28 Novembre 2016

L’intensa ripresa del conflitto nelle zone assediate vicino Damasco e Homs, dalla seconda metà di novembre, sta portando a un significativo aumento delle vittime di massa. Venerdì scorso, numerosi attacchi aerei hanno colpito Ghouta Est e i medici della zona riferiscono di molte vittime, compresi donne e bambini. Ma il bilancio non è definitivo. Il fatto poi che siano state colpite scuole e zone residenziali, suggerisce che almeno parte di questi attacchi abbiano indiscriminatamente preso di mira aree civili. 

Dal 17 novembre le strutture supportate da MSF a Ghouta Est (una zona di città assediata vicino Damasco) e Al Waer (un quartiere sotto assedio vicino Homs) hanno riferito numeri veramente alti di feriti e morti. Gli ospedali nella zona di Ghouta Est hanno riportato 261 feriti e 30 decessi, mentre l’ospedale di Al Waer ha riportato 100 feriti e 13 decessi in un solo giorno di intensi bombardamenti. Mentre per Al Waer non abbiamo ancora un’analisi dei dati sull’età e il genere, a Ghouta Est il 43% dei feriti e il 60% dei morti sono donne e bambini al di sotto dei 15 anni.

Sempre a Ghouta Est, nei giorni scorsi un paramedico è rimasto gravemente ferito durante un bombardamento aereo, un tecnico anestesista è stato ferito da un cecchino a Zabadani, tre ambulanze sono state colpite e distrutte, e un ospedale da noi supportato è stato danneggiato dallo scoppio di una bomba su un palazzo vicino, rendendo inagibile il reparto di terapia intensiva proprio nel momento in cui i pazienti ne hanno un disperato bisogno.

“Mentre continuiamo a puntare i riflettori sulla catastrofica situazione ad Aleppo Est, non possiamo dimenticare quanto il conflitto sia intenso anche in altre zone del paese” dichiara la dott.ssa Anja Wolz, direttrice dei programmi di supporto medico di MSF in Siria. “La scorsa settimana, due scuole di Ghouta Est sono state colpite in un attacco aereo mentre gli studenti stavano uscendo a fine giornata. Tutti i feriti, tranne uno, erano donne e bambini. Sedici di loro sono stati curati in una struttura supportata da MSF e altri sono stati portati in ambulanza in altre strutture della zona. Una decina di giorni fa, un’équipe di soccorso stava cercando di estrarre alcune vittime dalle macerie di un bombardamento ad Al Waer quando è stata attaccata da colpi di mortaio, con il risultato che nove dei soccorritori sono stati feriti e hanno avuto bisogno loro stessi di cure”.

L’equipe medica supportata da MSF ha riportato che molti residenti in queste zone si sono radunati nei seminterrati per paura dei bombardamenti regolari che colpiscono le aree residenziali. Le ambulanze sono dislocate in zone diverse invece di essere parcheggiate nei depositi centralizzati per le risposte d’emergenza per paura che possano essere tutte distrutte in un unico attacco. Inoltre alcuni ospedali hanno dovuto sospendere le regolari attività mediche dato che tutte le équipe sono impegnate nel pronto soccorso e nel reparto di chirurgia.

“Ancora una volta proviamo orrore di fronte al numero di donne e bambini tra i feriti e i morti che arrivano nelle strutture mediche supportate da MSF” prosegue Wolz. “Dovremmo tutti preoccuparci davvero della sorte dei civili intrappolati in queste aree di intenso conflitto. Se i bombardamenti e gli scontri non cesseranno, le parti in conflitto dovranno come minimo fare estremamente attenzione a evitare di colpire le équipe mediche e le ambulanze che svolgono le loro attività salva-vita”.

Alcune strutture sanitarie stanno inoltre esaurendo le forniture. Abbiamo ricevuto e risposto a tre richieste di emergenza per flebo, antibiotici e analgesici. Inoltre, in questo momento stiamo lavorando per rispondere ad altre 19 richieste di rifornimento da parte delle strutture di Ghouta Est. 

MSF gestisce 6 ospedali in tutta la Siria del nord, supporta più di 70 centri di salute e ospedali in tutto il paese e fornisce donazioni mediche d’emergenza ad hoc a una rete di circa 80 ulteriori strutture mediche. Nelle strutture supportate non sono presenti équipe di MSF.

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