11 Febbraio 2008

N’Djamena

La scorsa settimana, la situazione nella capitale è rimasta tranquilla. La gente ha ricominciato a uscire in strada, il traffico aumenta e anche i mercati hanno ripreso la loro attività, sebbene molti dei negozi siano ancora chiusi. I prezzi dei generi di base (cibo, gasolio…) sono notevolmente aumentati.

Attività di MSF

Dall’inizio degli scontri, le equipe di MSF hanno curato 110 feriti all’ospedale Bon Samaritain, una delle poche strutture di N’Djamena a rimanere aperta durante i combattimenti. Il giorno successivo alla fine dei combattimenti, lunedì 4 febbraio, le equipe di MSF hanno iniziato a valutare la situazione nel centro della città. Hanno fornito farmaci a diverse strutture sanitarie e, il mercoledì 6 febbraio, un secondo team chirurgico ha iniziato a lavorare al pronto soccorso dell’Hopital Général, la principale struttura della capitale, dove molti feriti erano stati curati durante i combattimenti. In due giorni, l’equipe ha curato 19 feriti. MSF ha inoltre iniziato a sostenere l’ospedale de l’Union, a Chagoua, uno dei quartieri più colpiti dagli scontri, con personale e farmaci. La maggior parte della popolazione è scappata e l’ospedale è rimasto chiuso la scorsa settimana, ma ora le persone stanno tornando e l’ospedale ha riaperto. Cinque giorni dopo la fine degli scontri, ci sono ancora persone con ferite di arma da fuoco che giungono all’ospedale. Sono 17 gli operatori internazionali di MSF che lavorano in questo momento a N’Djamena.

Rifugiati in Camerun

Migliaia di persone hanno cercato rifugio in Camerun, nella città di frontiera di Kousseri, a 15 km da N’Djamena. I rifugiati sono sparsi intorno alla città, il che rende molto difficile dire quanti siano con esattezza. La maggior parte delle famiglie si sono rifugiate sotto gli alberi, con pochissime risorse. Manca loro cibo, acqua pulita, ripari e assistenza sanitaria di base. Diverse persone hanno iniziato a fare ritorno a N’Djamena. Molti altri mandano un membro della famiglia a valutare la situazione ma ancora non osano fare ritorno.

Attività di MSF

Un’equipe di MSF fornisce un supporto al pronto soccorso del Kousseri General Hospital, dove oltre 80 feriti sono stati ricoverati la scorsa settimana. Altre due equipe stanno fornendo cure mediche di base necessarie ai rifugiati in città e in una località chiamata Madana, dove migliaia di rifugiati si sono radunati. Qui MSF ha inoltre iniziato a distribuire generi di prima necessità e svolge attività igienico-sanitarie. Sono 20 gli operatori internazionali di MSF che assistono i rifugiati in Camerun.

Situazione nel Ciad orientale

Mentre alcune equipe di MSF nel Ciad orientale sono state ridotte a causa dell’imprevedibilità della situazione, stiamo continuando il nostro lavoro nella regione dove forniamo assistenza sanitaria di primo e di secondo livello, assistenza psico-sociale, acqua e servizi igienici ai rifugiati sudanesi e ai ciadiani sfollati o residenti a Abéché, Adré, Farchana, Goz Beida, Dogdoré, Guereda, Iriba e Am Timam.

Nel frattempo sono giunti in Camerun aerei cargo con farmaci, materiale medico, scorte logistiche e generi di prima necessità che verranno distribuiti nel corso dei prossimi giorni.

 

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