19 Aprile 2013

Medici Senza Frontiere chiede di incrementare con urgenza gli sforzi per fornire cibo e altri beni di prima necessità alle centinaia di persone sfollate.

MSF lavora nella zona dall'inizio delle inondazioni, fornendo cure mediche e generi di primo soccorso agli sfollati.

Poiché molte persone non hanno potuto portare nulla con loro quando si sono spostate verso luoghi più elevati, sono stati distribuiti kit contenenti generi non alimentari, tra cui zanzariere e teli di plastica per ripararsi, a più di 900 famiglie nei campi sfollati. Tuttavia, vi è un urgente bisogno di scorte di cibo, poiché i raccolti sono stati distrutti e il bestiame è annegato a causa delle inondazioni.

"Ho lasciato Chewele una settimana e mezzo fa, dopo aver perso tutto ciò che avevo nelle inondazioni. Almeno sono riuscita a muovermi con i miei cinque figli, grazie all’aiuto della mia comunità. Tutte le nostre capre e gli altri capi di bestiame sono annegati. Ora sono qui e ho ricevuto degli utensili, ma non c'è niente da cucinare!", racconta Riziki Juma, 36 anni, che ora vive nel campo di Molokani.

Quasi 7000 residenti della regione del delta del Tana, sfollati a causa delle recenti inondazioni, non hanno accesso a un’assistenza sanitaria adeguata, poiché le strutture esistenti stanno affrontando una carenza di farmaci; altre persone sono state completamente tagliate fuori dall’assistenza medica, poiché i livelli dell’acqua continuano a salire.

Nell’arco di due settimane, MSF ha effettuato delle visite mediche e curato circa 700 sfollati a Bura, trattando diverse malattie, tra cui le più comuni sembrano essere le infezioni delle vie respiratorie superiori, la diarrea, la gastroenterite e le malattie parassitarie. Queste popolazioni non possono ricevere cure mediche a causa delle difficoltà nell’accesso ai servizi sanitari.

Inoltre, in alcuni centri di salute c’è carenza di farmaci e mancanza di personale. "Molte delle persone che arrivano qui sono malate. Io ho dolori al petto. È importante poter ricevere assistenza medica al nostro arrivo", afferma Nura Abdala, madre di tre figli, da Shika Adabu, ora sfollata nel campo di Molokani.

In seguito alle forti piogge, iniziate tre settimane fa, il fiume Tana ha rotto gli argini, causando inondazioni in tutta la zona. La qualità dell'acqua è scarsa, a causa delle inondazioni, e le latrine sono state distrutte. MSF sostiene la comunità locale, nelle aree di Bura e Garsen e nei campi sfollati di Dalango e Molokani, non solo per la costruzione di nuove latrine, ma anche per la fornitura di servizi igienico-sanitari di base, come la potabilizzazione dell’acqua attraverso l’uso di pastiglie per la potabilizzazione.

"Siamo preoccupati per la minaccia di epidemie legate alla scarsa qualità dell’acqua e di quelle trasmissibili da persona a persona, frequenti durante le inondazioni. Stiamo monitorando la situazione, per essere in grado di rilevare e contrastare eventuali focolai di epidemie in modo tempestivo", dichiara Martha Kihara, vice coordinatore medico di MFS in Kenya.

 

MSF sta monitorando la situazione in altre zone colpite dalle inondazioni a Nyanza e Turkana. L'organizzazione ha inoltre progetti a Kibera, Mathare, Homa Bay e nel campo rifugiati di Daadab. MSF risponde alle emergenze mediche nel paese e lavora in Kenya dal 1987

Notizie & Pubblicazioni correlate