27 Maggio 2015

Più di 6.000 casi sospetti e 443 morti per meningite sono stati registrati in Niger negli ultimi tre mesi. Ma la carenza di vaccini ha ostacolato la tempestiva attuazione di una campagna di vaccinazione.

La dottoressa Pauline Lechevalier, esperta di vaccinazioni di MSF, discute i recenti progressi nel rispondere alle epidemie di meningite e riflette sui miglioramenti ancora necessari:

Tre mesi dopo l'inizio dell'epidemia di meningite in Niger, ci sono ancora difficoltà nell'attuazione di una campagna di vaccinazione. Perché?

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda di attuare campagne di vaccinazione come risposta alle epidemie. Viene dichiarata epidemia quando ci sono dieci casi registrati ogni 100.000 abitanti in una settimana. I primi quartieri in Niger colpiti dall'epidemia hanno raggiunto questa soglia a metà febbraio. Da allora, le vaccinazioni sono state limitate a Niamey e a due distretti della regione di Dosso, per un totale di circa 500.000 dosi di vaccino. Al 15 maggio altri 11 distretti sanitari avevano raggiunto la soglia epidemica, ma la campagna di vaccinazione non li ha raggiunti.

Diversi sono i motivi che hanno causato il ritardo delle vaccinazioni. In primo luogo, l'entità dell'epidemia ha colto tutti di sorpresa perché dopo l'introduzione del vaccino A contro il meningococco nel 2010, il Niger si era liberato da epidemie di scala simile. Perciò il meccanismo internazionale per la vaccinazione non era pronto per rispondere a una tale epidemia, il che spiega il ritardo iniziale.  Le scorte di vaccini per l’emergenza globale, inoltre, si erano esaurite alla fine di aprile, in gran parte per il risultato di un'altra epidemia in Nigeria e in parte per la consegna annullata da parte di uno dei produttori di vaccini. È, quindi,  urgente trovare fonti alternative per le centinaia di migliaia di dosi in più di vaccino che sarebbero servite e che dovrebbero essere  disponibili nei prossimi giorni.

Si è pensato che il problema della meningite si fosse risolto con lo sviluppo di un nuovo vaccino. Puoi parlarci di questo vaccino?

Il vaccino MenAfriVac, che è stato introdotto progressivamente in tutta l'Africa sub-sahariana dal 2010, è finora stato somministrato a oltre 200 milioni di persone nella “cintura della meningite”, che va dal Senegal all'Etiopia. È molto efficace contro la meningite da meningococco di ceppo A o sierogruppo. Uno studio in Chad nel 2012, per esempio, ha mostrato una riduzione del 94 per cento dei casi di meningite A nelle tre regioni in cui è stato introdotto il vaccino. Inoltre, questo vaccino coniugato ha ridotto il trasporto nasofaringeo, in altre parole la trasmissione da persona a persona della malattia, del 98 per cento.

L’introduzione di MenAfriVac ha contribuito a fermare il ciclo di epidemie mortali di meningococco A nella regione, ma continuano a registrarsi epidemie su scala ridotta causate da altri ceppi, in particolare i ceppi W135 e C. L'epidemia in corso in Niger, un'estensione dell'epidemia nella vicina Nigeria, è la prima grande epidemia da meningococco C mai registrata nel Paese.

Quali vaccini possono essere utilizzati contro la meningite?

Per la vaccinazione contro il meningococco C, ci sono vaccini polisaccaridi che possono coprire in combinazione diversi sierogruppi  (in particolare A / C, A / C / W135 e A / C / W135 / Y). Purtroppo, offrono una protezione per un periodo di soli tre anni. Non sono raccomandati, inoltre, per i bambini sotto i due anni di età.Ci sono anche vaccini coniugati che proteggono contro i sierogruppi A, C, W135 e Y, che offrono protezione per almeno dieci anni, sono efficaci nei bambini piccoli e riducono anche il trasporto nasofaringeo (o trasmissione). Ma il costo elevato di questo vaccino, 22 euro a dose, ne impedisce l'uso in campagne su larga scala.

Puoi descrivere il sistema globale di somministrazione dei vaccini contro la meningite?

Un sistema di somministrazione del vaccino e un inventario globale è stato istituito nel 1997 dopo la più grande epidemia di meningite mai registrata che ha causato 250.000 casi e 25.000 morti in Africa occidentale nel 1995-1996. L’International Coordination Group on Vaccine Provision (ICG),il  gruppo internazionale di coordinamento sulle scorte di vaccini per il controllo delle epidemie, composto da rappresentanti dell'OMS, la Federazione Internazionale della Croce Rossa, l'UNICEF e Medici Senza Frontiere, ha il compito di garantire la disponibilità e l'uso efficiente dei vaccini come risposta alle epidemie di meningite. In quanto tale è un meccanismo progettato per gestire la carenza di vaccini: i rappresentanti dell’ICG decidono in merito alla ripartizione dei vaccini sulla base di una valutazione delle priorità e dei dati epidemiologici provenienti dalle aree colpite.

Questo ruolo di arbitrato è essenziale durante un'epidemia, perché ci possono essere pressioni significative da parte delle autorità sanitarie locali. Quest'anno, l'ICG si aspettava di avere a disposizione  1,5 milioni di dosi di vaccino contro la meningite, ma in realtà erano disponibili all’inizio dell’anno solo 800.000 dosi. Di queste 310.000 sono state utilizzate in Nigeria.

Come possiamo prevenire ulteriori epidemie di questo tipo in futuro?

La vaccinazione è solo uno degli elementi necessari per la prevenzione e il controllo delle epidemie. Gli altri elementi sono: diagnosi precoce e conferma di casi sospetti; raccolta tempestiva e condivisione delle informazioni; un'adeguata gestione dei casi confermati. Per ora, siamo ancora lontani dal poter vaccinare le persone contro tutti i ceppi della malattia. Se in risposta alle epidemie, o in sede di attuazione di campagne di prevenzione, abbiamo bisogno di vaccini coniugati contro i sierogruppi A, C, W135 e Y, questi devono essere accessibili e disponibili in quantità sufficienti.

L'esperienza del vaccino MenAfriVac è un buon modello da seguire in futuro. Questo vaccino coniugato è stato progettato e sviluppato per l'uso nell’Africa sub-sahariana, e protegge a lungo contro il meningococco A. Protegge, inoltre, i bambini piccoli, può essere tenuto al di fuori della catena del freddo, e costa solo 50 centesimi di euro.

Qual è la risposta di Medici Senza Frontiere all’epidemia?

Alla fine di aprile abbiamo vaccinato circa 70.000 persone di età compresa tra 2 e 15 anni in due distretti della regione di Dosso, circa 200 chilometri a est di Niamey, utilizzando il vaccino polisaccaridico  A/ C / W13. Dal momento che non siamo attualmente in grado di vaccinare in maniera più estesa, stiamo rafforzando il nostro sostegno nei centri sanitari per gestire coloro che sono già malati: 3 800 persone sono state trattate nei centri supportati da MSF. Se arrivano in fretta dosi extra di vaccini, valuteremo la possibilità di aiutare le autorità a fare vaccinazioni in altri distretti, favorendo le zone più colpite.

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