7 Agosto 2017

I civili malati e feriti all'interno e all'esterno della città di Raqqa stanno affrontando gravi difficoltà di accesso all’assistenza medica salva-vita a causa della battaglia in corso per il controllo della città nel nord est della Siria.

"I pazienti ci segnalano che un gran numero di malati e feriti è intrappolato nella città di Raqqa, con limitato se non inesistente accesso alle cure mediche e con scarse possibilità di fuga dalla città", afferma Vanessa Cramond, coordinatore medico di MSF per la Turchia e la Siria settentrionale. "Il 29 luglio, nel giro di poche ore, la nostra équipe ha curato quattro persone, tra cui un bambino di cinque anni, che presentavano ferite da arma da fuoco subite mentre fuggivano dalla città di Raqqa. Siamo estremamente preoccupati per la vita di coloro che non possono scappare".

I pochi pazienti riusciti a fuggire da Raqqa che MSF ha curato , confermano che l'unico modo per lasciare la città è clandestinamente, il che comporta pericolosi ritardi nell'accesso all’ assistenza medica urgente.

"Alcuni dei nostri pazienti sono rimasti intrappolati dietro le prime linee per giorni o anche settimane", dice Cramond. "Quando sono fortunati, avevano già ricevuto assistenza medica di base all'interno della città, ma quando finalmente arrivano nei nostri ospedali, le loro ferite sono spesso gravemente infette e raramente è possibile salvare gli arti. Al contrario, i pazienti con emergenze mediche acute o lesioni traumatiche  in arrivo dai villaggi intorno alla città di Raqqa  attraversano le prime linee in maniera relativamente rapida".

"Nella città di Raqqa, se non si muore per gli attacchi aerei, si muore per un colpo di mortaio; se non si muore per un colpo di mortaio, si muore colpiti dai cecchini; se non sono i cecchini, allora è un esplosivo. Anche qualora si riuscisse a sopravvivere, sopraggiunge la fame e la sete per mancanza di cibo, acqua, elettricità", ha dichiarato un paziente di 41 anni con ferite da schegge al torace, fuggito da Raqqa dopo aver perso sette familiari. A seguito di un attacco aereo, la madre del paziente è rimasta per 15 ore intrappolata sotto le macerie di un edificio crollato. Dopo essere stata tirata fuori, ha potuto ricevere assistenza medica essenziale e lasciare la città.

Dal mese di giugno, le équipe mediche di MSF nella Siria nordorientale hanno trattato 415 pazienti provenienti dalla città di Raqqa e dai villaggi circostanti. La maggior parte dei pazienti sono i civili che presentano lesioni provocate da dispositivi esplosivi improvvisati (IED), mine terrestri, ordigni non esplosi, schegge e ferite da arma da fuoco.

Nel governatorato di Raqqa, molte persone stanno ritornando nei loro villaggi, dove gli effetti del conflitto sono dilaganti: le città e i villaggi sono disseminati di residui esplosivi della guerra, tra cui IED, trappole e ordigni inesplosi.

In questi villaggi ci sono molti dispositivi esplosivi residui che impediscono alle persone di tornare alla vita normale", afferma Cramond. "Ad esempio, a Hazima, a nord di Raqqa, le nostre équipe hanno riavviato alcuni servizi medici in una scuola locale questa settimana, ma sono stati costretti a fermarsi dopo aver rilevato che l'edificio era contaminato da mine e trappole esplosive".

MSF è una delle poche organizzazioni mediche che rispondono alle necessità impellenti della popolazione del governatorato di Raqqa e della Siria nordorientale. MSF, in collaborazione con le autorità sanitarie locali, gestisce otto ambulanze vicino alle prime linee con punti di raccolta a nord, est e ovest della città di Raqqa. Inoltre, fornisce supporto a una postazione medica avanzata fuori dalla città di Raqqa, dove i pazienti sono stabilizzati prima di essere trasportati negli ospedali di Tal Abyad o Kobane, ad oltre 100 km di distanza. Le équipe di MSF gestiscono anche una clinica nel campo di Ain Issa e lavorano in diverse aree nella Siria nordorientale, che fino a poco tempo fa erano controllate dello Stato Islamico.

MSF invita tutte le parti in guerra e i loro alleati a garantire la protezione dei civili e a consentire l'accesso all'assistenza medica e l'evacuazione dei feriti in guerra. Ribadiamo l'importanza di facilitare l'accesso nella Siria nordorientale alle organizzazioni internazionali per lo sminamento in modo che possano svolgere le proprie attività e far sì che i residenti possano tornare in sicurezza alle loro case e che le organizzazioni di aiuto possano fornire l'assistenza umanitaria necessaria.

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