Gli aborti effettuati in scarse condizioni igienico-sanitarie possono comportare complicazioni letali, che attualmente sono tra le principali cause di mortalità materna in tutto il mondo. Dal 2004 nei nostri progetti forniamo aborti sicuri volontari. Catrin Schulte-Hillen, consulente in materia di salute riproduttiva per MSF, illustra le implicazioni e le difficoltà di questa decisione.

10 Ottobre 2017

Perché MSF si impegna specificamente per l'aborto sicuro volontario?

Le complicazioni associate con gli aborti non sicuri (non eseguiti sotto controllo medico) sono tra le più comuni cause di mortalità materna. Eppure, al contempo, sono gli unici casi che in realtà possono essere previsti e prevenuti.

Nel 2014 e nel 2015, le équipe di MSF hanno accolto oltre 20.000 donne con complicazioni da aborto, tra cui gravi emorragie, infezioni e peritonite, che possono causare lesioni, sterilità e persino la morte.  Si stima che il 50-80 per cento delle complicazioni fosse dovuto ad aborti effettuati in condizioni precarie e/o da personale non qualificato. Nei paesi sviluppati la percentuale di aborti non sicuri è pari al sei per cento circa, mentre in Africa e in America Latina è, rispettivamente, del 97 e del 95 per cento.

Dal 2004, l'accesso agli aborti sicuri (sotto controllo medico) fa ufficialmente parte dei servizi sanitari forniti dalle équipe di MSF sul campo. Le nostre équipe hanno tre responsabilità principali:

1.       Rispettare la motivazione per cui la donna o la ragazza decide di interrompere la gravidanza.

2.       Garantire che possa parlare del suo desiderio di sottoporsi ad aborto con il personale medico e prendere una decisione informata.

3.       Fornire assistenza sanitaria di qualità.

Tra il 2013 e il 2015, solo nel 25-35 per cento dei progetti di MSF è stato effettivamente messo in pratica il servizio di interruzione di gravidanza. In numero assoluti, parliamo di circa 500 - 1.500 tra donne e ragazze che ogni anno hanno potuto avere accesso tramite MSF a cure sicure per una terminazione di gravidanza volontaria. Si tratta di una percentuale ancora piuttosto bassa, se pensiamo che MSF fornisce cure materne a circa 200.000 donne ogni anno. La cifra è però in aumento, e dimostra il progresso graduale che stiamo facendo in questo settore.

Che cosa ostacola la fornitura di aborti sicuri?

Le ragioni principali sono interne a MSF e riguardano il ​​personale stesso: il disagio rispetto al servizio, la mancanza di conoscenza in materia, o un'obiezione personale. Nella maggior parte delle società, esistono forti modelli sociali e pregiudizi legati all'aborto, compreso un certo grado di reticenza a praticarlo, o addirittura a parlarne. È necessario prendere in considerazione questi aspetti sociali, creando un ambiente che permetta al personale medico di esprimere le proprie convinzioni e preoccupazioni professionali rispetto all'aborto. In questo modo, saremo in grado di aiutare ogni individuo a raggiungere un equilibrio tra il parere personale e la responsabilità professionale.

Gli ostacoli all'aborto sono in alcuni casi anche problemi di natura legale?

Per fare chiarezza, l'aborto è assolutamente illegale solo in sei paesi in tutto il mondo, nessuno dei quali si trova in Africa o in Asia. Nel 97 per cento dei paesi è autorizzato quando è necessario per salvare la vita della donna. Nel 60 per cento di questi, si estende ai casi in cui è necessario per motivi di salute (compresa la salute mentale). Inoltre, più del 50 per cento dei paesi consente l'aborto per gravidanze causate da stupro. Ciononostante, non si può escludere a priori la possibilità di incorrere in un'azione legale.

Bisogna quindi diffidare delle argomentazioni giuridiche, in particolare quando sono usate per impedire a qualcuno di sottoporsi a un aborto sotto controllo medico. Questi ostacoli devono essere osservati da una prospettiva più ampia, equilibrata, concentrandosi sul rispetto e la sicurezza delle donne coinvolte. In ogni caso di aborto, è necessario valutare l'interpretazione delle leggi locali, i costumi locali e la presenza di strutture mediche in grado di effettuare aborti sicuri e che possiamo raccomandare alle donne.

Esistono rischi associati all'esecuzione di aborti per le équipe di MSF?

Gli aborti sicuri sono una necessità medica evidente ma ancora molto trascurata. MSF ha deciso di non rinunciare ad affrontare questo problema solo perché “è complicato”. Dobbiamo quindi essere pronti ad accettare e affrontare i problemi e le possibili ripercussioni, impegnandoci al contempo a ridurre i rischi per le donne. In paesi con norme particolarmente rigorose in materia di aborto, MSF si avvale di personale internazionale che si assume la responsabilità per l'esecuzione delle procedure. Inoltre, la riservatezza è della massima importanza, per proteggere le donne e le ragazze che hanno scelto di interrompere la gravidanza.

In conclusione, è per noi importante comunicare con chiarezza la questione, illustrando la nostra missione medica e le nostre argomentazioni e giustificazioni per la fornitura di questo tipo di assistenza alle donne che ne fanno richiesta. La possibilità di far cambiare l’atteggiamento nei confronti dell'aborto spesso dipende dalla nostra capacità di creare un dialogo su queste problematiche, sia con il personale medico di MSF, sia con altri operatori sanitari delle comunità locali.

L'aborto non sicuro è una delle prime cinque cause di mortalità materna perché può provocare emorragia post-parto, sepsi, complicanze del parto e disordine ipertensivo. Le conseguenze di un aborto non sicuro sono un problema medico. Secondo l'OMS, ogni anno vengono eseguiti circa 22 milioni di aborti non sicuri. Ciò significa che sono eseguiti da persone che non dispongono delle competenze necessarie o in un ambiente privo degli standard medici minimi.

L'OMS stima inoltre che 47.000 donne e ragazze muoiano ogni anno e altri 5 milioni abbiano problemi e disabilità causati da un aborto non sicuro. Tuttavia, il quadro completo delle conseguenze degli aborti non sicuri è sconosciuto perché molte donne e ragazze non sono in grado di cercare assistenza medica e nessuno sa quante ne muoiano veramente.