10 Gennaio 2011

PORT-AU-PRINCE/ROMA – Un anno dopo il devastante terremoto che ha ucciso 222.000 persone e lasciato 1.5 milioni di haitiani senza casa, la popolazione continua a soffrire condizioni di vita terribili nel mezzo di un’epidemia di colera su scala nazionale nonostante il più grande dispiegamento di aiuti umanitari al mondo, afferma l’organizzazione medico-umanitaria internazionale Medici Senza Frontiere (MSF).

Mentre l’accesso alle cure mediche di base è complessivamente migliorato, la rapida diffusione dell’epidemia di colera in tutto il paese evidenzia i limiti del sistema internazionale degli aiuti nella risposta efficace alle nuove emergenze. Le organizzazioni e le agenzie internazionali devono essere all’altezza degli impegni presi con la popolazione haitiana e i donatori, trasformando le promesse fatte in azioni più concrete, afferma MSF.

I bisogni umanitari urgenti devono essere soddisfatti mentre vengono perseguiti i programmi di ricostruzione a lungo termine. Le condizioni complessive di salute della popolazione e la capacità di contenere il rischio di malattie epidemiche dipende dal miglioramento delle condizioni igieniche e della fornitura di acqua potabile e assicurare che il milione di persone che ancora vivono in tende abbiano accesso a ripari transitori adeguati.

“La devastazione massiccia causata dal terremoto ha determinato una straordinaria ondata di solidarietà di privati cittadini in tutto il mondo e promesse fatte dalla comunità internazionale di “ricostruire Haiti meglio di prima”, dichiara Stefano Zannini, Capo-missione di MSF a Haiti.
“Ma la triste realtà odierna è che anche se gli Haitiani cercano di ricostruirsi le loro vite, molte persone rimangono estremamente vulnerabili, specialmente nel momento in cui devono fronteggiare un secondo e ampiamente prevedibile disastro come l’epidemia di colera che fino a oggi ha ucciso 3.600 persone.”

Oggi MSF ha pubblicato un’analisi sul proprio intervento di emergenza a seguito del terremoto e una valutazione delle lacune esistenti nell’assistenza medica di secondo livello che l’organizzazione affronterà nei prossimi mesi. L’intervento di MSF a seguito del terremoto di Haiti e dell’epidemia di colera rappresenta il più grande intervento di risposta a un’emergenza nella storia dell’organizzazione.

In base alle previsioni, per la fine del 2010, MSF stima di aver speso tutti i 104 milioni di euro donati dai privati cittadini per mobilitare l’intervento di risposta al terremoto e affrontare l’epidemia di colera. Dal 12 gennaio al 31 ottobre 2010, i team medici di MSF hanno curato più di 358.000 persone, effettuato più di 16.500 interventi chirurgici e fatto nascere 15.000 bambini. Oltre 5.700 interventi chirurgici complessi sono stati effettuati solo nei primi tre mesi dal terremoto, facendo di MSF uno dei più importanti fornitori di assistenza chirurgica sull’isola.

Dall’inizio dell’epidemia di colera, i centri per il trattamento del colera supportati da MSF hanno curato più di 91.000 persone dei 171.300 casi registrati a livello nazionale (dati aggiornati al 1 gennaio 2011).

“Con l’avvicinarsi dell’anniversario del terremoto, è importante riflettere più approfonditamente sulle lacune dell’anno passato visti gli immensi bisogni della popolazione e la fiducia concessa dalle persone in tutto il mondo per aiutare a colmare quei bisogni,” dichiara il dottor Unni Karunakara, Presidente internazionale di MSF. “Con il costante e generoso supporto dei nostri sostenitori e l’impegno dei nostri operatori internazionali e locali — molti dei quali continuano a lavorare nonostante la morte di familiari e amici — MSF intende usare l’esperienza di Haiti per sostenere e migliorare i propri progetti nel Paese ed essere pronta ad affrontare eventuali emergenze.”

Le previsioni di budget per gli interventi di MSF a Haiti nel 2011 ammontano a 46 milioni di euro per mantenere una rete di sei ospedali gestiti dall’organizzazione a Port-au-Prince, con una capacità totale di 1.000 posti letto, e per continuare a supportare due ospedali del Ministero della Salute haitiano. Tre delle strutture presenti nella capitale verranno nuovamente costruite nel 2011, inclusa l’unica unità per il trattamento delle ustioni presente nella capitale – sostituendo le strutture temporanee allestite immediatamente dopo il terremoto.

Fuori della capitale, a Léogâne, MSF continuerà a gestire un ospedale completamente ricostruito di 120 posti letto. Tra le priorità operative di MSF a Haiti figurano l’assistenza ostetrica, di pronto soccorso e traumatologica.

 

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