19 Maggio 2016
A due mesi dalla sigla del trattato tra Unione Europea e Turchia, la situazione continua a peggiorare per i rifugiati bloccati sulle isole greche, in particolare a Samos. MSF ribadisce le condizioni abiette di queste detenzioni e chiede l'apertura immediata dell’hotspot sull’isola.
 
Sin dal 20 marzo i rifugiati che arrivano sulle isole greche vengono spediti in centri chiusi. Tra questi ci sono donne e bambini e decine di minori non accompagnati per i quali non sono state istituite specifiche misure di protezione. 
 
Negli hotspot, il fermo amministrativo è fissato a 25 giorni, ma si tratta di una regola spesso non rispettata. All’infuori della natura completamente inammissibile di questi fermi, è chiaro che molte delle persone costrette a vivere l’una sull’altra sono detenute illegalmente. A Samos, il numero di persone trattenute è ora più del doppio di quello originariamente stimato e non c’è una divisione tra uomini e donne, che vivono in condizioni sempre più precarie mentre le autorità vi continuano a stipare ancora più persone.
 
Secondo le informazioni ottenute dalle équipe di MSF, l’acqua e i ripari scarseggiano, i servizi sono tenuti male, l'igiene è deplorevole e le distribuzioni di cibo sono casuali.  Lo staff ha inoltre osservato un considerevole aumento di persone con disturbi da stress e ferite per violenza. Le già accresciute tensioni stanno aumentando a causa del sovraffollamento e della detenzione prolungata. Oltre a questo, ai migranti vengono fornite pochissime informazioni nonostante questo potrebbe aiutarli ad avere una qualche prospettiva per il futuro.
 
Fondata sul rifiuto, la politica migratoria condotta dall’Unione Europea sta ottenendo i risultati sperati perché i migranti che giungono sulle isole sono sempre meno. Sembrerebbe però che la barbarie di questa politica non riesca a scoraggiare a sufficienza quelli che continuano ad attraversare il mar Egeo e rischiano la vita per poi vedersi rinchiusi in condizioni tanto deplorevoli quanto arbitrarie.
 
La detenzione serve solo ad aggravare la situazione di quei rifugiati già vittime di trattamenti disumani e degradanti. È urgente e vitale alleviare almeno una parte delle loro sofferenze aprendo il campo di Samos e permettendo loro di muoversi liberamente sull’isola. MSF torna a ribadire all’Unione Europea e alle autorità greche le condizioni abiette di queste detenzioni, chiedendo un’immediata apertura dell’hotspot. 

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