7 Ottobre 2016
Dall’inizio della guerra in Siria, la zona est di Aleppo è testimone di feroci bombardamenti e l’accesso alle cure mediche è ormai estremamente limitato. La stessa ricerca di cure mediche è diventata pericolosa: vi sono stati almeno 23 attacchi documentati e solo otto ospedali sono ancora attivi da quando l’assedio è cominciato, lo scorso luglio.
 
Le due principali strutture medico-chirurgiche della zona est di Aleppo, supportate da MSF e altre organizzazioni, sono state danneggiate cinque volte ciascuna, lasciandone una inutilizzabile dal 1 ottobre. Soltanto nelle scorse due settimane, la campagna di bombardamento ha ucciso 377 persone, secondo la Direzione della Sanità che registra soltanto le vittime accertate dagli ospedali. Molti dei feriti vengono curati a casa e altrove e, quindi, non sono registrati.
 
“La situazione è insostenibile” dichiara Carlos Francisco, capo missione di MSF in Siria. “I pochi medici rimasti in grado di salvare vite umane stanno sfidando la morte. Solo pochi giorni fa il direttore di un centro di salute, da noi supportato, è stato ucciso da un barile bomba insieme alla sua famiglia, bambini compresi”.
 
Tutti gli otto ospedali nella zona est di Aleppo sono attualmente sopraffatti dall’alto numero di feriti di guerra. Le persone stanno letteralmente morendo sui pavimenti delle strutture. In un’area con una popolazione approssimativa di 250.000 persone, sono rimasti solo sette professionisti in grado di eseguire interventi chirurgici su pazienti con ferite di guerra.
 
“Ci sono molti feriti perché le bombe cadono in zone affollate, strade piene di persone, file per il pane, o file per la distribuzione di aiuti” spiega il dott. Abu Waseem, direttore di un ospedale chirurgico supportato da MSF.
 

Completamente isolate dall'assedio, le persone in tutta la zona est di Aleppo soffrono per la mancanza di beni di prima necessità. Anche la benzina si è esaurita e questo ha un impatto aggiuntivo sia sulle ambulanze sia sugli ospedali. “I governi siriano e russo hanno portato questa battaglia a un nuovo livello”, dichiara Pablo Marco, coordinatore delle operazioni di MSF in Medio Oriente. “L'intera parte est di Aleppo è nel mirino. Centinaia di civili vengono massacrati; le loro vite sono state trasformate in un inferno”.
 
MSF supporta otto ospedali nella città di Aleppo. Gestisce sei strutture sanitarie in tutta la Siria settentrionale e supporta più di 150 centri sanitari e ospedali in tutto il paese, molti dei quali in zone assediate. 
 

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