17 Agosto 2017

Per far fronte all’epidemia di morbillo che dilaga in Repubblica Democratica del Congo (RDC), MSF ha vaccinato oltre un milione di bambini attraverso una campagna di vaccinazione durata nove mesi, a supporto del Ministero della Salute. Da novembre 2016, le équipe di MSF hanno inoltre curato più di 41.000 bambini colpiti dalla malattia nelle province di Maniema, Lomami, Tanganyika, Ituri, Sud Kivu ed Equateur.

Il morbillo è una malattia estremamente contagiosa e si  trasmette per via aerea da persona a persona tramite starnuti e colpi di tosse. Colpisce soprattutto i bambini di età inferiore ai cinque anni e può risultare mortale in caso di complicanze e in mancanza di terapie adeguate.

Affinché il vaccino sia efficace e impedisca il ripetersi continuo di epidemie, il 95% dei bambini di età compresa tra i sei mesi e i 15 anni deve essere vaccinato. In un paese grande come la RDC, dove le strade sono spesso sconnesse o inesistenti e il viaggio può essere ostacolato dall'insicurezza, una serie rilevante di vincoli logistici impediscono il raggiungimento dei bambini in alcune aree particolarmente remote. Le équipe di MSF si muovono in moto e a piedi percorrendo stretti sentieri nella foresta per raggiungere le aree più isolate.

"Con la mia équipe volevamo raggiungere una particolare zona della provincia dell’Equateur, a circa 20 km da Bolomba", dichiara Faustin Igulu, responsabile della promozione sanitaria di MSF. "Siccome non ci sono strade, abbiamo usato delle motociclette. Per attraversare i fiumi abbiamo dovuto sollevare le moto, i frigoriferi portatili contenenti i vaccini e tutto il resto delle attrezzature necessarie su tavole di legno. Quando i sentieri sono diventati troppo stretti, abbiamo lasciato le moto e camminato per ore attraverso la foresta".

Nonostante le difficoltà, le équipe di MSF sono determinate a raggiungere le zone più remote per cercare di prendersi cura dei bambini, categoria particolarmente vulnerabile a causa della scarsità di assistenza sanitaria e dell’impossibilità delle famiglie di pagare le cure.

"Tutti questi sforzi sono necessari", dice Igulu di MSF. "Le lunghe distanze per raggiungere le strutture sanitarie, la mancanza di risorse economiche per permettersi le terapie, l'uso di rimedi tradizionali sono fattori di rischio particolarmente elevati che compromettono la salute dei bambini in queste zone. Ecco perché facciamo tutto ciò che possiamo per raggiungere i villaggi e gli insediamenti più lontani, dove i bambini altrimenti non avrebbero accesso ai servizi sanitari o ai vaccini". 

I bambini che vivono in zone remote e sono affetti dal morbillo con complicanze rischiano di non ricevere alcun trattamento, o di arrivare al centro di salute quando è ormai troppo tardi, mettendo in serio pericolo la loro vita. "Molti bambini che abbiamo curato sono arrivati in gravi condizioni all'ospedale a causa delle difficoltà di raggiungere i servizi sanitari", ha dichiarato Igulu. 

Nonostante il numero di bambini già vaccinati, MSF continua a impegnarsi per fermare l'epidemia. Attualmente, le équipe di MSF stanno vaccinando i bambini contro il morbillo e forniscono gratuitamente il trattamento per il morbillo nelle province di Tshopo e South Kivu.

MSF invita il Ministero della Salute, le organizzazioni internazionali e i donatori ad aumentare rapidamente e considerevolmente la loro risposta alle numerose epidemie di morbillo che si verificano in tutto il paese.

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