14 Settembre 2012

Roma - "Quest'anno, essere presenti nella città di Ferrara è anche un dovere morale. Vuol dire stare vicini alla popolazione di una zona colpita dal terremoto dello scorso maggio. Per il quarto anno consecutivo MSF è partner del Festival di Internazionale di Ferrara con una serie di iniziative in cui cercheremo di accendere un riflettore su quelle crisi umanitarie che difficilmente vengono raccontate dai mezzi d'informazione.

Dalla Somalia 20 anni dopo Restore Hope alla pandemia dell'AIDS, dimenticata dalla comunità internazionale; dall'inferno delle baraccopoli contemporanee al Bahrain e al Sud Sudan: sono solo alcune delle situazioni raccontate in prima persona da chi le ha vissute sulla propria pelle. Filippo Solibello, storico conduttore di "Caterpillar" intervisterà tre operatori di MSF per scoprire i lati più intimi, umani di chi ha scelto di operare in zone di crisi.

In anteprima nazionale verrà proiettato il documentario "Access to the Danger Zone”, sui rischi di lavorare in quelle zone considerate le più pericolose al mondo: Afghanistan, Somalia e Congo. Un ringraziamento particolare va a tutti quei giornalisti che hanno accettato di presentare le nostre iniziative", dichiara Sergio Cecchini, Direttore della comunicazione di MSF Italia.

 

Il programma di MSF al Festival:

Venerdì 5 ottobre

ore 15.00, Cortile del Castello Estense
Urban survivors. Nell’inferno delle baraccopoli. Inaugurazione mostra multimediale
Sopravvivere nelle baraccopoli, vere e proprie “bombe a orologeria” umanitarie. Luoghi “invisibili” al mondo esterno, che è possibile avvicinare attraverso la mostra multimediale Urban survivors, frutto della collaborazione fra MSF e l’agenzia fotografica Noor. I cinque fotografi Stanley Greene, Alixandra Fazzina, Francesco Zizola, Jon Lowenstein e Pep Bonet hanno visitato i progetti di MSF nelle bidonville di Dacca (Bangladesh), Karachi (Pakistan), Johannesburg (Sud Africa), Port-au-Prince (Haiti) e Nairobi (Kenya). Con Loris de Filippi, presidente di MSF Italia e Stanley Greene, fotografo dell’agenzia Noor, pluripremiato al World press photo, che ha lavorato in tutti i contesti di conflitto e ha fatto parte delle Black panthers. Greene racconta a Ferrara la sua attività di fotografo e il lavoro di documentazione svolto a Dacca con MSF. Modera Edoardo Vigna, Sette, Corriere della Sera.

ore 19.30, Sala Estense
Rischi del mestiere. Lavorare in zone di crisi. Proiezione del film Access to the Danger Zone, un film sulle vittime di guerra e il loro bisogno di assistenza umanitaria, diretto da Eddie Gregoor e Peter Casaer (Belgio 2012), coprodotto da Canvas (VRT) e con la voce narrante di Daniel Day-Lewis. Ha inizio dal rapimento di due operatrici di MSF nel campo rifugiati di Dadaab, in Kenya, e descrive le difficoltà che le organizzazioni umanitarie affrontano per assistere le popolazioni in alcuni pericolosi contesti: Afghanistan, Somalia, Repubblica Democratica del Congo. Attraverso interviste con le vittime delle violenze e con i rappresentanti delle principali organizzazioni umanitarie, il film non solo esplora i rischi e le misure di sicurezza prese, ma descrive anche le conseguenze della confusione di ruoli tra attori politici e militari e i compromessi per accedere alle zone di guerra. Introduce Sergio Cecchini, Direttore della comunicazione di MSF Italia.

ore 11.00, Palazzo Tassoni
Dalle primavere arabe al Sud Sudan. Quando il silenzio uccide
Presentazione del libro Le crisi umanitarie dimenticate dai media (Marsilio). Quanto vale un anno del Congo? Per i tg italiani della sera, solo 5 notizie. Quando il riflettore dei mezzi d’informazione è spento, milioni di persone diventano invisibili. L’ottavo rapporto di MSF analizza alcune delle crisi umanitarie del 2011, alcune quasi del tutto dimenticate. Contesti in cui la popolazione è sopraffatta dalla violenza armata o dalla malnutrizione. E malattie considerate “lontane”. Ma anche crisi a cui i mezzi d’informazione dedicano molta attenzione – come la primavera araba – hanno capitoli più nascosti, è il caso del Bahrein, dove l’accesso alle cure mediche per la popolazione è stato molto difficile. Con Maryam Al Khawaja, vicepresidente del Bahrain center for human rights; Christopher Stokes, direttore generale del centro operativo di MSF Belgio; Kostas Moschochoritis, direttore generale di MSF Italia. Modera Giuseppe Sarcina, Corriere della Sera.

Sabato 6 ottobre

ore 14.30, Teatro Comunale
Nelle sabbie mobili della Somalia. Vent’anni dopo Restore hope
Il failed State della Somalia è teatro di una brutale guerra civile. Poco conta se cambiano i nomi degli attori coinvolti: signori della guerra, gruppi armati, Al Shabaab, Corti islamiche, clan, governo di transizione. Dalla capitale Mogadiscio alle zone più remote, un’intera generazione ha visto solo quotidiana violenza. In questo panorama, portare assistenza umanitaria indipendente è estremamente difficile. Le organizzazioni umanitarie hanno un accesso limitato a molte zone del paese. E i bisogni medico-umanitari sono immensi. MSF, presente in Somalia dal 1991, ha perso due operatori umanitari, uccisi a Mogadiscio nel dicembre 2011. Partecipano Michiel Hoffman, ex capomissione di MSF in Somalia; Mohammed Adow, corrispondente di Al Jazeera di origini somale, più volte inviato in Somalia; David Rieff, giornalista e analista politico, autore di Un giaciglio per la notte. Modera Giovanni Porzio, giornalista, inviato di guerra.

ore 20.30, Cinema Apollo
Noi non restiamo a guardare. Incontro con gli operatori di Medici senza frontiere
Medici, infermieri, logisti, psicologi, farmacisti, amministratori, esperti in risorse umane. Gli operatori umanitari di MSF – circa 400 gli italiani nel solo 2011 – sono professionisti di diversi settori che prestano la loro opera di soccorso in oltre 60 paesi del mondo alle popolazioni più povere, alle vittime delle catastrofi di origine naturale o umana, alle vittime della guerra, senza discriminazioni razziali, religiose o politiche. Quali sono le motivazioni che li spingono a partire per partecipare ai progetti di MSF per lunghi o brevi periodi? E cosa resta loro dopo una o più missioni? Intervengono gli operatori umanitari di MSF: Loris De Filippi, Fausta Micheletta, Angelo Rusconi. Con Filippo Solibello, Caterpillar AM-Radio2.

Domenica 7 ottobre

ore 11.00, Palazzo Tassoni
I volti dell’Africa. Dignità! Nove scrittori per Medici Senza Frontiere
L’Africa raccontata dagli africani. Uno scrittore del Congo Brazzaville e un’operatrice keniana di MSF portano il loro sguardo sulle ferite, ma anche sul futuro del continente. Wilfried N’Sondé è uno degli autori che hanno partecipato al libro Dignità! Nove scrittori per Medici Senza Frontiere (Feltrinelli), con Mario Vargas Llosa, Paolo Giordano, Alicia Gímenez Bartlett, Catherine Dunne, Tishani Doshi, Eliane Brum, James Levine, Esmahan Aykol. Attraverso racconti e reportage di viaggio, la pubblicazione mostra alcune realtà in cui MSF opera: dalla Repubblica Democratica del Congo al Sudafrica, dal Burundi al Malawi, ma con tappe anche in Bolivia, India, Bangladesh e Grecia. Insieme a Wilfried N’Sondé, scrittore congolese; Siama Abraham Musine, promotrice della salute di MSF e attivista a Kibera, slum di Nairobi (Kenya). Modera Filippo Gaudenzi, giornalista e conduttore del Tg1.

ore 14.30, Cinema Apollo
Make Aids history. Per una nuova mobilitazione mondiale
La lotta all’HIV/AIDS ha ottenuto risultati incoraggianti negli ultimi anni, ma 7 milioni di persone hanno ancora bisogno urgente di farmaci antiretrovirali. Mentre è chiaro che gli sforzi dovranno raddoppiare per raggiungere l’obiettivo globale di 15 milioni di persone in cura entro il 2015, i donatori sembrano dimenticare gli impegni presi in precedenza. Senza una nuova mobilitazione internazionale i coraggiosi passi avanti fatti da alcuni Paesi africani per incrementare il trattamento e migliorare la qualità delle cure rischiano di essere interamente demoliti. Intervengono Siama Abraham Musine, promotrice della salute di MSF e attivista a Kibera, slum di Nairobi (Kenya); Nathan Ford, esperto di AIDS della Campagna accesso farmaci essenziali di MSF; Stefano Vella, medico, ex presidente dell’International Aids Society dal 2000 al 2002, e direttore del dipartimento del farmaco presso l’Istituto Superiore di Sanità. Modera Anaïs Ginori, La Repubblica.

ore 15.30, Chiostro di S. Paolo
Un dollaro al giorno
Giovanni Porzio, giornalista inviato di guerra, presenta il suo libro insieme a Kostas Moschochoritis, direttore generale di MSF Italia ed Ennio Remondino, giornalista RAI. La battaglia per dimezzare il numero delle persone che vivono con un dollaro al giorno è il primo dei Millennium Development Goals. Ma il divario tra i Paesi ricchi e quelli poveri continua ad allargarsi, alimentato dall’aumento dei costi energetici e dei prezzi dei generi alimentari, dalla crisi finanziaria internazionale e dallo sviluppo squilibrato dell’economia globalizzata. In questo libro che attraversa Asia, Africa, Medio Oriente e America Latina, Porzio racconta in presa diretta le vicende di un’umanità ignorata dal sistema dell’informazione eppure essenziale per comprendere i meccanismi dello sviluppo ineguale, i drammi dell’oggi e le sfide, ineludibili, del futuro che ci attende: le lotte per acqua, cibo ed energia; le migrazioni; le nuove povertà.

Una tenda di MSF è presente in piazza Duomo con materiali informativi e video che illustrano le attività dell’organizzazione.
 

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero.

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