30 Ottobre 2017

Siamo estremamente preoccupati per la possibilità di continuare a fornire aiuti umanitari alla popolazione in Siria nord-orientale, a causa degli scontri fra le forze curde e irachene in Iraq nord-occidentale, che minacciano di chiudere il punto di attraversamento del confine a Peshkhabour.

Il passaggio di Peshkhabour è l’unica possibilità perché le organizzazioni umanitarie riescano a portare forniture e personale in Siria nord-orientale.

È già molto complicato fornire aiuti in quest’area della Siria, dove molte città sono state distrutte da combattimenti e bombardamenti aerei, e dove quasi 500.000 persone sono state sfollate e vivono in condizioni di estrema precarietà.

Se la frontiera fra Siria e Iraq verrà chiusa agli aiuti umanitari, milioni di persone già vulnerabili non avranno più accesso all’assistenza medica urgente a Menbij, Tal Abyad, Tabqa, Kobane/ Ain Al Arab, Hassaka e Raqqa. La chiusura di Peshkhabour potrebbe avere un impatto su milioni di vite.

Chiediamo a tutte le parti coinvolte di garantire accesso continuo, senza alcun impedimento o ostacolo, per poter fornire aiuti umanitari attraverso le frontiere. 

All'azione medico umanitaria in contesti di guerra come la Siria, abbiamo dedicato la campagna "Cure nel cuore dei conflitti".

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