È la prima volta che la malattia si manifesta a Capo Verde ed è l’epidemia più grave mai registrata in Africa. Il numero dei casi è cresciuto a un ritmo vertiginoso a partire dai primi giorni di novembre, con picchi di 1.000 nuovi casi al giorno. Sono stati accertati già 93 casi di dengue emorragica e 6 morti.
La mobilitazione internazionale è scattata tempestivamente: esperti di salute pubblica ed équipe mediche internazionali sono già impegnati nell’assistenza medica a tutto campo, in modo da garantire al contempo un valido intervento di cura, la vigilanza sui nuovi casi e un servizio di diagnosi precoce.
MSF ha inviato una prima équipe a sostegno dell’ospedale di Sao Filipe, la principale città dell’isola Fogo, dove ogni giorno vengono diagnosticati dai 100 ai 150 nuovi casi. Fogo conta circa 40.000 abitanti. Entro fine settimana è previsto l’arrivo di altre équipe di MSF, destinate ai centri sanitari di Praia, la capitale di Capo Verde, sull’isola Santiago.
“È la prima volta che Capo Verde si trova ad affrontare un’epidemia di dengue, e di così forte intensità” riferisce il dottor Iza Ciglenecki, coordinatore dell’emergenza di MSF a Capo Verde. “Con la globalizzazione, la dengue si manifesta anche in posti dove finora era sconosciuta. Tra tutte le malattie veicolate dalle zanzare, questa è senz’altro quella che si trasmette più rapidamente al mondo.
La dengue è una malattia virale che viene trasmessa dalla zanzara tigre (Aedes). I sintomi sono simili a quelli dell’influenza o della malaria, accompagnati da febbre alta, mal di testa e dolori muscolari. L’esito più frequente della malattia è la guarigione, ma in alcuni casi la febbre progredisce e si acutizza con forte rischio per il paziente.
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