18 Settembre 2015

Nei campi sfollati dello stato del Borno, in Nigeria nord-orientale, si stanno registrando casi di colera. I primi sono apparsi un mese fa nei campi di Maiduguri, la capitale dello Stato del Borno, che offre rifugio a più di 1,6 milioni di sfollati. Nel corso di tre settimane, la malattia si è diffusa in altri due campi della città. Il conteggio ufficiale del 16 settembre ha registrato 172 casi e 16 decessi.

In collaborazione con le autorità sanitarie dello Stato del Borno, MSF, che lavora con le popolazioni sfollate a Maiduguri dal maggio 2014, sta fornendo servizi medici e logistici di emergenza per combattere l'epidemia. Da 10 al 15 settembre, 187 pazienti, il 64% dei quali gravi, sono stati ricoverati nel nostro centro per il trattamento del colera (CTC), che ha una capacità di 100 posti letto. Soltanto nella giornata del 13 settembre, sono stati ricoverati 50 pazienti. I casi meno gravi sono stati trattati in strutture ambulatoriali per la reidratazione orale.

Contemporaneamente, a fine agosto MSF ha rafforzato le proprie attività per migliorare l’igiene e i servizi igienico-sanitari nel campo in cui sono apparsi i primi casi di colera (clorazione delle fonti idriche, fornitura di soluzione di cloro per il lavaggio delle mani, disinfezione dell’abitazione a seguito dell’identificazione di un caso, ecc…). Le nostre équipe di esperti hanno lavorato anche nel secondo campo colpito, dove hanno identificato una fonte di acqua contaminata e, a metà settembre, hanno avviato lo stesso tipo di operazione nel terzo campo colpito.

“Ancora una volta, MSF e il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) si ritrovano da sole sul campo. Nessun’altra organizzazione internazionale è stata qui durante le frequenti situazioni di emergenza nello stato del Borno e, in particolare, nell’area di Maiduguri – la zona con la stragrande maggioranza di persone sfollate a causa del lungo conflitto tra l'esercito nigeriano e Boko Haram'” dichiara Ghada Hatim, capo missione di MSF in Nigeria.

‘‘Nel settembre 2014, dopo lo scoppio di un’epidemia di colera nello stato del Borno, MSF ha trattato più di 4.000 pazienti. Le condizioni igieniche e di vita nei campi hanno causato e sono ancora la causa dello scoppio di questo tipo di epidemia. Serve maggiore sostegno per evitare che la situazioni precipiti come già accaduto lo scorso anno. Abbiamo ripetutamente richiamato l’attenzione di altre organizzazioni umanitarie per assistere le persone sfollate e rinnoviamo ancora il nostro appello, rimasto senza risposta”, aggiunge Chibuzo Okonta, direttore dei progetti in emergenza di MSF a Parigi.

 

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