21 Dicembre 2016

Se la violenza di genere inizia con la discriminazione e le disuguaglianze tra uomo e donna, allora è facile spiegare e difficile negare che la violenza contro le donne è una “pandemia”. Non c'è un solo paese al mondo in cui le donne abbiano gli stessi diritti degli uomini, non 1 in 196 paesi.

Sono Sara. Sono un medico di Medici Senza Frontiere. In questo momento lavoro ad Haiti, dove MSF ha recentemente aperto una clinica  che offre supporto medico e psicologico alle sopravvissute di violenze e abusi sessuali. Dopo aver trascorso alcuni giorni presso la clinica Pran Men’m (“prendi la mia mano” in creolo) e aver ascoltato le storie dei nostri pazienti ci si ritrova a pensare che a Port au Prince le donne non siano mai veramente al sicuro. Le donne possono essere aggredite e sono aggredite ovunque: per strada, al mercato, a casa, a scuola, al lavoro, a un evento sportivo; sulla strada di casa o tornando dalla chiesa, andando a trovare un amico o un parente. Non vi è alcun luogo sicuro.

Puoi essere aggredita da qualcuno che conosci: il tuo ragazzo, il tuo ex, il tuo insegnante, tuo cugino, un compagno di scuola, il marito di tua sorella o di tua zia, tuo padre o il tuo patrigno. Oppure qualcuno che non hai mai incontrato prima, uno sconosciuto: un uomo che ti offre un passaggio a casa, perché si sta facendo tardi; un ladro penetrato in casa alla ricerca di qualcosa da rubare; un bandito o il capo banda del tuo quartiere; il conducente di un mototaxi che hai preso per tornare a casa prima che faccia buio; qualcuno che ti fa apprezzamenti molesti per strada mentre sei andata a comprare dell’acqua trattata (in un paese dove il colera è endemico). Non ci si può fidare di nessuno.

In poco più di un anno la Klinik Pran Men'M a Port au Prince ha assistito quasi 1000 persone, soprattutto ragazze e donne di tutte le età tra i 12 mesi e i 69 anni. Qui, Medici senza Frontiere grazie a un team, altamente qualificato, di professionisti locali,  medici, psicologi e assistenti sociali, in collaborazione con enti e organizzazioni non governative haitiane e interazionali, aiuta i sopravvissuti nel difficile percorso di ritorno ad una vita normale, ritrovando la dignità umana e la fiducia nel prossimo.

Le conseguenze della violenza sessuale possono essere tangibilmente devastanti: gravi lesioni genitali, infezioni acute e croniche come l'HIV, gravidanze indesiderate, stigmatizzazione sociale. Ferite del corpo a cui si aggiungono traumi invisibili e altrettanto devastanti: la perdita della dignità, dell'autostima e della fiducia.

Ad Haiti chi paga il prezzo più alto sono le ragazze più giovani, le bambine, il cui futuro viene definitivamente compromesso da una violenza sessuale. A rischio di essere rifiutate dalla propria famiglia e comunità, si possono ritrovare a crescere bambini non voluti essendo loro stesse ancora delle bambine e una volta cresciute sarà sicuramente difficile per loro trovare marito.

C’è bisogno di sensibilizzazione e attivismo per l’emancipazione delle ragazze e delle donne di tutto il mondo, di cambiamento dei ruoli di genere e di promozione della parità. La violenza contro le donne e le ragazze non è inevitabile. La prevenzione è possibile ed essenziale.

I cambiamenti culturali richiedono molto tempo, eppure tutti iniziano con un piccolo gesto, semplice, ma rivoluzionario per le donne nelle nostre comunità come nel resto del mondo. Quest’anno chiedi a Babbo Natale di portare a tuo figlio una cucina giocattolo o scarpette da ballo oppure iscrivi tua figlia a un corso per bambini di introduzione alle scienze e alla matematica.  

Ora tocca a noi essere il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo. 

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