23 Febbraio 2012

Un’eventuale vittoria della Novartis minerebbe pericolosamente la produzione di medicine a basso costo in India.

il 23 febbraio, in occasione dell’assemblea degli azionisti della casa farmaceutica svizzera Novartis, in corso a Basilea, Svizzera, l’organizzazione medico umanitaria Medici Senza Frontiere fa appello agli azionisti affinché la Novartis abbandoni la causa contro il governo indiano. MSF è preoccupata che la causa possa avere gravi conseguenze sull’accesso a farmaci a basso costo per le persone nei Paesi in via di sviluppo.

“Gli azionisti che partecipano alla riunione di oggi devono sapere qual è la posta in gioco e quali saranno le conseguenze”, dichiara Unni Karunakara, presidente internazionale di MSF. “Chiediamo una volta per tutte alla Novartis di porre fine a questa battaglia legale conto l’India che rappresenta un diretto attacco alla “farmacia dei Paesi in via di sviluppo”. Non rimarremo a guardare in silenzio il prosciugamento, nel futuro, della nostra fonte di farmaci a basso costo. Contiamo su quelle medicine per portare avanti il nostro lavoro in più di 60 Paesi”.

L'udienza della Corte Suprema è prevista per metà marzo, e il Procuratore Generale indiano è appena stato nominato difensore del caso per il governo.

“Le implicazioni di questa causa vanno molto al di là dell’India e di questo particolare farmaco oncologico”, spiega Leena Menghaney, responsabile della Campagna per l’Accesso ai Farmaci di MSF in India. “Gli azionisti della Novartis devono chiedere conto del tentativo della compagnia di spezzare un sistema su cui contano milioni di persone nei Paesi in via di sviluppo per aver accesso a farmaci a basso costo. Li esortiamo a chiedere alla Novartis di abbandonare il caso”.

La Novartis ha citato per la prima volta il governo indiano nel 2006, dopo che questo aveva rifiutato la concessione di un brevetto sul Imatinib Mesylate, un farmaco oncologico. Dal 2005, l’India concede brevetti secondo le regole del commercio internazionale ma, nell'interesse della salute pubblica, la legge indiana è severa su ciò che merita o non merita un brevetto. I brevetti non sono concessi su cambiamenti apportati a farmaci già esistenti. Dato che l’Imatinib Mesylate è una forma salina dell’Imatinib, il farmaco originale, la richiesta di brevetto è stata respinta.

Da allora la Novartis ha ripetutamente attaccato la legge indiana sui brevetti, in particolare la Sezione 3. Dopo aver perso la battaglia legale per ottenere la cancellazione della Sezione 3 nel 2007, la compagnia sta tentando oggi una nuova strada legale per indebolirne l’interpretazione.

Una vittoria della Novartis porterà l’ufficio brevetti indiano a dover concedere brevetti per modifiche a farmaci che altrimenti resterebbero fuori brevetto in India. Ciò potrebbe assumere la valenza di una disposizione sanitaria pubblica che ha già dimostrato la sua importanza nel garantire l’accesso a farmaci fondamentali contro l’HIV, la tubercolosi e il cancro.

MSF ha lanciato un campagna sui social media dal titolo STOP NOVARTIS per attirare l’attenzione sulle implicazioni di questa causa e chiedere alla compagnia di recedere. Accanto ad altre organizzazioni della società civile tra cui Act Up, Oxfam e la Dichiarazione di Berna, MSF sta oggi protestando contro le azioni della compagnia di fronte l’assemblea degli azionisti a Basilea e della sede della Novartis a New York.

 

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