8 Settembre 2015

Il morso di serpente è una rilevante causa di mortalità, ma è anche una delle emergenze per la salute pubblica più trascurate data la scarsa attenzione della comunità scientifica internazionale. È necessaria un’attenzione specifica su trattamenti e strumenti diagnostici adeguati per evitare altri innumerevoli decessi.

Ogni anno si stima che cinque milioni di persone vengano morse dai serpenti. Tra loro, circa 100.000 non sopravvivono mentre 400.000 restano sfigurati o disabili in modo permanente. Nella sola Africa sub-sahariana 30.000 persone muoiono di morso di serpente ogni anno e si stima che 8.000 persone subiscano amputazioni. Ma è verosimile che il numero delle vittime aumenterà perché le scorte di uno degli antidoti più efficaci per l’Africa sub-sahariana termineranno a giugno 2016.

“Ci troviamo di fronte a una vera e propria emergenza. Perché i governi, le industrie farmaceutiche e gli organi sanitari globali eludono il problema proprio quando abbiamo più bisogno di loro?” chiede il dr. Gabriel Alcoba, esperto di morsi di serpente di MSF. “Immaginate quanto possa far paura essere morsi da un serpente, sentire il dolore e il veleno che si sparge nel tuo corpo, sapendo che potrebbe ucciderti e che non c’è un trattamento disponibile o comunque non te lo puoi permettere…”

Sempre più spesso MSF tratta il morso di serpente nei propri progetti sul campo. Nel 2014 MSF ha curato 300-400 persone a Paoua, in Repubblica Centrafricana, e oltre 300 ad Agok, Sud Sudan. Molte delle vittime sono bambini. Offrire sussidi per sostenere i costi dell’antidoto in modo che i pazienti paghino poco o nulla è fondamentale per migliorare l’accesso a questo trattamento salva-vita.

Il morso di serpente colpisce soprattutto persone che vivono in aree rurali. Non avendo strutture mediche nelle vicinanze e non potendo permettersi trattamenti costosi, molte persone si rivolgono ai guaritori tradizionali o non cercano nemmeno una cura. Per questo si pensa che il numero delle vittime possa essere molto più alto dei dati conosciuti. Quando disponibile, il trattamento antiveleno può costare fino a 250-500 dollari a persona, l’equivalente di quattro anni di salario nei paesi interessati

Il FAV-Afrique, prodotto dall’azienda farmaceutica Sanofi, è l’unico antidoto che si è dimostrato sicuro ed efficace per trattare l’avvelenamento da diversi tipi di serpenti in tutta l’Africa sub-sahariana. Ci sono pochi antidoti simili in Africa, ma la loro efficacia e sicurezza non è stata ancora adeguatamente provata. Sanofi ha chiuso la produzione di FAV-Afrique nel 2014 e l’ultimo stock si esaurirà a giugno 2016. Non ci saranno prodotti sostitutivi disponibili per almeno altri due anni e questo comporterà un alto numero di decessi e disabilità che si potrebbero evitare.

“Fino a quando non sarà disponibile un prodotto sostitutivo del FAV-Afrique, auspichiamo che Sanofi possa iniziare a produrre i materiali base del FAV-Afrique e poi trovare il modo, nell’ambito della propria capacità produttiva, di trasformarli nell’antidoto” ha detto Julien Potet, esperta di malattie dimenticate per la Campagna per l’Accesso ai Farmaci di MSF

L’Organizzazione Mondiale della Sanità deve avere la leadership nell’affrontare il morso di serpente in quanto minaccia per la salute pubblica, ma oggi la considera ancora come una “patologia trascurata senza un programma di risposta globale” nonostante gli alti livelli di mortalità.

Per MSF, la comunità scientifica mondiale, i donatori, i governi e le industrie farmaceutiche dovrebbero assumersi la propria responsabilità nell’affrontare il morso di serpente come emergenza per la salute pubblica e agire in modo tempestivo, adeguato e collaborativo.

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