Fatuma siede a fianco del suo bambino severamente malnutrito e attende con ansia che migliori. Suo figlio è uno degli oltre 1.300 bambini severamente malnutriti che sono al momento in cura nei programmi di nutrizione di MSF a Galcayo Nord e Galcayo Sud. “La situazione è allarmante,” dice il Capo Missione di MSF in Somalia, Karin Fischer Liddle. “È il più alto numero di bambini malnutriti che MSF abbia mai curato in quest’area. Inoltre, siamo preoccupati che non tutti siano in grado di raggiungerci. Quello che vediamo nei nostri programmi potrebbe essere solo un decimo di una crisi molto più grande”.
Purtroppo solo alcuni di quelli che hanno bisogno di cure raggiungono il centro di MSF, che rimane l’unico a fornire assistenza medica gratuita in un raggio di un centinaio di chilometri.
Per un lungo periodo, la mancanza di sicurezza ha impedito a MSF di fornire assistenza nei villaggi e di trasportare i pazienti da e per i villaggi più lontani.

“Lo so che molti muoiono nei loro villaggi. Il viaggio non è solo lungo, ma anche costoso e molti non se lo possono permettere,” spiega Ubah, un’altra mamma, la cui bambina è trattata con antitubercolari e con prodotti terapeutici altamente nutritivi nel centro di MSF.
Le persone che arrivano nei centri di nutrizione di MSF parlano di come la siccità prolungata di quest’anno abbia esacerbato una situazione già di per sé difficile: povertà cronica, scarsi raccolti, prezzi alti del cibo e continue violenze.
“A causa della lunga siccità nell’area, il problema principale che stiamo affrontando è la malnutrizione acuta. Quando il clima è più caldo, visitiamo molti pazienti che percorrono lunghe distanze – alcuni vengono dall’Etiopia. Queste persone, i loro animali sono già morti”, spiega Jibril, Supervisore del Centro di Nutrizione Terapeutica.
Purtroppo, sono i bambini che sono maggiormente colpiti, intrappolate in un circolo vizioso di malattia e malnutrizione. “Ci sono molti bambini nel villaggio che soffrono e che sono molto malati,” continua Ubah. “La malattia della mia bambina è cominciata con il morbillo, lei è diventata molto debole. Come se non fosse abbastanza, si è ustionata con il fuoco. Dopo un po’ di tempo è diventata cieca e ha perso conoscenza per otto giorni. Questo mi ha convinto a portarla in ospedale”.
Grazie allo staff somalo di MSF che gestisce con molta dedizione i programmi sanitari dell’organizzazione in tutta la Somalia, sia il bambino di Fatuma che la bambina di Ubah mostrano segni di continuo miglioramento.

“Siamo qui da 15 giorni ormai. Mia figlia è ancora cieca, ma sta bene. Oltre ad averla idratata, le hanno dato delle vitamine e del cibo terapeutico. Ora sta molto meglio. Ora assomiglia di più agli altri bambini”, conclude Ubah.
Purtroppo un numero imprecisato di bambini e famiglie sono meno fortunate. “ Data la situazione di grave insicurezza, siamo molto limitati nei nostri movimenti e quindi non possiamo valutare e rispondere alle necessità sanitarie delle aree più distanti”, spiega Karin Fisher Liddle, “allo stesso tempo, tutti gli indicatori ci dicono che la situazione è terribile e che un numero imprecisato di persone, specialmente bambini, sta soffrendo in silenzio senza nemmeno la speranza di ricevere un aiuto”.
MSF gestisce programmi di nutrizione a Galcayo Nord e Galcayo Sud. L’ospedale di Galcayo Sud è uno dei pochi centri nella Somalia centro meridionale ad offrire assistenza chirurgica, cure ostetriche salvavita di emergenza e trattamenti per le tante persone ferite a cause delle violenze. In questi centri, da gennaio a ottobre 2009, lo staff di MSF ha curato 4.803 bambini affetti da malnutrizione severa, 321 vittime di traumi violenti e fornito 33.700 consultazioni mediche. Inoltre, sono stati effettuati 700 parti, vaccinate 6.600 persone e trattate 599 pazienti per la tubercolosi.
MSF gestisce 10 progetti in 8 regioni della Somalia grazie al nostro staff Somalo, particolarmente dedito, e con il supporto a distanza del nostro team di gestione di Nairobi.
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