10 Aprile 2017

Nel sud della Siria, a febbraio e marzo gli scontri si sono intensificati, quando le parti in conflitto si contendevano il controllo della città di Dara'a. Con l'aumento dei bombardamenti e degli attacchi nella zona orientale di Dara'a, gli ospedali e le strutture sanitarie della zona sono stati costretti a chiudere per evitare di essere colpiti. I combattimenti hanno anche portato a un'ondata di 30.000 sfollati. Molti sono fuggiti nelle zone agricole circostanti, o sono tornati ai villaggi precedentemente abbandonati e distrutti. MSF ha recentemente risposto a questa crisi con una distribuzione d'emergenza di 893 kit di prima necessità alle famiglie, in due aree. Alcuni residenti hanno assistito alla distruzione di strutture civili da parte degli attacchi aerei.

Gli sfollati nel sud della Siria devono affrontare una grave insicurezza e accesso limitato agli aiuti e alle cure mediche. In condizioni di vita sempre più precarie, la loro salute è destinata a peggiorare ulteriormente. I combattimenti hanno causato l'aumento dei feriti. Negli ultimi due mesi, abbiamo visitato 65 siriani feriti di guerra, arrivati al pronto soccorso dell'ospedale di Ramtha, nel nord della Giordania. Trentasette sono stati ricoverati nella struttura chirurgica di emergenza di MSF sul posto.

La presenza e le attività mediche di MSF restano significativamente limitate, soprattutto a causa dello spostamento del fronte, dell'insicurezza nelle aree di conflitto e della mancanza di autorizzazioni ad operare nelle zone controllate dal governo. Continuiamo,comunque, a gestire direttamente quattro strutture sanitarie nel nord della Siria, alcuni ospedali nel sud e lavoriamo per supportare oltre 150 strutture sanitarie a livello nazionale. La capacità di queste strutture, tuttavia, sta diminuendo e la maggior parte non è in grado di soddisfare le esigenze chirurgiche specialistiche dei siriani feriti di guerra.

Situazione medico-umanitaria:

Dato l'aumento dei bombardamenti e degli attacchi aerei nella zona orientale di Dara'a, molte strade sono state bloccate o parzialmente chiuse a causa del conflitto. Ciò comporta difficoltà nel fornire assistenza umanitaria. In termini di assistenza sanitaria, la maggior parte degli ospedali non riceve abbastanza rifornimenti e farmaci.

In questo momento, una delle maggiori preoccupazioni è proteggere le persone vulnerabili e allestire un riparo per loro. Sono presenti pochi campi nella zona di Dara'a e, nonostante gli sforzi, la popolazione sfollata ha bisogno di tende e ripari adeguati. Migliaia di persone vivono in condizioni di fortuna per le strade o nelle campagne con rischi significativi in ​​termini di sicurezza e salute.

Tutti gli aspetti dell'assistenza sanitaria, inoltre, presentano enormi carenze, che si tratti di assistenza sanitaria secondaria e terziaria, vaccinazione di routine, salute mentale, malattie croniche e salute riproduttiva. Sebbene MSF e altre organizzazioni abbiano cercato di prepararsi ai periodi di maggiore violenza, gli ospedali e le strutture mediche nel sud, nel complesso continuano a essere a corto di personale e senza abbastanza fondi.

La mancanza di attrezzature mediche specifiche e il numero molto limitato di cure specialistiche ancora presenti in Siria hanno portato a un sistema sanitario fragile, quasi decimato dopo sei anni di guerra. Secondo le recenti informazioni, si stima che 15.000 medici siano fuggiti dal paese, un numero che rappresenta quasi la metà dei medici presenti in Siria prima del conflitto, privando centinaia di migliaia di civili persino dell'assistenza sanitaria di base.

Leggi la testimonianza di  Mohammed Ali Aboud che parla delle difficoltà affrontate quotidianamente nella Siria meridionale>> 

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