18 Gennaio 2016
Dieci mesi dopo l’apertura del campo di Calais, il governo francese sta fornendo a 1.500 persone una sistemazione in container-dormitori installati in un’area sicura dentro al campo. Inizialmente, non era stato fatto nulla per preparare il sito di La Lande al rischio inondazioni nel momento in cui era stato reso accessibile ai rifugiati, nel marzo 2015. Ci è voluto un bel po’ per concludere questo processo e far sì che questa sistemazione temporanea vedesse finalmente la luce, lo scorso 11 gennaio.
 
Negli ultimi mesi sono giunti al campo sempre più rifugiati. Le condizioni di vita sono ancora deplorevoli. “Abbiamo deciso di agire per rispondere alle esigenze mediche dei migranti e migliorare l’igiene del luogo”, spiega il dott. Michel Janssens, capo missione di MSF. “Lo scorso settembre, MSF ha ripristinato i punti di approvvigionamento idrico e creato un sistema per lo smaltimento dei rifiuti. Inoltre, nonostante sia responsabilità delle autorità, continuiamo a distribuire sacchetti dell’immondizia e a gestire parzialmente la raccolta dei rifiuti.”
 
Le équipe di MSF eseguono tra le 100 e le 120 consultazioni al giorno nella clinica installata dall'organizzazione nel campo. Queste includono le visite mediche, l’assistenza infermieristica e la fisioterapia. Le malattie trattate - infezioni respiratorie e otorinolaringoiatriche e alcuni casi di scabbia - sono dovute principalmente alle condizioni di vita che i pazienti devono sopportare.
 
All’approssimarsi dell’inverno, era di vitale importanza fornire ai rifugiati riparo dal freddo e dall’umidità, per cui MSF ha costruito abitazioni di legno, ciascuna in grado di ospitare da 4 a 5 persone. Finora sono stati assegnati oltre 100 rifugi e altri sono in fase di costruzione, dato che le sistemazioni fornite dalle autorità - 1.500 posti nei centri di accoglienza temporanea e 400 esclusivamente per donne e bambini al centro Jules Ferry a La Lande –sono del tutto insufficienti, per i circa 4.500/5.000 migranti che vivono nel campo di Calais.
 

I controlli d'identità imposti all’entrata della struttura, circondata da reti metalliche allestite dal governo nel campo "Jungle", rappresentano un problema poiché, questi controlli, non fanno niente per rassicurare i migranti dal timore di essere forzatamente rimpatriati nei loro paesi. Inoltre, non ci sono né docce né attrezzature per preparare il cibo. "Abbiamo la sensazione che i problemi di sicurezza siano più importanti delle condizioni di vita dei migranti", prosegue Janssens.
Inoltre, un’area di 100 metri intorno al campo gestito dal governo verrà sgomberata per ragioni di sicurezza. Questo comporterà lo spostamento delle persone che vi alloggiano e potrebbe portare ad ulteriori tensioni.
 
L’atmosfera è a malapena serena nel campo di Calais e nelle immediate vicinanze. Sono state impiegate più forze di polizia ma queste non hanno impedito violenti scontri notturni quando è salita la tensione tra un gruppo di anti-immigrati, alcuni rifugiati e le forze di sicurezza che non hanno esitato a utilizzare lacrimogeni e armi con proiettili di gomma.
 
“Abbiamo trattato dieci persone ferite durante gli scontri. Avevano contusioni e altre lesioni che dicono siano state causate dalle pistole in dotazione alle forze di sicurezza", spiega Janssens. “Diverse persone hanno inoltre riferito alle équipe di MSF nel campo di aver subito gli effetti dei gas lacrimogeni o di essere stati feriti da proiettili di gomma. Tutto ciò è incomprensibile agli occhi di persone che fuggono dalla violenza nei loro paesi di origine”.
 

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