14 Giugno 2018

Una nostra équipe, composta da psicologi e mediatori culturali, ha svolto ieri un intervento di Primo Soccorso Psicologico (PFA) rivolto alle persone sbarcate al porto di Catania dalla nave della Guardia Costiera italiana Diciotti. L’équipe ha assistito le persone più vulnerabili, tra cui donne incinte o chi ha vissuto eventi traumatici in mare, come la morte di alcuni compagni di viaggio.

“Una donna della Costa d’Avorio ci ha raccontato di essersi imbarcata di notte in Libia su un grande gommone insieme a suo marito, o almeno così pensava. È arrivata a Catania da sola. Non sa se il marito sia ancora in Libia, o cos’altro gli sia potuto succedere”, racconta Rosanna Iacono, psicologa di MSF.

“Tra le molte nazionalità a bordo, c'era anche una famiglia in fuga dalla Siria e abbiamo visto molte persone sottopeso” dichiara Dario Terenzi, a capo dell’équipe MSF a Catania. “Salvare vite umane e fornire assistenza medica e psicologica rappresentano allo stesso momento la nostra missione e la nostra principale preoccupazione”.

Oltre ai 932 passeggeri, la nave ha anche trasportato i cadaveri di due persone decedute a causa di malnutrizione e malattie pregresse, secondo le testimonianze delle persone che erano vicino ai defunti durante la traversata del Mediterraneo.

“La gente continua a morire vicino alle coste dell'Europa” dichiara Anne Garella, capomissione dei progetti di MSF in Italia. “Il caso Aquarius solleva la questione se la vita delle persone sia ancora la priorità delle operazioni di ricerca e soccorso o se per i Paesi europei prevalgano altre considerazioni, come la chiusura dei confini".

Se la nave Guardia Costiera italiana Diciotti è sbarcata a Catania, l'Aquarius, gestita in collaborazione da MSF e SOS Mediterranee, deve viaggiare fino a Valencia per portare in un porto sicuro gli oltre 100 passeggeri che ha ancora a bordo. In questo contesto, ci domandiamo quali saranno le istruzioni delle autorità italiane quando altre navi con persone soccorse a bordo, molte delle quali vulnerabili, chiederanno di sbarcare nel porto sicuro più vicino.

“Siamo felici di aver potuto assistere le persone sbarcate oggi a Catania" continua Anne Garella di MSF. “Contiamo di poter continuare a fornire interventi di primo soccorso psicologico anche in futuro”.

Dal maggio 2016 le équipe di psicologi e mediatori culturali di MSF forniscono assistenza psicologica a rifugiati e migranti in arrivo nei porti siciliani in caso di sbarchi tragici. Tra loro c’è chi ha corso il rischio di annegare, chi ha visto altre persone intorno a sé morire e chi è stato separato da altri componenti della propria famiglia rispediti in Libia.

Dal maggio 2016 al marzo 2018, MSF ha assistito psicologicamente 611 persone di 23 nazionalità diverse in sessioni individuali, altre 1322 in sessioni di gruppo.

 

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