24 Dicembre 2010

L’epidemia di colera si è stabilizzata nella regione di Artibonite ma continua a diffondersi nel nord e nel sud di Haiti. L’emergenza non è finita e tutto il paese ne è colpito. Nella settimana che si sta concludendo, MSF ha curato quotidianamente più di 1.850 pazienti con sintomi da colera nelle proprie strutture e in quelle pubbliche supportate dall’organizzazione.

Medici Senza Frontiere continua a gestire 47 centri per il trattamento del colera in tutta Haiti e pensa di aprirne altri per servire le zone che sono state colpite più recentemente dall’epidemia, come le città di Les Cayes e Jeremie, effettuando ulteriori missioni esplorative e programmi di comunicazione per informare la popolazione sulla malattia e la sua cura.

Complessivamente, più di 4.000 persone sono impegnate per MSF nella risposta al colera a Haiti e hanno curato più di 75.000 pazienti dall’inizio dell’epidemia. Soltanto la scorsa settimana, circa 13.000 nuovi pazienti si sono rivolti alle strutture di MSF in tutto il paese.

A Port-au-Prince, c’è stato un aumento dei casi all’inizio della scorsa settimana, dovuto alla scarsa mobilità e al traffico in tilt per le agitazioni seguite all’annuncio dei risultati preliminari delle elezioni presidenziali. Il numero di nuovi casi nei centri di MSF è passato da 2.000 a 4.100, nonostante la situazione si stesse stabilizzando. Nei due mesi scorsi, MSF ha curato più di 21.000 persone nella capitale.

I tassi di mortalità rimangono sotto il 2% ma MSF continua ad aumentare la comunicazione verso le comunità, in particolare quelle recentemente colpite dalla malattia, per informare sul colera, le sue cause e le cure, con l’obiettivo di attenuare le paure della popolazione e aiutare le persone a comprendere che i centri di cura sono fondamentali per curare i malati e fermare la diffusione della malattia.

“Nei posti dove siamo riusciti a comunicare efficacemente con le comunità, abbiamo notato un arresto e addirittura una diminuzione nel numero di nuovi casi di colera”, spiega Delphine Chedorge, Capo missione di MSF. “È un aspetto cruciale della risposta al colera, perché le persone hanno bisogno di sapere di cosa si tratta, cosa possono fare per aiutare le persone malate e come evitare il contagio”.

“È comprensibile che la persone siano preoccupate quando il colera si manifesta per la prima volta nella loro comunità”, continua, “per questo – soprattutto se non hanno mai avuto accesso ai servizi sanitari – dobbiamo fargli capire che l’apertura di un centro per la cure del colera nel villaggio o nelle sue vicinanze, può aiutare a bloccare l’epidemia, proteggendo le comunità e non mettendole in pericolo”.

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