7 Luglio 2017

In occasione del summit del G20 in corso oggi ad Amburgo, che per la prima volta vede in agenda il tema della salute globale, chiediamo ai leader del G20 di portare a compimento la dichiarazione resa dai Ministri della Salute a fine maggio. 

Nella dichiarazione si riconosce la necessità di affrontare urgentemente questioni cruciali come le infezioni farmaco-resistenti, inclusa la tubercolosi (TB), e gli attacchi alle strutture e al personale medico durante i conflitti. Ora i leader del G20 devono trasformare le parole in interventi concreti. 

I governi più potenti del mondo devono impegnarsi ad attuare urgentemente politiche in grado di prevenire e alleviare le sofferenze non necessarie delle persone in tutto il mondo”, dichiara Florian Westphal, direttore generale di MSF Germania.I leader del G20 devono migliorare l’accesso delle persone alle cure mediche”.

Chiediamo in particolare ai leader del G20 di agire sulle seguenti questioni:

 

Attacchi alle strutture sanitarie: trasformare la Risoluzione ONU 2286 in azioni concrete

Dallo Yemen alla Siria, dal Sud Sudan all’Afghanistan, le strutture sanitarie sono state saccheggiate, bruciate e bombardate da parte di Stati e attori non statali coinvolti nei conflitti, causando la morte dei civili, inclusi pazienti, medici e infermieri. Tali attacchi privano centinaia di migliaia di persone dei servizi sanitari di base di cui hanno bisogno. 

A un anno dall’adozione dalla Risoluzione 2286 sulla protezione della missione medica da parte del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e dell’invito del Segretario Generale ad attuarla, gli operatori sanitari non sono ancora al sicuro. 

La dichiarazione dei Ministri della Salute del G20 condannava gli attacchi al personale e alle strutture sanitarie, ma i governi devono ora dimostrare il loro impegno trasformando la risoluzione 2286 in azioni concrete, fermando immediatamente gli attacchi alle strutture sanitarie e permettendo che le cure mediche siano garantite a tutti durante i conflitti, secondo i principi dell’etica medica”, prosegue Florian Westphal. La protezione delle strutture e del personale sanitario dovrebbe essere sancita nelle leggi nazionali, nei manuali di guerra e nelle regole di ingaggio delle forze armate.”

 

TB e infezioni farmaco-resistenti: investire in ricerca e sviluppo e rendere i trattamenti accessibili per tutti

Tra i feriti di guerra in Giordania, i neonati in Pakistan, i pazienti ustionati ad Haiti, le persone affette da TB multi-resistente in Sud Africa e in Europa dell’Est: vediamo infezioni farmaco-resistenti in tutto il mondo, incluse quelle che possono essere trattate solo con antibiotici di ultima generazione. Una delle sfide con la resistenza antimicrobica (AMR) è la mancanza di nuovi antibiotici, poiché per decenni le aziende farmaceutiche hanno trascurato la ricerca e sviluppo (R&S) sui nuovi antibiotici, lasciando poche nuove opzioni ancora in fase di sviluppo.

MSF e la Stop TB Partnership hanno pubblicato la terza edizione del rapporto “Out of Step”, che evidenzia la necessità per i governi di aumentare gli sforzi per combattere la tubercolosi. Anche i Ministri della Salute del G20 riconoscono che la lotta contro questa malattia – la più letale tra le infezioni farmaco-resistenti – deve essere centrale nell’azione contro la resistenza antimicrobica, e che molto deve ancora essere fatto in ambito di R&S per nuovi antimicrobici, vaccini e test diagnostici rapidi che mettano al centro i bisogni delle persone e siano convenienti per tutti, ovunque esse vivano.

I leader del G20 devono incrementare gli sforzi nazionali e internazionali per sviluppare nuovi strumenti che contrastino le infezioni farmaco-resistenti, in particolare la tubercolosi, e assicurare che questi strumenti siano disponibili e accessibili per tutte le persone che ne hanno bisogno”, afferma il dottor Els Torreele, direttore della Campagna per l’accesso ai farmaci essenziali di MSF. “In linea con gli impegni presi nella Dichiarazione di Alto Livello delle Nazioni Unite sulla resistenza antimicrobica, i governi devono rendere prioritaria la R&S e assicurare che i farmaci sviluppati grazie a fondi pubblici siano convenienti e accessibili a tutti, ponendo fine ai prezzi alti e ai monopoli sull’innovazione”.

Leggi la sintesi del Rapporto 2017 sulla Tubercolosi>>

 

Tempestività nella risposta alle emergenze

Quando fu dichiarata l’epidemia di Ebola in Africa occidentale, solo pochi governi e organizzazioni, tra cui MSF, hanno risposto prontamente. I governi del G20 dovrebbero supportare l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nell’assicurare che le persone colpite da un’emergenza siano al centro della risposta, e rendere disponili le risorse necessarie affinché l’OMS possa svolgere un ruolo di coordinamento, lavorando a stretto contatto con le autorità nazionali. Inoltre, la preparazione per le emergenze non deve limitarsi alle malattie infettive che potrebbero colpire i Paesi ricchi e forti, ma deve includere le emergenze sanitarie che colpiscono le persone più marginalizzate e vulnerabili. 

La dichiarazione dei Ministri della Salute del G20 riconosce l’importanza della Coalition on Emergency Preparedness Innovations (CEPI) e il bisogno di R&S per affrontare le malattie infettive emergenti. I leader del G20 devono fare un passo in avanti, e garantire che i nuovi strumenti sviluppati per rispondere alle emergenze mediche siano adeguati e accessibili a tutte le persone. 

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