6 Febbraio 2014

Mesi di conflitto tra i gruppi armati nella provincia del Nord Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo, hanno esposto i civili a livelli estremi di violenza. Molte persone hanno riportato ferite mortali, perso membri della famiglia e sono state costrette a fuggire dalle loro case. Oltre al trauma fisico, questi eventi hanno lasciato le persone con cicatrici psicologiche che sono spesso meno evidenti delle ferite fisiche e, quindi, rischiano di non essere curate.

Negli ultimi anni, migliaia di famiglie hanno cercato rifugio nei campi sfollati di Bibwe, nel Nord Kivu, tanto che tra gennaio e agosto 2013 la popolazione della zona è raddoppiata: da circa 8.000 a più di 15.000 persone. Per rispondere ai bisogni di supporto psicologico in quest’area, le équipe MSF hanno inserito cure psicologiche tra le loro attività mediche a Bibwe.

Violenza e sfollamento

Bibwe è una città di poche migliaia di abitanti, situata a circa 135 chilometri a nord ovest di Goma, nella provincia del Nord Kivu lacerata dal conflitto. Anche se Bibwe è stata essa stessa centro di scontri etnici nel passato, l’anno scorso c’è stato un flusso di più di 3.000 famiglie sfollate che si sono recate lì a causa della violenza a sfondo etnico delle aree circostanti.

Le nostre équipe MSF sono state costrette a effettuare una valutazione dei bisogni di supporto psicologico della zona dopo aver ascoltato i resoconti inquietanti dei nuovi sfollati. I risultati sono allarmanti: su 600 persone più dell’80% ha riportato di essere stata testimone di violenze e circa il 90% di essere stata vittima di atti di violenza.

Le conseguenze della violenza sulla salute psicosociale delle persone sono significative: il 71% di loro afferma di avere incubi e il 74% di avere flashback degli eventi violenti che hanno vissuto.

“La mattina vedevo parti del corpo di persone ovunque – non sapevo a chi appartenesse cosa” racconta un uomo di 38 anni che ha visto 30 persone – inclusi 4 fratelli – mentre venivano picchiati a morte. “Le immagini di quello che ho visto mi tornano sempre in mente di giorno e di notte.”

Rispondere ai bisogni umanitari

Per fornire supporto psicologico nella zona di Bibwe, abbiamo formato dei consulenti perché aiutino i sopravvissuti alle violenze che si trovano nei campi. L’équipe gestisce dei gruppi di supporto e fornisce sessioni individuali, familiari e di gruppo.

“La maggior parte di queste persone è stata testimone diretta di violenze o ha visto la propria vita in pericolo e molti hanno perso membri della famiglia” spiega Isabel Rivera, psicologa responsabile per il programma di MSF. “Il bisogno di supporto psicologico a Bibwe è enorme e dovrebbe essere considerato una componente vitale della risposta umanitaria in questa zona.”

In questi campi manca molto altro. A Bibwe sono presenti poche organizzazioni umanitarie e molte di quelle presenti non hanno potuto accedere regolarmente alla zona per due mesi a causa delle condizioni della strada, smottamenti e frane causati dalla stagione delle piogge. Molte famiglie spiegano che sono ancora senza cibo, acqua e arnesi da cucina e non hanno soldi per comprare semi o attrezzi per coltivare da soli il loro cibo. I ripari sono spartani e non proteggono adeguatamente dalle piogge.

“Le condizioni in cui queste persone stanno vivendo le rendono più vulnerabili a problemi come stress e malattie” dichiara Rivera. “Mentre alcune aree del Nord Kivu stanno attualmente attraversando un periodo di relativa pace, non dobbiamo dimenticare che molte zone continuano a essere colpite da violenza e sfollamenti. Queste persone hanno bisogno di aiuto. Dobbiamo riconoscere e rispondere allo stress psicologico che hanno subito.”

MSF offre assistenza medica di base nel centro di salute di Bibwe e assistenza specialistica nel vicino ospedale generale di Mweso. Nella provincia del Nord Kivu, MSF gestisce programmi nella zona di Goma, Walikale, Masisi e Rutshuru. Attualmente circa 3.000 operatori internazionali e nazionali lavorano in più di 20 progetti a Kinshasa, Nord Kivu, Sud Kivu, Katanga, Maniema e province orientali. MSF lavora in Repubblica Democratica del Congo dal 1981.

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