I bambini hanno iniziato a rompere il silenzio e con il rumore dei loro giochi e risate hanno dato speranza a tutti noi.   

6 Agosto 2014

Mohamed, Yatta, Isatta, Fatimata, Tamba, Charles, Salomon, Suma, Jusu, Bendu, Ngebeh...

Sono i nomi di alcuni dei bambini positivi al virus dell'ebola nel nostro centro di trattamento a Kailahun in Sierra Leone.

Molti arrivano con le loro famiglie e poi pian piano ne assistono al decesso o si spengono prima dei loro familiari. La mortalità tra i bambini è più elevata che per gli adulti ( 80-90% contro il 70%).

Chi è riuscito a sopravvivere ci ha dato lezione di coraggio e generosità.

Sono stati i bambini, prima degli adulti, a prendersi cura degli altri bambini positivi rimasti orfani vincendo la paura di toccare un altro paziente. 

Hanno iniziato a rompere il silenzio e con il rumore dei loro giochi e risate hanno dato speranza a tutti noi.   

 

Abbiamo assistito alla dimissione di Yatta e Salomon, primi bambini guariti nel centro, li abbiamo visti salutare gli altri pazienti, ne abbiamo ascoltato la storia di come l'ebola sia entrata nelle loro vite.

Chi per primo nella loro famiglia si è ammalato e come sono arrivati da noi. Ancora confusi hanno scelto il loro vestito e i loro giochi prima di rientrare a casa,  ci hanno chiesto chi si sarebbe occupato degli altri bambini ora che loro sarebbero partiti. Hanno dato una dimensione umana ad un'epidemia che di umano ha poco.

A Kailahun, non ci sono solo bambini, ci sono donne, anziani,  intere famiglie, infermieri, che si sono infettati cercando di aiutare i loro amici, familiari o pazienti.

L‘ebola uccide, questo è noto. Quello che non è così noto è che uccide i legami e la fiducia nei villaggi. Uccide creando la paura di toccare chi si ammala o salutare chi muore.

Nelle settimane trascorse sul campo, ho visto la paura diffondersi come l‘infezione, ma ho anche visto  il serio e dedicato lavoro di MSF, villaggi e pazienti ringraziarci per il lavoro che facciamo per fermare cio che è più grande noi, paura compresa.

Grazia, Epidemiologa MSF in Sierra Leone

 

Sostieni le nostre attività, dona ora online >>

Notizie & Pubblicazioni correlate