27 Novembre 2017

Invitiamo le autorità della Papua Nuova Guinea (PNG) a permettere alla nostra équipe l'accesso nei Centri di transito per richiedenti asilo e rifugiati di Manus, per valutare le condizioni delle persone al loro interno e fornire cure mediche essenziali a seconda dei casi.

Domenica 19 novembre, avevamo ricevuto un'autorizzazione scritta dalle autorità della PNG per valutare le condizioni mediche all'interno del Centro di elaborazione regionale (RPC), ufficialmente chiuso, ma nel quale vivevano ancora centinaia di persone. Di conseguenza, mercoledì 22 novembre, un’équipe composta da due medici e uno specialista di acqua e servizi igienico-sanitari è arrivata sull'isola di Manus in attesa di avere accesso al Centro.

Tuttavia, venerdì 24 novembre, la polizia della PNG ha sgomberato i 328 rifugiati e richiedenti asilo rimasti nel RPC inviandoli in Centri di transito alternativi. Finora la nostra équipe non è riuscita ad avere accesso a nessuno di questi Centri, nonostante l'autorizzazione ottenuta.

Il dott. Stewart Condon, membro dell’équipe di MSF a Manus e presidente di MSF-Australia, dichiara: “come operatore umanitario e medico, sono molto preoccupato per la sorte dei rifugiati e richiedenti asilo nei Centri di transito sull'isola di Manus. Secondo quanto ci è stato riferito, nelle ultime tre settimane hanno avuto un accesso limitato al cibo e all'acqua. Alcuni hanno vissuto in detenzione anche per quattro anni, con un probabile impatto sulla loro salute mentale.

Giovedì 23 novembre, abbiamo visto un uomo, successivamente trasferito in ambulanza all'ospedale generale di Lorengau, che sembrava disidratato, malnutrito e con segni di grave depressione, ma non siamo stati in grado di parlare con lui per un tempo sufficiente. Ora stiamo monitorando i suoi progressi.

Vogliamo sincerarci che i bisogni medici e psicologici delle persone nei Centri siano soddisfatti e che le strutture locali abbiano la capacità di prendersi cura di loro. La situazione qui è instabile ma l’équipe di MSF è pronta a fornire qualsiasi supporto medico-umanitario possibile. Chiediamo quindi alle autorità di concedere a MSF l'accesso all'interno dei Centri di transito per valutare le condizioni mediche dei rifugiati e i richiedenti asilo che si trovano al loro interno”.

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