13 Dicembre 2010

Tra il 22 ottobre e il 5 dicembre, Medici Senza Frontiere ha curato più di 51.000 persone con sintomi da colera a Haiti, 1.100 al giorno nella scorsa settimana. MSF gestisce attualmente 40 centri per la cura del colera in tutto il paese con una capacità di 3.300 posti letto.

La situazione è particolarmente critica nel nord del paese, dove l’epidemia si è diffusa nelle scorse due settimane. MSF sta gestendo centri per la cura nelle cittadine di Cap Haitien e Port-de-Paix. Nel nord, MSF accoglie una media di 380 pazienti al giorno. A Port-de-Paix sono più di 100 i pazienti ricoverati ogni giorno, per questo MSF ha aumentato la sua capacità di ricezione a 130 posti letto.

“Spesso vediamo solo la punta dell’iceberg perché sappiamo che ci sono persone che stanno morendo per il colera nelle comunità rurali”, spiega David Schrumpf, che coordina l’equipe di MSF che si occupa di estendere le attività nel nord del paese. “Cerchiamo di raggiungerli con macchine, motociclette o a volte a piedi, per installare punti per la reidratazione orale e centri di cura. Il nostro obiettivo è fornire alle popolazioni più remote un migliore accesso alle cure mediche ma anche permettere ai malati di reidratarsi durante il viaggio verso le strutture mediche”.

Nella capitale Port-au-Prince, il numero di casi di colera rimane alto ma, complessivamente, quello dei ricoveri presso le 13 strutture di MSF si sta stabilizzando. Nella capitale, in totale sono state curate 14.000 persone, di cui 1.800 nella scorsa settimana. Nella regione di Artibonite, dove è iniziata l’epidemia, il numero di casi sta diminuendo: 870 nella scorsa settimana, per un totale di 21.000 pazienti.

Le equipe di MSF rimangono in allerta e monitorano la situazione epidemiologica nel paese per adattare al meglio le attività. A seguito di un aumento dei casi di colera nel sud del paese, MSF sta conducendo dei controlli e mettendo in piedi strutture per il trattamento del colera a Leogane, Jacmel, Les Cayes e Jeremie.

“Nelle aree colpite più di recente, la popolazione è molto spaventata”, racconta Alan Lefebvre, coordinatore per l’emergenza di MSF. “Le persone temono che i centri per la cura del colera possano diffondere la malattia nella comunità. La sfida maggiore è informare, aumentare la consapevolezza delle persone e dimostrare che siamo lì per curare i malati e che le cure funzionano”.

Più di 4.000 haitiani lavorano insieme a 260 membri dello staff internazionale per rispondere all’epidemia di colera a Haiti. MSF ha inviato più di 770 tonnellate di materiale medico e logistico nel paese per rispondere all’emergenza.

Il lavoro prosegue nonostante il clima di insicurezza

A seguito delle violente proteste scaturite nella capitale haitiana per i risultati elettorali, MSF ha curato 26 feriti, 15 dei quali da arma da fuoco. Due ambulanze di MSF fanno la spola tra le strade della città per raccogliere i feriti e coloro che hanno bisogno di assistenza medica. Nonostante siano state erette diverse barricate in vari punti di Port-au-Prince, che limitano molto gli spostamenti, le equipe di MSF hanno libertà di movimento.

“I veicoli di MSF sono tra i pochi che possono spostarsi per la città”, racconta Francisco Otero, capo missione di MSF. “I dimostranti aprono i passaggi che permettono alle ambulanze di circolare. Questo è fondamentale per garantire il trasferimento dei feriti e la continuazione delle nostre attività mediche”.

MSF ha diffuso messaggi radio per chiedere alla popolazione di permettere alle ambulanze di circolare liberamente e informare gli ascoltatori sulla disponibilità di cure mediche presso le strutture di MSF. In questo modo, coloro che necessitano di ricovero urgente e i pazienti affetti da colera, possono continuare ad essere trasferiti neii centri di cura di MSF.

 

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