Qui tutto bene anche se inizio ad essere un po’ stanca, come tutti, ma ogni giorno qualcuno parte per lasciare il posto a persone nuove con nuove energie.
Continuo con il progetto di installazione cisterne nei campi, sono a 16. Con il team stiamo distribuendo circa 350mila litri di acqua al giorno, senza contare gli ospedali, con 6 camion cisterne. Oltre agli autisti dei camion cisterna, siamo in 5: 2 autisti, 2 assistenti e io. Vado con la macchina, valuto i posti, seguita dal camion con i materiali e facciamo l'installazione: 13 bidoni usati per rialzare la cisterna, 4 fogli di compensato da 1 cm, sopra mettiamo la cisterna e infine le rampe e i rubinetti. La parte più complicata è l'organizzazione dei camion per rifornirle 2 o più volte al giorno con acqua clorata, dato che aggiungiamo nuovi posti ogni giorno, e inoltre riforniamo i 3 ospedali dove lavoriamo, il progetto dialisi, e i lavori per il nuovo ospedale (acqua per i 200 lavoratori più quella per il cemento).
Secondo me, almeno il 90% delle persone di Port-au-Prince non dorme in casa per paura di un'altra scossa, e perché molte case sono pericolanti. Ovunque ci sono accampamenti di tutte le dimensioni, in ogni spazio vuoto, campi di calcio, scuole, chiese, lungo o in mezzo alle strade a più corsie, da 15.000 persone a 1, pezzi di plastica dappertutto come rifugio; molti dormono vicino alle case.
Tutto ciò rende complicate le operazioni di diffusione degli aiuti, perché è difficile identificare i beneficiari. Il cibo non è ancora arrivato, a parte poche zone. Iniziamo tutti a pensare alle latrine, cosa piuttosto complicata perché molte zone sono basse e la nappa freatica è molto vicina alla superficie, quindi non si può scavare. Pochissime latrine sono funzionanti e le condizioni igieniche sono terribili, non solo nei campi ma in tutta la città. L'acquedotto, il sistema di gestione dei rifiuti urbani, le imprese di spurgo pozzi neri... tutto deve
riprendere a funzionare, solo che ora la gente non ha i soldi per pagare questi servizi, come faceva prima. E tra 2 mesi arriverà la stagione delle piogge.
I medici stanno ancora effettuando delle amputazioni; ci sono poi tutte le persone ingessate, i feriti, i parti... Molti logisti stanno lavorando al nuovo ospedale post operatorio, che deve essere finito tra una settimana... stanno pensando di fare turni di 24 ore...
Per strada gli articoli più venduti sono: materassi, teli di plastica, acqua, cibo, vestiti usati e... caricabatteria per i cellulari. Il traffico e la polvere continuano a infestare la città.
La gente, anche nei quartieri più malfamati, continua a tirare avanti scavalcando le macerie che sono ancora dappertutto. Stanno iniziando a rimuoverle ma i mezzi a disposizione non sono molti. Qualche giorno fa mi hanno raccontato di aver rimosso quello che restava della scuola per infermieri, dove hanno estratto i corpi di più di 100 ragazze.
Sono sempre sola con il mio team tra gli sfollati e non ho mai percepito nessun pericolo o insofferenza da parte delle persone nei miei confronti e delle altre organizzazioni; né negli slum né nelle zone del centro. La gente spera pazientemente negli aiuti, nonostante si lamentino tutti del fatto che non ricevono cibo, tende, sapone ecc.
A volte c'e qualche scontro tra i gruppi armati, e regolamenti di conti, e alcuni arrivano nei nostri ospedali che sono appunto nelle zone più malfamate. Per questo abbiamo coprifuoco, radio, una persona che si occupa di valutare le zone calde e che ci informa dove possiamo andare e dove no.
Antonella, esperta in potabilizzazione dell’acqua
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