16 Maggio 2017

Violenti combattimenti sono scoppiati nella città di Bangassou, in Repubblica Centrafricana (CAR), lo scorso fine settimana, spingendo la popolazione civile a fuggire dalle proprie case per cercare riparo. Tra sabato e lunedì, le nostre équipe hanno trattato 60 feriti nell’ospedale di Bangassou, supportato dall’organizzazione dal 2014.

Inoltre, dopo aver chiesto alle parti in conflitto un immediato cessate il fuoco per poter assistere i feriti, una nostra équipe mobile ieri è finalmente riuscita a fornire cure mediche alle persone che si erano rifugiate nella moschea, rimasta isolata per giorni. Tra le 250 persone lì presenti, MSF ha contato 25 feriti e ha fornito primo soccorso a 10 di loro, prima che colpi di arma da fuoco costringessero l’équipe a lasciare l’area. Cinque feriti necessitavano di un intervento chirurgico.

“Le persone sono spaventate. Alcune sono profondamente traumatizzate, sotto shock, per via di quanto hanno visto: persone uccise da colpi di pistola o machete, case saccheggiate o incendiate”, racconta Rene Colgo, vice capo missione di MSF, responsabile della risposta all’emergenza. “La nostra équipe psico-sociale sta offrendo sostegno immediato. Viviamo alla giornata, pronti a reagire. Siamo l'unica organizzazione a Bangassou in grado di fornire assistenza medica di emergenza.”

Il conflitto in CAR orientale si è intensificato negli ultimi mesi e a marzo ha raggiunto la provincia di Mbomou, un tempo relativamente stabile. Da un paio di settimane, alcuni gruppi armati si sono avvicinati a Bangassou e lunedì 8 maggio scontri tra le forze delle Nazioni Unite e un gruppo armato, a 25 chilometri dalla città, hanno causato morti e feriti.

“La città di Bangassou è irriconoscibile, è diventata un campo di battaglia: uomini armati che sparano, elicotteri che volano sopra le nostre teste. Temiamo il peggio se non verranno messe subito in atto misure efficaci e a lungo termine per assicurare la protezione dei civili” conclude Rene Colgo di MSF.

Siamo estremamente preoccupati per la popolazione civile. Gli sfollati che avevano cercato rifugio nell’ospedale e nella moschea sono stati trasferiti in una chiesa. La situazione di sicurezza rimane estremamente volatile. Chiediamo di nuovo a tutte le parti in conflitto di consentire l’assistenza medica urgente ai civili e ai feriti.

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