23 Febbraio 2011

Medici Senza Frontiere si prepara a riorganizzare la sua risposta all’epidemia di colera a Haiti. Nelle prossime settimane, l’organizzazione medico-umanitaria lavorerà al fine di passare le consegne ad altre organizzazioni nazionali e internazionali che si possano fare carico dell'assistenza ai malati di colera.

Dall’inizio dell’epidemia, più di 110.000 persone sono state curate dalle équipe di MSF. Verso l’inizio di febbraio, sei degli otto distretti hanno iniziato a riscontrare una diminuzione nel numero dei nuovi pazienti. Diminuzione che però ancora non si riscontra nel sud del paese, dove si registra un aumento di tre volte del numero dei pazienti ricoverati. Il numero totale dei pazienti di colera ricoverati ogni settimana nelle strutture di MSF è diminuito di circa il 70%, se comparato all’inizio dell’epidemia, passando da 12.000 malati a settimana a 3.118 all’inizio di febbraio. Nella regione di Artibonite, MSF ha curato circa 4.500 casi a settimana mentre oggi sono scesi a 500. Inoltre, MSF ha constatato una differenza nella ripartizione geografica dei casi di colera.

© Ricardo Garcia Vilanova

Di conseguenza, MSF sta reindirizzando i propri programmi per rispondere al meglio e in maniera più adatta all’evolversi della situazione. L’organizzazione procederà dunque con una riduzione delle strutture per l’accoglienza dei malati di colera, sia come dimensione sia come quantità. Secondo Caroline Séguin, coordinatrice dell’emergenza colera per MSF, questa decisione è dettata da due indicatori: “la situazione epidemiologica, per l’esattezza l’evoluzione del numero di casi, e l’esistenza nelle vicinanze di strutture capaci di far fronte alle richieste”.

I siti identificati che si faranno carico delle cure ai malati di colera, beneficeranno di donazioni di medicinali e materiale sanitario. “E’ tutto pronto per il passaggio di consegne, ci assicureremo che le strutture siano in grado di ricevere tutti i casi di colera che si presenteranno. Un’équipe di MSF continuerà a monitorare la situazione epidemiologica. Siamo in contatto costante con le strutture che ci contatteranno in caso l’afflusso di malati dovesse aumentare di nuovo”, spiega Dominique Bernard, responsabile dei progetti di MSF a Port-de-Paix.

Una delle principali ragioni che spiegano la diminuzione dei nuovi casi di colera, è l'arrivo della stagione secca ad Haiti, meno propizia alla propagazione della malattia. Inoltre, sembra che l’isolamento dei pazienti nei Centri per la cura del colera (CTC), la disinfezione dei luoghi contaminati, la potabilizzazione dell’acqua e i vasti sforzi di sensibilizzazione dell’opinione pubblica eseguiti da MSF e da altri attori, abbiano avuto un impatto positivo sull’evoluzione dell’epidemia. “All’inizio la popolazione non sapeva nulla del colera e aveva paura”, racconta Caroline Séguin. “Ora è tutto diverso, la popolazione comprende l’importanza del lavoro per la potabilizzazione dell’acqua”.

© Elif Ercan / MSF

Bisogna tuttavia tenere sotto controllo la situazione perché il colera è diventato endemico ad Haiti e la stagione delle piogge tornerà presto, aumentando così i rischi di una nuova insorgenza dell’epidemia. “I numeri possono diminuire e aumentare – aggiunge Caroline Séguin – ed è per questo che continueremo a monitorare la situazione ad Haiti. Ci teniamo pronti ad intervenire se dovesse esserci un nuovo afflusso di malati”.

MSF, dall’inizio dell’epidemia, ha curato più di 110.000 casi di colera nei 47 centri per la cura della malattia presenti a Haiti (circa il 60% di tutti i casi manifestatisi nel paese). MSF ha sviluppato una capacità di 4.000 posti letto dedicati all’epidemia. In queste strutture, il tasso di mortalità si è mantenuto al di sotto del 2% dei casi.

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