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Scontri in Kenya, Medici Senza Frontiere assiste i feriti a Nairobi

Durante gli ultimi due giorni, le equipe di MSF hanno curato 34 feriti nelle bidonville di Mathare e Kibera. Di questi, 8 erano feriti da colpi di arma da fuoco. Molti feriti sono stati riferiti agli ospedali.

18/01/2008

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Nairobi/Roma, 18 gennaio 2008 – È a Mathare che le equipe di MSF hanno ricevuto la maggior parte dei feriti negli ultimi giorni. Tra mercoledì 16 e venerdì 18 gennaio nel pomeriggio i due centri di salute nella bidonville hanno ricevuto 32 pazienti vittime delle violenze di strada.

A Kibera, dove MSF ha aumentato la sua presenza nelle sue cliniche per potere rispondere a un eventuale afflusso di feriti, venerdì 18 gennaio le equipe hanno curato due bambini colpiti da colpi di arma da fuoco. Uno dei due ha 13 anni, l’altro è ancora più giovane. Entrambi avevano ricevuto un proiettile nella gamba.

La maggior parte dei pazienti, tra cui due donne, hanno ricevuto ferite da coltelli e bastoni, e alcuni di loro sono stati feriti molto gravemente. Molti pazienti hanno dovuto essere trasferiti in ospedale.

Le strutture sanitarie di emergenza di MSF rimangono aperte nelle bidonville di Mathare e Kibera. A Mathare, MSF ha aperto due centri di salute alla Blue House (la clinica di MSF per la cura delle persone colpite dall’HIV e dalla TBC) e nelle strutture del National Council of Churches of Kenya, con quindici operatori sanitari (medici e infermieri) e 8 operatori di soccorso.

Tre ambulanze girano per le bidonville per soccorrere i feriti. Per i più gravi è stato messo in piedi un sistema di riferimento con un ospedale pubblico e uno privato. A Kibera, anche due centri di salute dove MSF normalmente offre cure di base e contro l’HIV/AIDS sono stati attrezzati per ricevere i feriti. Infine, è stato approntato un sistema di ambulanze per il trasporto dei feriti gravi all’ospedale di Masaba, dove sono attivi un chirurgo e un anestesista di MSF.

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