Paesi

Argomento

11 Marzo 2016

Testimonianza di un medico in un sobborgo di Damasco. "Abbiamo paura che quando finirà la tregua, la ripresa sarà ancora più dura".

3 Febbraio 2016

Molti civili continuano a vivere a Saada, nel nord dello Yemen, nonostante i quotidiani attacchi aerei nella zona. La testimonianza del nostro operatore Michael Seawright , che è stato recentemente coordinatore dei progetti MSF nella regione dilaniata dalla guerra.

27 Gennaio 2016

Jamal Afshar ha 34 anni ed è originario dell’Afghanistan. Dopo un lungo viaggio per fuggire dal proprio paese, lavora oggi come  mediatore culturale MSF a Gorizia.

 

21 Gennaio 2016

Martedì 19 gennaio siamo arrivati nella zona di Al Hurair, nel quartiere di Al Houban a Taiz, dopo aver ricevuto una chiamata da un nostro contatto della zona: un attacco aereo aveva colpito alcuni bambini e un insegnante ed era necessario il nostro supporto per soccorrere i feriti. Ci siamo precipitati verso l’area, vicino alla linea del fronte che circonda la città di Taiz, per portare assistenza alle persone colpite.

30 Dicembre 2015

È stato un privilegio essere qui in questa zona di frontiera, sul molo della banchina di Pozzallo ad accogliere e soccorrere tutte le persone che affrontano il deserto del Sahara e il Mar Mediterraneo, alla ricerca di qualcosa di migliore. Nelle mie giornate di lavoro, c'è la bellezza dell’incontro con l’altro ma, a volte, anche la frustrazione di non trovare le risposte adeguate.

28 Dicembre 2015

Gli operatori umanitari italiani hanno dato, come sempre, un importante contributo sul campo. Ma altrettanto fondamentale è il sostegno dei tanti donatori privati: solo grazie a loro, a voi, possiamo portare avanti la nostra azione in modo indipendente, neutrale e imparziale. Oggi più che mai, il vostro supporto è essenziale.

28 Dicembre 2015

Negli ultimi cinque mesi in Yemen come coordinatore medico per l’emergenza, Celine Langlois è rimasta sorpresa dall’abilità delle persone di andare avanti con la vita di tutti i giorni tra attacchi aerei e una disperata necessità di combustile e acqua.

2 Novembre 2015

Ho passato tre mesi nel Centro Traumatologico di Kunduz, una cittadina nel nord dell’Afghanistan, teatro di violenti scontri militari.

Qui le vittime di guerra, per incidenti stradali e di violenza di strada sono all’ordine del giorno, centinaia di pazienti di cui moltissimi sono bambini, vengono curati ogni giorno nel nostro ospedale.

L’imparzialità, l’umanità, l’assenza di pregiudizio e la professionalità sono alla base del nostro soccorso.

4 Ottobre 2015

Testimonianza del nostro infermiere Lajos Zoltan Jecs che si trovava nell’ospedale traumatologico di Kunduz quando è stato colpito da una serie di bombardamenti aerei, nelle prime ore di sabato mattina.

17 Settembre 2015

Non dimenticherò mai lo sguardo delle donne che avevano deciso di trascorrere gli ultimi mesi di gravidanza nel Villaggio delle Donne presso il nostro ospedale a Masisi.Un misto di paura e timida speranza, sensi di colpa, per aver temporaneamente lasciato la famiglia (in luoghi di guerra chi si lascia non è mai sicuro di rincontrarsi), ma anche liberazione.

Pagine