L'epidemia di colera rischia di diffondersi in maniera incontrollata in Sud Kivu se non verranno adottate misure preventive.
"Dobbiamo creare più punti di clorazione, disinfettare le case dei malati e svolgere una campagna di sensibilizzazione quanto prima".

Francisco OteroCapo missione MSF in RDC
31 Agosto 2017

La recente epidemia di colera scoppiata in Sud Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo, rischia di diffondersi in modo incontrollato se non verranno adottate misure di contenimento. I nostri team stanno fornendo assistenza nelle città di Minova, Bukavu, Bulengo, Numbi, Sebele, Nyange e Baraka, ma devono essere messe in atto rapidamente misure preventive per contenere l'epidemia, soprattutto in grandi città come Minova e Bukavu.

Attualmente gestiamo quattro centri di trattamento del colera a Minova, Baraka, Sebele e Bukavu e tre unità di trattamento a Bulengo, Nyange e Numbi. A supporto del Ministero della Sanità del paese, le nostre équipe stanno trattando i pazienti in queste strutture e hanno aumentato la quantità di letti e attrezzature disponibili per rispondere ai bisogni medici dei pazienti.

Da agosto, oltre 1.200 persone che avevano contratto il colera sono state trattate da MSF nei diversi centri. Ci sono attualmente 70 persone trattate a Minova, 67 a Bukavu, 18 a Bulengo e 22 a Baraka.

La storia di Elisabeth

 

“A Minova non c’è acqua potabile”, racconta Elisabeth, madre di Elris, 3 anni, ricoverato presso il nostro centro di trattamento del colera a Minova. “Ogni giorno devo camminare per più di un’ora per prendere l’acqua potabile da uno dei pochi rubinetti funzionanti in città. Per il resto, attingo l’acqua dal lago come tanti altri”.

Dopo qualche giorno di ricovero Elris manifesta i primi segni di miglioramento anche se appare ancora debole e con gli occhi stanchi. A sera, finalmente Elris ha smesso di vomitare e ha lo sguardo sveglio. “Mi sento meglio ora che so che mio figlio sta guarendo” dice Elisabeth.

L’intervento dei nostri team

A Baraka, abbiamo installato nove punti di clorazione per disinfettare l'acqua e abbiamo donato materiali ai centri di Kabeya, Ruzizi e Uvira. MSF ha anche assegnato il suo personale specializzato alle strutture sanitarie locali per supportarle nella gestione della malattia.

Finora, tuttavia, la risposta per prevenire e arrestare la diffusione della malattia non è stata efficace.

"Dobbiamo creare più punti di clorazione, disinfettare le case dei malati e svolgere una campagna di sensibilizzazione quanto prima", ha dichiarato Francisco Otero y Villar, capo missione di MSF in Repubblica Democratica del Congo.

In Congo la stagione secca e la mancanza di acqua spingono la popolazione a prendere l'acqua da fonti malsane, che alimentano la diffusione del colera. Molte persone sia a Bukavu che a Minova attingono l'acqua dai laghi o da altre fonti contaminate. La metà dei casi di colera arrivati ​​al centro di trattamento di Minova provengono da un quartiere situato sulle rive del lago Kivu, dove l’acqua non è potabile.

"Le persone hanno bisogno di bere acqua potabile e i centri sanitari devono essere dotati dei materiali essenziali per trattare tutti i malati il ​​più rapidamente possibile", ha spiegato Francisco Otero.

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