla varietà dell'assistenza richiesta, MSF ha intenzione di iniziare quanto prima altre attività mediche, avviando cliniche mobili dove non esistono strutture mediche funzionanti e programmi di salute mentale per le persone traumatizzate dal terremoto.

 


 

2mila feriti curati da MSF - Le persone iniziano a fuggire dalla città

Port-au-Prince - 16 gennaio 2010 - ore 13:00

Le equipe di MSF hanno curato circa 2mila pazienti fino a questo momento. I pazienti continuano giungere numerosissimi e le equipe di MSF stanno facendo del loro meglio per prestare le prime cure di pronto soccorso, ma i bisogni in termini di operazioni chirurgiche sono enormi. I principali ostacoli riguardano i blocchi all'aeroporto, lo spostamento rapido di personale e materiale di soccorso, e i danni alle strutture pre-esistenti.

Tutte e tre le strutture mediche di MSF nella capitale sono state parzialmente danneggiate: il centro di salute nello slum di Martissant, il centro traumatologico da 60 posti letto Trinité, l'ospedale specializzato in cure ostetriche da 75 posti letto Solidarité. La maggior parte dei pazienti sono stati curati in cliniche da campo (tende) che sono state allestite nei pressi delle strutture mediche danneggiate. Sono già giunti a Haiti altri 40 operatori umanitari internazionali, mentre altri aerei cargo con materiale di soccorso e ulteriori operatori umanitari sono in arrivo tra sabato e domenica.

Per quanto riguarda la situazione generale, il traffico è migliorato nella città, nonostante i camion abbiano ancora difficoltà nell'aggirare le macerie nelle strade. Il centro della città è assolutamente devastato. Le persone hanno iniziato a fuggire dalla città. I parchi pubblici e gli spazi aperti sono affollati di persone che hanno perso la loro casa o hanno paura di rientrare negli edifici. Ci saranno almeno duemila persone sfollate nella piazza principale, i Champs de Mars davanti al palazzo presidenziale. Molte persone si sarebbero radunate in altri parchi. Ci sono meno cadaveri per le strade, poiché sono iniziate le operazioni per disporre dei cadaveri. La notte, le persone dormono per le strade, e pregano e cantano, terrorizzate dalle scosse di assestamento. Il cibo inizia a scarseggiare. Le persone sono in coda per trovare benzina nelle stazioni di servizio. La notte la città è completamente al buio. 

 


 

Corsa contro il tempo per gli interventi chirurgici. Le ferite infette hanno bisogno di cure immediate

Port-au-Prince - 15 gennaio 2010 - ore 19:30

Le equipe di MSF a Port-au-Prince stanno in queste ore aumentando la propria capacità chirurgica e hanno attivato due sale operatorie per assistere 300 pazienti che sono stati trasportati alla struttura di MSF presente all’ospedale di Choscal, nel distretto di Cité Soleil. Il resto dello staff medico sta assistendo le centinaia di persone nelle cliniche che hanno bisogno di cure immediate per le ferite. Le attrezzature che si sono potute mettere in salvo dalle strutture sanitarie danneggiate all’ospedale di MSF sono state trasportate a Choscal. È una corsa contro il tempo perché le ferite infette hanno bisogno di interventi immediati. Sono in arrivo sale operatorie gonfiabili con altri chirurghi. Ma ci sono ostacoli nelle vie di accesso e nei trasporti e gli operatori umanitari vengono ritardati, sia quelli che arrivano per via aerea che via terra.

L’assistenza medica attraverso le strutture-tenda continua di fronte all’ospedale traumatologico di La Trinité e al centro di riabilitazione di Pacot. Più di mille pazienti hanno ricevuto assistenza medica di base direttamente lì. “Le priorità mediche sono le prime visite, la stabilizzazione dei feriti e l’invio dei pazienti che necessitano di interventi chirurgici”, spiega Mego Terzian dell’unità di emergenza di MSF. “I cadaveri rappresentano una priorità medica solo nella misura in cui sono un fattore di stress per i sopravvissuti. Ma in questo contesto, dal momento che la causa della morte non è un’infezione, non c’è rischio di epidemie legato ai corpi”.

Al momento alcuni dei problemi maggiori sono legati ai rifornimenti di base e ai trasporti. Cibo e acqua scarseggiano. MSF sta cominciando a trasportare acqua potabile all’ospedale di Choscal per i pazienti e le persone presenti.

I bisogni in città sono enormi. Le equipe di MSF sono venute a sapere di seri danni con feriti nelle cittadine vicino alla capitale. A breve cercheranno di andare in quelle aree per vedere come MSF possa intervenire. Al momento è previsto l’utilizzo di cliniche mobili. Le equipe stanno anche verificando la situazione per quanto riguarda l’assistenza ostetrica che è sempre stata una priorità per MSF e che ha bisogno di sostegno. Un’altra area di intervento in simili disastri è quella della salute mentale.

Due aerei cargo di MSF sono atterrati direttamente all’aeroporto di Port-au-Prince mentre altri sono dovuti atterrare nella vicina Santo Domingo, spesso a causa della mancanza di gasolio a Haiti.

Da lì gli operatori umanitari e il materiale medico procedono verso Haiti via terra. Altri 25 operatori umanitari di MSF dovrebbero raggiungere i loro colleghi a Port-au-Prince entro la fine della giornata di oggi.

 


 

MSF ha già curato oltre 1500 feriti – Atterrato secondo aereo cargo

Port-au-Prince - 15 gennaio 2010 - ore 12
Le equipe di MSF hanno già curato oltre 1500 pazienti nelle tende-strutture allestite nei pressi delle tre strutture mediche di MSF (il centro traumatologico Trinité, l’ospedale specializzato in cure ostetriche d’urgenza Solidarité e il centro di salute di Martissant) crollate o seriamente danneggiate dal terremoto a Port-au-Prince nelle ore successive al terremoto che ha colpito Haiti il 12 gennaio.

In aggiunta alle tende-strutture allestite, MSF si appresta a effettuare interventi chirurgici presso l’ospedale di Choscal (Centre Hospitalier Sainte-Catherine Laboure) nel quartiere di Cité Soleil, dove MSF aveva lavorato in precedenza. Sono già 300 i pazienti che necessitano di interventi chirurgici che sono stati trasferiti dal centro di salute di Martissant all’ospedale di Choscal. Le equipe di MSF stanno inoltre installando nuove postazioni di primo soccorso e sale operatorie per effettuare interventi chirurgici in diverse zone della città.

Un secondo aereo cargo con 18 nuovi operatori umanitari e materiale medico è atterrato ieri a Santo Domingo. Da lì stanno procedendo via strada per Haiti.

Oggi dovrebbero giungere a Port-au-Prince altri aereo cargo con personale umanitario e materiale medico. Sempre nella giornata di oggi dovrebbe giungere l’ospedale da campo da 100 posti letto, con un’unità chirurgica gonfiabile contenente due sale operatorie e sette tende per i ricoveri.

 


 

 


 

Enorme afflusso di persone che hanno bisogno di cure per le ferite e di interventi chirurgici

Port-au-Prince/Roma - 14 gennaio - ore 16

Le equipe di MSF a Port-au-Prince hanno curato moltissimi pazienti giunti alle nostre strutture con fratture, ferite alla testa e altri traumi importanti causati dal terremoto. Ben oltre mille persone sono state visitate nelle quattro strutture-tenda che MSF ha allestito in prossimità degli edifici dove lavorava e che sono stati danneggiati. La principale preoccupazione delle equipe mediche al lavoro in queste tende è rappresentata dall’enorme afflusso di persone che hanno bisogno di cure per le ferite e di interventi chirurgici. Una delle equipe si sta trasferendo nel principale ospedale pubblico nel quartiere di Cité Soleil, dove MSF aveva lavorato in precedenza. Nell’ospedale è presente una sala operatoria, il che aiuterà nel gestire alcuni dei casi.

Un ospedale da campo di MSF, con due sale operatorie, dovrebbe arrivare con un aereo cargo nelle prossime 24 ore, insieme ad alcuni chirurghi e anestesisti. Le equipe di MSF a Port-au-Prince stanno inoltre identificando altre strutture mediche che siano intatte e possano essere usate per effettuare operazioni chirurgiche.

Cibo, acqua e materiale per ripararsi stanno esaurendosi rapidamente, mentre le scorte di materiale medico non sono ancora terminate e ne stanno arrivando di nuove.

“I generi di prima necessità sono sempre stati scarsi a Port-au-Prince, ma la situazione è peggiorata enormemente ora”, dichiara Vincent Hoedt, uno dei coordinatori di MSF. “E ovviamente siamo preoccupati per le persone che sono già indebolite a causa delle ferite. Anche la benzina inizia a scarseggiare, il che influisce negativamente sul funzionamento di equipaggiamenti vitali”.

Un’altra sfida è rappresentata dalla necessità di fare arrivare altro personale e materiale medico – ci sono sette voli charter in partenza, ma solo uno è arrivato a Port-au-Prince. Questo è giunto dal centro logistico di MSF a Panama con 25 tonnellate di materiale di soccorso, tra cui 3 kit con materiale medico d’urgenza e coperte, teli di plastica, set per cucinare e per l’igiene personale, tende e contenitori per l’acqua. Stanno giungendo a Haiti altri 80 operatori di MSF per rinforzare l’equipe già presente.

MSF è ancora preoccupata per il proprio personale a Haiti. Le equipe non sono ancora riuscite a contattare tutti gli operatori di MSF haitiani poiché è molto difficile localizzare le persone nella città e le comunicazioni funzionano ancora a singhiozzo. La stessa preoccupazione si estende anche ad alcuni dei pazienti di MSF che si trovavano negli ospedali di MSF danneggiati dal terremoto.

 


 

MSF ha già curato oltre 900 feriti

Port-au-Prince/Roma - 13 gennaio - ore 17:20

Le equipe di MSF presenti a Haiti stanno curando centinaia di persone ferite dal terremoto e hanno installato ospedali da campo per sostituire gli ospedali danneggiati.

Il centro di salute di MSF a Martissant, in uno dei quartieri più poveri di Port-au-Prince, è stato evacuato dopo il terremoto poiché era danneggiato e instabile. I pazienti sono adesso ricoverati in tende nel cortile del centro di salute, e il personale medico sta gestendo un flusso di feriti provenienti dalla città. Gli operatori di MSF hanno già curato tra le 300 e le 350 persone, vittime di ferite da trauma e fratture. Tra loro vi sono 50 persone ustionate, alcune severamente, spesso a causa di bombole del gas per uso domestico scoppiate negli edifici che crollavano.

Nel centro di riabilitazione di Pachot sono state curate altre 300 / 400 persone.

In uno degli uffici amministrativi di MSF a Petionville, un altro quartiere di MSF, una clinica mobile ha ricevuto almeno 200 feriti.

Sempre più ricevono assistenza in ciò che era l’ospedale Solidarité di MSF, che è stato seriamente danneggiato.

Uno dei coordinatori di MSF, Stefano Zannini, è stato in giro per gran parte della notte tra martedì e mercoledì per valutare i bisogni nella città e lo stato delle strutture sanitarie. “La situazione è caotica. Ho visitato cinque centri medici, tra cui un grande ospedale, e molti di loro non erano funzionanti. Molti sono danneggiati e ho visto un numero incredibile di cadaveri. Alcune zone della città sono senza elettricità e le persone si sono riunite per strada, accendendo fuochi e cercando di aiutarsi e confortarsi a vicenda. Quando hanno realizzato che ero di MSF mi hanno chiesto aiuto, soprattutto per curare i loro feriti. C’era una grande solidarietà tra le persone nelle strade”.

Un altro coordinatore di MSF, Hans van Dillen, ha confermato che Port-au-Prince non è decisamente in grado di gestire un disastro di simili proporzioni. “Ci sono centinaia di persone che dormono in strada perché sono rimaste senza casa. Vediamo fratture aperte, ferite alla testa. Il problema è che non possiamo inviare i pazienti in luoghi dove possono ricevere cure chirurgiche appropriate”. Sono così tante le strutture mediche della città che sono state danneggiate che l’assistenza medica è gravemente insufficiente nel momento in cui i bisogni medici sono così elevati.

Ma MSF sta inviando altri operatori umanitari nel paese: nei prossimi giorni dovrebbero arrivarne 70. MSF sta inviando un ospedale da campo da 100 posti letto, con un’unità chirurgica gonfiabile contenente due sale operatorie e sette tende per i ricoveri. Tra gli operatori in arrivo ci sono anche dei nefrologi che cureranno le persone vittime della sindrome da schiacciamento. Tuttavia, i trasporti sono ancora complicati e non è ancora chiaro se le scorte e gli operatori umanitari dovranno passare attraverso la vicina Repubblica Dominicana.

MSF è preoccupata per alcuni dei propri operatori: sono 800 quelli presenti a Haiti, e non tutti sono stati ancora rintracciati a causa delle difficoltà di comunicazione e della distruzione generale.

Terremoto a Haiti – aggiornamento sulle attività di Medici Senza Frontiere

Port au Prince/Roma - 13 gennaio - ore 15

Un terremoto di magnitudo 7.0 ha colpito ieri Haiti – l’epicentro è stato a 15 chilometri a sud-ovest della capitale, Port-au-Prince. Le equipe di Medici Senza Frontiere sul terreno hanno constatato danni significativi alle proprie strutture mediche, dove pazienti e operatori sanitari sono rimasti feriti e dove stanno giungendo i feriti.

L’ospedale traumatologico di MSF Trinité, una struttura con 60 posti letto e una delle poche strutture chirurgiche gratuite in Port-au-Prince, è stato seriamente danneggiato dal terremoto. Sebbene sia difficile da confermare, i feriti sarebbero centinaia mentre la capitale è gravemente danneggiata.

All’ospedale Maternité Solidarité (una struttura da 75 posti letto a Port-au-Prince per le cure ostetriche d’urgenza), le equipe di MSF lavorano per garantire l’incolumità e le cure per i pazienti ricoverati e forniscono i mezzi per curare nuovi pazienti. Le donne incinte, le puerpere e i neonati sono stati evacuati dall’ospedale a causa dei danni strutturali e come misure precauzionali. MSF gestisce inoltre il centro di salute Martissant 25, per i pazienti provenienti dallo slum di Martissant e dintorni.
I sistemi di comunicazione come le reti di telefonia mobile non funzionano e le strade sono gravemente danneggiate.

MSF è estremamente preoccupata per l’incolumità dei propri pazienti e del proprio staff. Altri operatori umanitari sono già in viaggio per rafforzare lo staff di MSF presente sul posto e per continuare a valutare nei prossimi giorni i bisogni umanitari provocati dal terremoto. MSF lavora a Haiti dal 1991.

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