3 Maggio 2016
Il bilancio delle vittime dell'attacco all'ospedale di Al Quds, supportato da MSF, in Siria, è salito a 55 persone. Tra queste 6 membri dello staff dell'ospedale, compreso uno degli ultimi pediatri di Aleppo, un dentista, due infermieri, un tecnico e un custode. 
 
Ad Al Quds, una serie di attacchi aerei ha prima colpito gli edifici intorno all’ospedale, il principale punto di riferimento pediatrico della città di Aleppo, poi l'ospedale stesso nel momento in cui vi sono state trasferite le persone ferite dai precedenti attacchi.
 
Trascorreranno almeno due settimane prima che l'ospedale possa riaprire, gli sforzi sono concentrati nel riparare e rimettere in funzione ciò che può essere salvato.
La sala operatoria e il laboratorio sono stati completamente distrutti, insieme alle strumentazioni essenziali e ai farmaci. L'unità pediatrica è stata quasi interamente distrutta e sette incubatrici sono andate perse.
 
La terapia intensiva è meno danneggiata ma richiede comunque un grande lavoro per tornare in funzione. MSF ha intenzione di aiutare l'ospedale con qualsiasi supporto necessario, oggi e nel futuro.
 
Le persone ad Aleppo sono terrorizzate, le scuole sono chiuse e per strada non c'è nessuno. Si nascondono negli scantinati. Molte persone sono intrappolate e per sopravvivere, dopo anni di assalti alla propria città, dipendono dagli aiuti umanitari. Non hanno risorse che permettano loro di andarsene e sono costrette a "rimanere e morire".
 
Gli attacchi aerei non colpiscono solo gli ospedali ma anche i magazzini dove sono conservati gli equipaggiamenti e le donazioni umanitarie prima di essere consegnati alle strutture sanitarie.
 
Tra questi, il Pre Hospital System gestito dal Ministero della Salute di Aleppo e di cui MSF è uno dei donatori. Molti civili sono rimasti uccisi da questi attacchi e beni essenziali, come materiali medicali e ambulanze, sono stati distrutti.
 

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