21 Dicembre 2016

Forniamo assistenza in 7 centri per migranti ubicati a Tripoli e dintorni attraverso cliniche mobili e siamo allarmati per le gravi condizioni di vita delle persone trattenute. Esprimiamo la nostra opposizione alla detenzione indefinita e arbitraria di migranti, rifugiati e richiedenti asilo in Libia. 

La Libia è ancora un Paese diviso dal conflitto, e i combattimenti imperversano in diverse zone. La mancanza di sicurezza, il collasso economico e l’inesistenza di un sistema di legalità e ordine trasformano la vita quotidiana di molti Libici in una vera e propria lotta. Inoltre, il Paese è sia un luogo di destinazione sia di transito per centinaia di migliaia di rifugiati, richiedenti asilo e migranti che scappano da conflitti, estrema povertà, o persecuzioni. 

Una volta in Libia, rifugiati e richiedenti asilo non possono ricevere protezione poiché manca un sistema di asilo funzionante, l’Alto Commissariato dell’ONU per i Rifugiati (UNHCR) svolge un ruolo limitato e la Libia non è firmataria della Convenzione sullo status dei rifugiati. I migranti sono esposti ad altissimi livelli di violenza e sfruttamento per mano di forze militari, milizie, reti di contrabbando, gang criminali e individui privati

Quelli intercettati in mare dalla guardia costiera libica, o trattenuti in Libia sono inviati in centri di detenzione per migranti. Qui le persone affrontano una detenzione arbitraria per periodi prolungati in condizioni antigeniche e inumane. Non c’è alcun modo di contestare la legittimità della detenzione, che espone le persone a maltrattamenti, le priva di contatto col mondo esterno e della possibilità di accedere a cure mediche. 

Accesso alle cure mediche nelle strutture di detenzione

Da luglio, abbiamo condotto 5.579 consultazioni mediche, con una media di 500 visite ogni settimana. 32 donne incinte hanno ricevuto assistenza prenatale e sono stati visitati 41 bambini con meno di 5 anni di età.  Molti di loro sono nati nelle strutture di detenzione: il bambino più piccolo visitato aveva solo 5 ore di vita. 

Nell’eventualità di un’emergenza medica all’interno di una struttura detentiva, MSF tenta di organizzare il trasferimento in ospedale. Finora, 113 casi medici urgenti o con complicazioni sono stati trasferiti in una struttura sanitaria, incluse 7 persone con gravi disordini psichiatrici. Ogni trasferimento è complicato e richiede molto tempo, poiché diversi ospedali di Tripoli non accettano africani sub-sahariani.  

Condizioni di detenzione e problemi di salute

Stiamo trattando infezioni respiratorie, diarrea grave, malattie della pelle, e infezioni urinarie. Questi malesseri sono per lo più legati alle condizioni presenti all’interno dei centri detentivi che sono sovraffollati e privi di luce e areazione naturali. In alcune strutture, la quantità di spazio per ogni persona è molto limitata (poco meno di 0.41m² per persona)

Nei centri detentivi c’è carenza di cibo che rende le persone più suscettibili di ammalarsi. Un numero significativo di detenuti ha sofferto di una drammatica perdita di peso, ha un aspetto estremamente emaciato e mostra segni di insufficienza nutrizionale. A volte una razione di cibo è divisa tra 5 o più detenuti, o il cibo è servito in scodelle comuni così i più deboli o invalidi non mangiano nulla.  Nella prima metà di novembre, abbiamo visitato 41 persone affette da malnutrizione moderata ma anche acuta. Questo dato, che rappresenta il circa 3% di tutti i detenuti nelle strutture da noi visitate, è molto preoccupante considerato che il Paese non è affetto né da siccità né da disastri naturali. 

Servizi igienici disastrosi

I detenuti non hanno un adeguato accesso all’acqua potabile, quindi soffrono di mal di testa, costipazione e disidratazione. L’accesso alle latrine o alle docce è gravemente limitato e i servizi igieni sono inadeguati, causando molte infezioni della pelle e infestazioni di pidocchi, acari della scabbia e pulci. Ci siamo occupati della distribuzione di kit per l’igiene, di taniche di acqua, secchi e materiale per la pulizia in diversi centri di detenzione. Inoltre, oltre a sollecitare le autorità competenti a fornire cibo in modo adeguato, in alcuni casi specifici, dove le riserve di cibo erano finite e la situazione era diventata critica, abbiamo fornito generi alimentari. 

Supporto alla salute mentale

Un’équipe di pronto soccorso psicologico supporta i detenuti coinvolti in incidenti traumatici in mare. Il supporto è stato fornito a 29 sopravvissuti del naufragio avvenuto il 27 ottobre dove almeno 100 persone sono annegate. L’équipe cerca anche di migliorare l’accesso ai servizi di salute mentale e sostegno psicologico non solo per i migranti ma anche per i libici dell’area di Tripoli. 

Il dilemma di fornire cure mediche in strutture detentive

È una scelta difficile per noi quella di lavorare in un ambiente dove le persone sono tenute in condizioni che ledono la dignità umana, con nessuna prospettiva di migliorare la loro situazione e con nessuna idea del perché o per quanto ancora rimarranno rinchiusi. Ciononostante l’aspettativa è che con la presenza e l’assistenza medica, possiamo assicurare un miglioramento immediato delle condizioni di vita dei detenuti. Ogni giorno le nostre équipe si fanno promotrici di un trattamento umano per le persone trattenute nei centri, sottolineando l’importanza di ricevere cibo e acqua adeguati, e di accedere a latrine e docce funzionanti. Premiamo affinché le autorità rilascino le donne incinte, le donne con neonati, bambini e ragazzi al di sotto dei 18 anni di età, e persone disabili o con gravi condizioni di salute.     

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